contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

I nonni raccontano...il tempo di guerra

3' di lettura
5906
EV

Noi alunni delle classi IA e IB della Scuola Secondaria di Primo grado “A. Belardi “ di Marzocca abbiamo avuto il giorno 27 aprile 2007 degli insegnanti “speciali”: i nostri nonni.

da Scuola Secondaria di 1° grado Belardi
Una quindicina di essi ha accettato il nostro invito a venire a scuola per parlarci della loro infanzia e adolescenza ai tempi del Fascismo e della Seconda Guerra Mondiale. In questo periodo infatti, nell’ambito del progetto “Una città che legge” stiamo leggendo libri che parlano di nostri coetanei del tempo della Seconda Guerra Mondiale e volevamo sentire i racconti di chi la guerra l’ha vissuta in prima persona.

Molti sono stati gli argomenti di cui ci hanno parlato i nonni e molte le domande che noi abbiamo rivolto loro. Ci hanno raccontato come era la scuola ai loro tempi: “le materie che studiavamo erano le stesse di oggi, almeno alcune”; “ci punivano dandoci bacchettate sulle mani o mettendoci in ginocchio sul granoturco”; cosa mangiavano: “le tagliatelle erano fatte solo con acqua e farina, perché le uova dovevamo venderle in città” “si beveva il caffé fatto con la cicoria o il caffé d’orzo, perché quello vero era introvabile”; come passavano il tempo libero: “dovevamo partecipare al sabato fascista, se i genitori non ci mandavano per due volte di seguito, arrivavano i carabinieri a casa”; “non avevo tanti giocattoli, quelli che avevo me li ero costruiti da sola, impastando terra ed acqua e facendole seccare”; “avevo una bambola di pezza, cucita e dipinta dalla mia mamma”; “mio padre mi insegnava a costruire giocattoli col legno”.

“C’era poco da mangiare, c’era la tessera, ma il cibo veniva venduto soprattutto al mercato nero”. E così abbiamo imparato cos’erano la tessera annonaria ed il mercato nero. “I nazifascisti durante la ritirata portavano via tutto, soprattutto gli animali” ha ricordato un nonno, che ci ha raccontato anche un fatto tragico avvenuto nella sua famiglia: tre persone morte, per questo motivo. Un’altra nonna ci ha raccontato che viveva a Marzabotto, ma che la sua famiglia si era trasferita in un’altra città appena un mese prima della famosa strage. Un nonno ha parlato dell’uccisione di un gruppo di partigiani ad Arcevia. E così via, tanti, tanti discorsi interessanti. C’è stata anche una domanda singolare: “Nonni, secondo voi, noi ragazzi di oggi siamo viziati?” Ed un nonno ci ha risposto che a volte sono loro a darci i vizi, ma spesso la colpa è dei nostri genitori che ci danno troppo. È stata un’esperienza veramente significativa per tutti noi. “Ho ammirato il coraggio dei nostri nonni” ha commentato Caterina; “Ed io la creatività nel costruirsi i giocattoli” ha aggiunto Chiara.

All’incontro ha assistito anche il babbo di un’alunna, che ha sottolineato l’importanza che un’esperienza simile riveste per noi ragazzi: per noi questi discorsi sono storia passata, ma sono vita presente per tanti nostri coetanei nel mondo. E per finire la riflessione di una di noi, alla quale tutti ci associamo: “Eh sì, perché è con la memoria del passato che si migliora il presente, per arrivare ad un futuro migliore, un futuro di amore, di fratellanza e di…PACE”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 maggio 2007 - 5906 letture