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I consiglieri di opposizione si dimettono dalle commissioni consigliari

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Dimissioni in massa di tutti i consiglieri di minoranza dalle commissioni consiliari contro l'atteggiamento definito “anti-democratico” del sindaco Luana Angeloni e della sua giunta. La bagarre in consiglio comunale, con la seduta fiume per l'approvazione della variante arceviese, continua ad alimentare la polemica.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

E lo scontro ora è tutto politico. L'emendamento che riduce gli indici di edificabilità nelle zone di completamento di tutto in territorio comunale, presentato dalla Giunta e sottoscritto dal sindaco, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Se a sbottare sono stati anche Rifondazione Comunista e il capogruppo della Margherita Andrea Bacchiocchi (che non hanno votato la variante), l'indignazione dell'apposizione è sfociata in una dimissione in massa senza precedenti. “Ci siamo dimessi per rimarcare la totale mancanza di informazioni e di coinvolgimento da parte di questa maggioranza che rende assolutamente inutile il nostro ruolo - afferma il consigliere di An Gabriele Girolimetti, ricordando anche le dimissioni avvenute oltre un mese dei consiglieri di minoranza dalla commissione cultura dell'assessore Velia Papa - l'emendamento presentato dal sindaco all'ultimo minuto, senza possibilità di poterlo neanche visionare, è l'ennesimo atto antidemocratico e di imposizione del primo cittadino”.

Alle dimissioni da tutte le commissioni, seguirà anche un atteggiamento ostruzionistico da parte dell'opposizione. “Per due anni e mezzo abbiamo garantito il funzionamento delle commissione e del consiglio comunale ma a questo punto la nostra presenza serve solo alla maggioranza per garantire il numero legale ma da oggi non sarà più così - annuncia il capogruppo di Forza Italia Alessandro Cicconi Massi - da parte della maggioranza c'è una totale assenza di rispetto istituzionale”.

L'emendamento a sorpresa del sindaco è stato un blitz in piena regola che ha calpestato ruoli e funzioni del consiglio comunale - aggiunge il capogruppo Udc Gabriele Cameruccio - ormai è in atto una totale rottura politica interna alla maggioranza che la costringe a ricorrere a questi atti di forza per imporre i provvedimenti”.

Sotto accusa l'emendamento del sindaco, sia nel merito che nel metodo. “Approfondiremo anche il fatto che durante il mese che ha preceduto l'approvazione della variante in consiglio ci sono state massicce concessioni edilizie rilasciate nel tempo record di 48 ore e sono tutte all'albo pretorio - sostiene Fabrizio Marcantoni - il sindaco e la giunta fanno facile ambientalismo ma la verità è che il primo cittadino fa ciò che vuole”.

In venti anni non ho mai assistito ad un attacco così forte alla vita istituzionale - fa eco Daniele Corinaldesi - l'emendamento poteva essere presentato due ore prima e invece il sindaco ha aspettato all'ultimo minuto per non consentirne la presa di visione”.

Un emendamento che anche per i consiglieri Fiore Bittoni, Roberto Paradisi e Enzo Monachesi è stato “imposto contravvenendo al fatto che l'oggetto esula il contesto della variante arceviese perché interessa tutto il territorio comunale e che per questo non era neanche pertinente”.

Da parte mia ho rassegnato anche le dimissioni da vice-presidente del Consiglio - dice Vincenzo Savini - è intollerabile la mancanza di confronto istituzionale”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 aprile 2007 - 3806 letture