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Cesano: i verdi si esprimono riguardo l'abolizione della 4° elementare

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Il consumo continuo del territorio causato dall’urbanizzazione, come appare ovvio, parallelamente alla crescita abitativa e demografica dovrebbe prevedere analogo sviluppo dei servizi ai cittadini.

da Marcello Mariani
Consigliere Comunale Verdi
La frazione di Cesano, da borgo marinaro di qualche centinaio di persone con un ottimo connubio tra mare, territorio e socialità ( questi sono i miei ricordi d’infanzia), con la speculazione edilizia degli anni ’60 e ’70 (i “palazzoni” in riva al mare, le Piramidi, la trasformazione delle casette con orto in condomini di miniappartamenti chiusi 10 mesi all’anno), ha perduto le originali caratteristiche, pur mantenendo momenti di forte socialità grazie anche al diffuso associazionismo.

I massicci interventi edilizi in via di realizzazione e quelli già programmati nella frazione, lasciano facilmente prevedere un velocissimo “salto” demografico di Cesano, con l’arrivo di nuove e spesso giovani famiglie. Ciò è facile presupposto per un numero tale di residenti bambini che, forse, la frazione non ha mai conosciuto neanche negli anni del baby boom. Queste scontate considerazioni dovrebbero consentire una pianificazione preventiva dei servizi necessari al territorio: in primis quelli scolastici e per l’infanzia.

Apprendere invece, e solo grazie alla puntualità di Renato Pizzi, della volontà di soppressione di una classe elementare, per di più di metà ciclo, operazione che va esattamente in senso opposto a quanto appare tanto ovvio da sembrare scontato, lascia l’amara sensazione di un respiro brevissimo della pianificazione e cecità istituzionale verso le trasformazioni socio demografiche programmate e già semi attuate. Una mera operazione ragionieristica che Cesano non solo non merita, ma non si può permettere. L’amministrazione comunale ha investito massicciamente per la migliore messa a norma della scuola elementare: pensare di ridurne l’operatività è una bestemmia. Semmai il contrario: le frazioni maggiormente popolose, Cesano come Marzocca, hanno bisogno di adeguate strutture pre scuola dell’obbligo, quali gli asili nidi, che qui appunto non ci sono.

L’improponibile decisione deve essere rivista e l’assessore ai servizi sociali deve farsi diretto carico, come già è stato per la scuola elementare di Scapezzano, del problema per una veloce soluzione. Sarà mio compito interrogarlo puntualmente sulla questione durante il prossimo consiglio comunale al fine di ottenere rassicurazioni per la qualità della vita dei bambini di Cesano e delle loro famiglie.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 maggio 2007 - 2954 letture