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Dal prossimo anno la 4° elementare non ci sarà

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Cari genitori, vi informo che il prossimo anno la classe dei vostri figli sarà abolita. Siete liberi di andarli a iscrivere dove meglio credete”.
Questo, quasi alla lettera, il tono della poco amichevole comunicazione che un locale dirigente scolastico ha inviato alle famiglie di alcuni bambini che frequentano attualmente la terza elementare in una scuola senigalliese.

da Renato Pizzi
Segretario SDI
Da quel momento è iniziato il calvario dei genitori dei bambini, che in ogni modo stanno cercando di evitare ai loro figli il trauma di cambiare abitudini, compagni di classe, maestre, metodi didattici consolidati. Al momento, né dalle autorità scolastiche, né dalle autorità politiche e amministrative, è giunto un segnale di apertura.

I fatti: il dirigente (che per il momento eviteremo di citare) di una scuola primaria della nostra città, malgrado in non lontana prospettiva si aspetti un notevole incremento della popolazione scolastica -dovuta a importanti insediamenti residenziali nella zona- decide che per non meglio precisati motivi di bilancio va chiusa una classe elementare. Non la quinta, con meno alunni, ma la quarta, che ne ha di più. Già sfugge il motivo per cui, volendo creare un problema, lo si intende prolungare per due anni invece che per uno solo.
Alle famiglie viene offerta la possibilità di iscrivere i loro figli presso altre scuole elementari dell’Istituto.

Nessuno, tanto meno il dirigente, spiega loro perché dovrebbero lasciare una scuola moderna, funzionale e sicura, per portare i bambini in un plesso ospite di strutture obsolete e meno funzionali, oltretutto senza prospettive di crescita.
Sarebbe stato logico, casomai, il contrario: si potrebbe pensare che a Senigallia i cittadini contano quanto contano i politici per cui votano. Ma non è certo interesse delle famiglie risolvere i loro problemi sulla pelle di altri genitori, per cui hanno semplicemente continuato a chiedere, usando la semplice arma del buon senso, che fossero messi in atto opportuni accorgimenti per non dover sopprimere la classe dei loro bambini.

Soprattutto in considerazione, vale la pena ribadirlo, della assoluta contingenza del provvedimento, in quanto nei prossimi anni la stessa scuola si dimostrerà addirittura sottodimensionata per le esigenze scolastiche della popolazione. A prescindere da qualsiasi altra considerazione, sono da contestare con forza l’approccio del dirigente scolastico e del suo diktat, tanto quanto -almeno a tutt’oggi- l’inerzia di chi, dalla Circoscrizione in su, non ha avuto il coraggio di schierarsi a fianco di queste famiglie, dando inizio al classico rimpallo di responsabilità.

Le famiglie vittime delle cesoie scolastiche hanno chiesto un incontro urgente a tutte le autorità, scolastiche, politiche e amministrative, nel tentativo di arrivare ad una soluzione possibile e condivisibile, che non danneggi i loro figlioli.

Abbiamo deciso di non citare la scuola teatro di questo sconcio, perché non è nostra intenzione sfruttare politicamente il fatto. Crediamo sia giusto però, non avendolo fatto altri, portare la questione generale alla pubblica attenzione, perché i problemi in cui sono incorse queste malcapitate famiglie potrebbero essere quelli di tutti e perché siamo certi che una soluzione positiva, qualora esista la volontà politica, potrà e dovrà essere trovata.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 maggio 2007 - 5370 letture