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Margherita alle prese con la spaccatura dopo il caso della variante arceviese

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Sono queste ore decisive per i centristi e in particolare per il segretario Antonio Ugolini intento a rimettere insieme i cocci di una frattura scoppiata in sede consiliare dopo la decisione del capogruppo Andrea Bacchiocchi di non votare la variante urbanistica.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it
Giovedì sera il primo incontro fra tutti i componenti della Margherita coinvolti a vario titolo nella vicenda, dagli assessore ai consiglieri allo stesso capogruppo. A far infuriare il capogruppo della Margherita è stato l'emendamento presentato in extremis dal sindaco Luana Angeloni che riduce gli indici di edificabilità da 0,86 a 0,50 per tutte le aree di completamento in tutta la città. Un provvedimento che per il centrista va ben oltre l'area di competenza della variante arceviese e che pertanto avrebbe dovuto essere quanto meno discusso preventivamente in maggioranza, coinvolgendo partiti e soprattutto cittadini.

Pesanti le critiche lanciate da Bacchiocchi ai colleghi consiglieri, accusati di “aver voltato faccia al capogruppo votando l'emendamento” e soprattutto ai tre assessori in Giunta che “non avrebbero adeguatamente e preventivamente informato il partito dell'emendamento che dopo poche ore sarebbe stato presentato in Consiglio”. Accuse pesanti che riguardano soprattutto il metodo operato dalla Giunta e dal sindaco. “Al direttivo del partito ho ribadito le ragioni che mi hanno spinto a non votare l'emendamento -ribadisce Andrea Bacchiocchi- nulla da dire sulla variante arceviese, che ho condiviso nel merito, ma l'emendamento presentato in extremis dalla Giunta e sottoscritto dal sindaco mi hanno impedito di votare l'intera pratica. Il metodo utilizzato non è stato democratico. Il sindaco ha annunciato ai capigruppo la volontà di presentare quell'emendamento appena qualche ora prima del consiglio comunale e fin da subito noi consiglieri della Margherita avevamo espresso il nostro dissenso perchè si trattava di un atto che incice su tutto il territorio comunale e che per tanto doveva essere prima discusso e condiviso, non imposto dal sindaco”.

Sulla vicenda, seppure cerca di smorzare i toni della polemica, anche il segretario della Margherita (che nei giorni caldi dell'approvazione della variante si trovava fuori città) ammette che qualche obiezione sul “metodo” può essere anche plausibile. “Sono fiducioso che riusciremo a ricompattarci -afferma Antonio Ugolini- il primo incontro dell'altra sera è servito più che altro per stemperare gli animi ma devo dire che non trovo problemi così insormontabili. Qualche passaggio istituzionale in merito all'emendamento che riduce gli indici di edificabilità per le zone di completamento in tutta la città ha creato qualche problema e tutto sommato poteva starci. Credo però che a non consentire di placare gli animi in tempo utile prima del voto in aula sia stata solo una concomitanza di eventi, come i tempi serrati che non hanno permesso un più aprofondito confronto”. Il vertice del direttivo della Margherita è aggiornato a stasera alle 19,30.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 maggio 2007 - 1916 letture