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Mangialardi: pronti a chiedere i danni all'API

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Dopo i bagnini anche il Comune è pronto a chiedere i danni all’Api per lo svernamento di catrame riversatosi anche sulla spiaggia di velluto.
Un’azione sinergica pubblico e categorie affinché Senigallia sia risarcita per i danni arrecati all’immagine e anche alla spiaggia. E’ il risvolto al termine del confronto “informale” avvenuto sabato tra l’assessore alla qualità urbana Maurizio Mangialardi e le associazioni di categoria degli operatori di spiaggia.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

"La posizione dell’Amministrazione nei confronti della raffineria è rigorosa – chiosa Mangialardi - l'Api dovrà rispondere del danno subito da Senigallia, sia a livello di immagine che sul piano pratico, per lo sversamento di idrocarburi in mare e a questo soggetto vanno addebitati tutti i risvolti negativi che coinvolgono la città nel suo insieme e anche gli operatori della spiaggia, gli albergatori, gli operatori turistici e anche i pescatori”.

Un atteggiamento duplice, quello tenuto dal Comune di Senigallia. Rassicurante rispetto al ripristino della “normalità” sull’arenile ma fermo e severo nei confronti dell’Api.
"Ho avuto proprio sabato un confronto con gli operatori della spiaggia perché vogliamo un’azione comune sia per il ripristino dell’arenile che per l’azione successiva da mettere in campo per il risarcimento dei danni all’Api – aggiunge Mangialardi - sul piano operativo la situazione sull’arenile è sotto controllo.
Il divieto di balneazione e di pesca dei mitili emesso venerdì con un’ordinanza del sindaco è solo a scopo precauzionale dato che non è stata riscontrata alcuna tossicità del catrame spiaggiato mentre è costante il monitoraggio della spiaggia per togliere repentinamente ulteriore materiale che potrebbe venire rigettato dal mare e depositarsi sotto la sabbia o la ghiaia
".

Un ulteriore danno, anche economico, riguarda gli inevitabili ritardi che ora si verranno a creare nei tempi di preparazione della spiaggia per la stagione estiva. Proprio in questi giorni infatti era in fase di ultimazione la pulizia generale della spiaggia, da parte del Comune, per la tradizionale “consegna” ai bagnini entro la metà di aprile.

E’ chiaro che quanto accaduto crea difficoltà per i rinascimenti e la preparazione dell’arenile in vista della posa dei primi ombrelloni – ammette Mangialardi - ma tutto sommato l’incidente si è verificato in un periodo dell’anno in cui è ancora possibile recuperare i tempi. Ben più grave sarebbe stato se lo sversamento si fosse verificato in estate. Per il ponte Pasquale ad ogni modo la spiaggia è assolutamente accessibile per le consuete attività all’aria aperta".


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 aprile 2007 - 4603 letture