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Un lifting per la Casa Protetta

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Forse lo si potrebbe anche interpretare come un messaggio pubbliredazionale, ma giuro che non lo è.
I messaggi pubbliredazionali, solitamente, sono quelli che tendono ad ingigantire verità per un raggiungimento economico positivo di chi produce la cosa reclamizzata.
In questo caso, invece, non c’è in gradimento, ma solo un dovuto riconoscimento per tutti coloro che si sono fattivamente prodigati, affinché questo “aggiornamento” potesse realizzarsi.

da Franco Giannini

Un lifting in parte concluso ed in parte vicino al termine dei lavori, ma che comunque non possiamo ormai che solamente apprezzare.
Sono ormai oltre tre anni, che vivo da vicino le problematiche di questa “residenza bomboniera per anziani”, avendo in essa ospite anche un mio familiare.

Mi sono permesso, a suo tempo, di contestare quando, secondo me ce n’era bisogno, ed oggi, in ugual misura, mi sento obbligato ad elogiare per le migliorie apportate ed in via di ultimazione, proponendomi nello scrivere queste poche righe, di non fare però, alcun nome, perché tutti hanno partecipato, con lo stesso impegno e convinzione, alla realizzazione di un improcrastinabile e necessario “svecchiamento”.

Con la scomparsa della Dott.ssa Nilde Cerri, indimenticabile figura per quanti hanno avuto il piacere e la fortuna di conoscerLa, ho pensato che difficilmente l’opera da Lei iniziata (intesa come apporto di umanità, sensibilità, ecc.) potesse proseguire.

Solo gli imbecilli, però, non cambiano opinione, ed è anche per questo che mi sono sentito in dovere di scrivere queste righe.
Si è incrementato il lavoro dei volontari (ultimo il corso di Pet Terapy con l’intervento guidato di cani addestrati), si è rinnovato tutto l’arredamento della sala da pranzo, della sala di socializzazione, badando soprattutto alla confortevolezza non disdegnando l’eleganza, si è rifatta la pavimentazione interna e si sta ultimando quella esterna del giardino puntando soprattutto sulla sicurezza degli utilizzatori, e cosi via…

Ma ciò che fortunatamente non si dovrà cambiare e che rappresenta il vero patrimonio della casa, è quella risorsa umana che ne ha mutato il nome in Protetta….sono loro si le Operatrici/ori!
Ognuna/o di loro sono chiamati ad assolvere degli incarichi ben precisi, scritti su di un contratto di lavoro nato per regolamentare una retribuzione, ma sul quale non compare di certo l’obbligo di dover prestare attenzioni extra, quali carezze, paroline affettuose, baci, spettacolini ricreativi fuori dalle ore di lavoro retribuite, visite in ospedale quando l’ ”ospite” viene ricoverato e neppure manca qualche lacrimuccia….quando l’ “ospite” lascia definitivamente la residenza….ed il tutto solo ed unicamente per un’affezione che solamente questi animi nobili sanno interpretare come una propria necessità interiore.

Indubbiamente è un impiego questo, che poco si adatta a chi mira solamente ad un raggiungimento del solo obiettivo economico (neanche poi, tanto alettante)!
Ed è in ragione di tutto ciò, che qualcuno (familiare e non, soprattutto i “non”) dovrebbe elargire, sentiti “Grazie” per questo lavoro extra, anonimo, silenzioso, sensibile, umano, stressante e gratuito svolto, da tutte/i coloro che, all’interno della Casa, indossano il camice bianco, senza distinzione di ruoli o “bordi colorati”.

Attenzione però, che non sia un grazie burocratico, ma realmente sentito, come ci insegnano a dirlo, anche semplicemente con gli occhi, i “ragazzi” ospiti di questa Casa Protetta che solo i loro “protettori” sanno apprezzare e dargli quell’ immenso valore che è poi quello che li aiuta a proseguire nel loro impegno.

Vorrei, concludendo, raccomandare, a chi “può e vuol” ascoltare, che dopo questa giusta e, dovuta, necessaria cura per rimodernare quell’ “apparire” della Casa, di non fermarsi, ma bensì di intervenire necessariamente, lavorando ulteriormente, per l’aggiornamento anche di quello che è l’ “essere” (la vita interna) dei suoi ospiti e che non è meno importante della prima.

La strada intrapresa è quella giusta, sguardi in avanti e passi, anche piccoli, purchè sicuri, senza inciampi e soprattutto costanti.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 aprile 2007 - 2433 letture