Verdi: Variante Arceviese, una nuova cultura del fare urbanistica

30/11/-0001 -
I Verdi si ritengono soddisfatti dell’azione amministrativa portata avanti nella città di Senigallia nel campo della promozione ambientale, della qualità della vita e di difesa del territorio.

da Verdi Senigallia


Molte delle nostre istanza sono state raccolte: dall’avvio della raccolta differenziata porta porta – con un beneficio per l’ambiente e una prospettiva tutta rivolta alla salvaguardia del pianeta a favore delle nuove generazioni – all’adozione della Variante in ambito Arceviese, ove si esprime una nuova cultura del fare urbanistica a Senigallia. Cultura che già dal 1998 individuavamo nella logica dell’Ecopiano. E’ la prima volta che uno strumento urbanistico porta avanti quella filosofia che tiene conto e tenta di governare e valorizzare gli elementi ambientali – naturalistici – paesaggistici di un territorio. I precedenti piani delle frazioni (tra la metà degli anni’90 e la fine) guardavano solo alle aree da edificare, del resto non se ne parlava né c’era interesse a farlo.

Questo strumento vuole disegnare lo sviluppo della zona per i prossimi 15 – 20 anni. Le previsioni di espansione nelle cinque frazioni si aggirano in una media tra il 25/30%, rispetto all’esistente e molto è collegato alla necessità di realizzare opere infrastrutturali viarie (non più rinviabili), consolidando i centri urbani esistenti. Eccezione (con previsioni superiori alla media) fa Borgo Bicchia con il PEEP. Tale variante, tenuto conto che nella zona del centro città non ci sono previsioni di nuovi sviluppi urbani (se si esclude il comparto di via Cellini) , tenterà di dare una risposta ai fabbisogni di nuova edificazione mantenendo ferme le previsioni così come sono nel centro storico (Cervellati) e nei lungomari (Varianti del 2000 e del 2004). La redazione della Variante è partita nel precedente mandato amministrativo, quindi parliamo di un atto che è oggetto di lavori tecnici e riflessione politica della maggioranza e della giunta da oltre 3 anni.

I punti di forza della variante che hanno soddisfatto le richieste dei Verdi

1. PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE
Abbiamo ottenuto che la variante non comprendesse la zona oltre l’asse autostradale. L’intento nostro è stato quello di difendere la previsione di zona F5 (dietro al distributore Goldengas). E’stata una nostra battaglia esemplare negli anni 1998 – 1999 – 2000.

2. RIDUZIONE DELLE QUANTITA’, MIGLIORAMENTO DELLE PREVISIONI ENTRO IL POLO DIREZIONALE
Il Prg vigente (attuale) prevede la possibilità di edificare entro la zona in oggetto una quantità di superficie territoriale pari a 102.688 mq. Con la Variante abbiamo ottenuto rispetto a questa previsione: 1) la riduzione della superficie territoriale edificabile a 94.933 mq; 2) il fatto che ciò che viene edificato si collega in modo obbligatorio alla acquisizione delle aree - sponda destra del fiume Misa (dall’asse autostradale a Borgo Bicchia) – da parte del Comune finalizzando tale zona alla realizzazione del Parco fluviale; 3) la previsione di realizzare un ampio parcheggio scambiatore (3900 mq) all’uscita del casello dell’autostrada, che viene ribaltato verso monte consentendo di liberare B. Molino dal nodo autostradale;
4) il fatto che si passa da una destinazione artigianale con capannoni e attività comunque di impatto negativo sui borghi vicini ad una destinazione qualitativa migliore e di minor impatto: quella direzionale, la cui tipologia potrà essere governata entro il piano attuativo (piano particolareggiato pubblico), che sarà oggetto di una specifica e successiva delibera del consiglio comunale.

3. RIDUZIONE ALLA META’ DEGLI INDICI PESENTI ENTRO LA ZONA DELLA CAVA DI SAN GAUDENZIO E PREVISIONE DELLA COSTITUZIONE DEL PARCO
Si era partiti da una proposta di aumentare gli indici ad oggi previsti dal PRG. Ricordo che i Verdi entro le istituzioni provinciale e comunale hanno organizzato un convegno, poco più di un anno fa, di riflessione e proposta sull’area di San Gaudenzio: valori storici, ambientali, paesaggistici…(esiste un opuscolo degli atti, che vi consiglio di leggere curato dal Gruppo Società e Ambiente con il patrocinio del Comune e della Provincia). Da lì in poi i risultati raggiunti sono stati:
1) riduzione delle quantità: oggi il prg prevede 53.641 mq di superficie edificabile entro la zona. La variante prevede di abbassare i mq a 25.382 (riduzione di oltre il 50%);
2) viene confermato l’obbligo – introdotto dall’allora assessore provinciale Lion – di riqualificare il manufatto della fornace;
3) la strada – come dall’esecutivo dei Verdi richiesto – non è prevista entro le norme tecniche come vincolante nel suo tracciato; viene rinviata la sua dislocazione entro il piano attuativo;
4) viene definita la destinazione a parco tematico, che sarà oggetto di un accordo di programma con la proprietà privata e di uno specifico piano attuativo che il consiglio comunale dovrà adottare successivamente;
5) vengono allargati i confini della previsione del parco non più tenendo conto delle proprietà, ma dei confini naturali del parco.

4. INTRODUZIONE DEL VINCOLO DI INEDIFICABILITA’ DEI TERRENI COMPRESI TRA UNA FRAZIONE E L’ALTRA PER EVITARE IL FENOMENO DELLA CONURBAZIONE

5. RIDUZIONE DI TUTTE LE ZONE DI COMPLETAMENTO PREVISTE ENTRO L’AREA
Le zone di completamento sono quelle zone che rappresentano un vero e proprio vulnus nel ns territorio comunale. Sono ingovernabili in quanto non passano in consiglio ed hanno edificazioni pesanti.
Questa variante è il primo strumento urbanistico che si pone il problema e definisce una riduzione importante:
da 0,86 a 0,70 in zona interna alla frazione
da 0,86 a 0,50 in zona semiurbana (qui per fortuna ricade anche la terribile previsione di cementificazione della collina oggi occupata dallo sfasciacarrozze Ferretti, che quindi subisce una riduzione);
da 0,86 a 0,30 in zona agricola.

6. ELIMINAZIONE DELLA PREVISIONE CONTENUTA IN PRIMA BATTUTTA DALLA PROPOSTA DI VARIANTE DI METTERE UN’AREA INDUSTRIALE IN AREA AGRICOLA NELLA FRAZIONE DEL VALLONE

7. INTRODUZIONE DEL DIVIETO DI VENDITA DIFFERITA (SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE) DELLE CASE A CANONE CONCORDATO
Battaglia portata avanti con forza dal gruppo consiliare dei Verdi

8. VALORIZZAZIONE E SALVAGURADIA DELLE AREE INTORNO AI FOSSI (OASI) IN ZONA BORGO PASSERA, VALLONE, BETTOLELLE PER CORRIDOI AMBIENTALI

9. MANTENIMENTO E CONFERMA DI TUTTE LE TUTELE PREVISTE DAL PAI E DAL PPAR
Abbiamo respinto l’ipotesi di rimettere in discussione i perimetri di inedificabilità definiti dal PAI e dal PPAR,come invece, erroneamente si fa in altri comuni della Regione.

A Rifondazione Comunista diciamo che le posizioni velleitarie e propagandistiche in tempo di campagna elettorale espresse dal segretario del partito, rischiano di far tornare questa città ad una politica urbanistica degli anni di cemento (anni ’80 e anni ’90). In questi giorni questo partito ha volutamente mistificato, sulla stampa e in pubblici dibattiti, circa le tematiche portate avanti con la variante arceviese con l’intento di prendere in giro i cittadini sensibili alle questioni ambientali,giocando così un ruolo funzionale a chi vuole la politica del mattone. Ma siamo certi che la città attenta, come sempre, saprà cogliere la portata innovativa dell’atto votato ieri dal consiglio comunale.
Inoltre con soddisfazione comunichiamo i due emendamenti votati dalla maggioranza consiliare:

Emendamento1 Riduzione di tutte le aree di completamento da 0,86 a 0,50 in tutta la città

Emendamento 2 Divieto di realizzare unità immobiliari al di sotto di una superficie utile lorda pari a 52 metri quadri.




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 aprile 2007 - 2728 letture

In questo articolo si parla di verdi


Anonimo

26 aprile, 08:33
Commento sconsigliato, leggilo comunque




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