Rebecchini: più edicole e taxi migliorano l'offerta per cittadini e turisti

30/11/-0001 -
"Aumentare il numero delle edicole e dei taxi serve a dare una risposta all'aumento della domanda per un miglioramente dei servizi offerti alla cittadinanza e ai turisti".

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it


L'assessore al turismo e attività economiche Luigi Rebecchini replica alle critiche avanzate dalla Cdl in merito alla proposta, al vaglio della Giunta comunale, di aumentare il numero delle edicole (e anche dei taxi) presenti in città. Per Rebecchini la strada intrapresa da tempo in settori come il commercio e la ristorazione deve essere estesa anche ad altre categorie commerciale per migliorare l'offerta, qualitativamente e quantitativamente.

“Alcune liberalizzazioni che abbiamo avviato stanno dando i proprio frutti -spiega Luigi Rebecchini- mi riferisco alle aperture straordinarie dei negozi e all'apertura di nuovi bar e ristoranti che rappresentano uno stimolo imprenditoriale per gli operatori e un maggior servizio per cittadini e turisti. Adesso stiamo ragionando anche su una bozza per un nuovo regolamento che consenta di aumentare il numero delle edicole e dei taxi presenti in città”.

Una iniziativa resasi necessaria anche a seguito dell'aumento della popolazione e della vocazione turistica di Senigallia. Ma gli attuali edicolanti e tassisti sembrano non accettare di buon grado la proposta che si profila all'orizzonte.

“Per quanto riguarda i taxi, anche gli operatori turistici hanno più volte lamentato un servizio che, specie in estate, è inadeguato alle richieste degli utenti e per questo stiamo ragionando con i tassisti per trovare un accordo, anche alla luce della loro richiesta di rivedere le tariffe, ferme dal '99 -aggiunge Rebecchini- per le edicole invece il discorso è ancora tutto da vedere. Prima di prendere qualunque decisione occorre un confronto con i diretti interessati che si dicono contrari all'idea di aumentare di 7 o 8 il numero delle edicole. Subito dopo Pasqua ci vedremo per un aggiornamento ma tengo a precisare che nessun documento approderà in Commissione o in Consiglio Comunale senza aver prima intavolato un serio confronto con le categorie”.




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 aprile 2007 - 3040 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli, luigi rebecchini


Anonimo

03 aprile, 21:59
La posizione di Rebecchini mi sembra molto corretta nell'impostazione e nei contenuti. Mi sembra di percepire l'attenzione che l'assessore pone sia al problema della mancanza dei taxi in estate che alle problematiche degli stessi tassisti. <br />
Per quanto riguarda Rifondazione- Rebecchini, anche io credo che l'assessore agisca con molta autonomia e sivcuramente con piena volontà. Questo vi confesso che mi fa piacere e depone a favore dello stesso assessore.<br />
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--piero

Brontolone42

04 aprile, 10:25
Cara Smile, non mi piace avvalermi di termini usati dai politici e quindi non dico di essere stato frainteso, ma sicuramente da perfetto "somaro", di essermi spiegato o espresso male.<br />
Intendevo dire che aumentando il numero di attività commerciale di un certo tipo, e fermo restando il bacino di utenza globale, per un semplice calcolo matematico, ad ogni singolo commerciante (o artigiano) verrebbe teoricamente a ridursi il numero dei probabili clienti.<br />
La domanda poi non è detto che si riduca, questo si. Ma il fatto della domanda è sempre vincolato a tanti fattori: uno è la disponibilità di ricchezza....detto più volgarmente , se non ci sono quattrini è tutto un cavolo liberalizzare, le teorie economiche rimangono valide solo come teorie e del resto a confermare ciò basta analizzarne i risultati.<br />
Però, l'infallibilità non è una mia qualità, forse o meglio sicuramente, è il dubbio, e così è con questo che rimango....ciao<br />
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Franco Giannini<br />
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Smile

03 aprile, 16:22
Oggi faccio la "maestrina". Se aumenta l'offerta, non è detto che si riduca la domanda. Si riduce lo "spicchio" di mercato se il mercato non si allarga... Insomma, la domanda dipende dal prezzo del bene o del servizio, non dalla quantità di beni o servizi che ci sono in circolazione (offerta)... E la liberalizzazione segue proprio questa regola: poiché i prezzi, grazie alla concorrenza, dovrebbero calare, la domanda crescerà, mentre il prezzo pagato dai consumatori per lo stesso bene o servizio sarà inferiore (e, dunque, aumenterà il potere d'acquisto di stipendi e salari). Semmai, la questione per i produttori sta nel "quanto" cresce la domanda (la cosiddetta "elasticità della domanda al prezzo"). Ma non ti voglio annoiare... Ciao.<br />
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melgaco

03 aprile, 16:51
Cioè quello che fa Bersani...

melgaco

03 aprile, 17:01
Nel caso specifico non credo che, aumentando l'offerta e calando i prezzi, la domanda possa aumentare più di tanto.<br />
Senigallia è una città piccola e se togliamo la stagione estiva (peraltro sempre più corta) non credo che ci sia tutto questo bisogno di taxi.<br />
L'immagine del vecchietto che prende il taxi a basso costo mi sembra un po'...oleografica.<br />
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Io più vado avanti e più mi convinco di una cosa:<br />
oggi come oggi lavorare non rende.<br />
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Io l'ho fatto per una decina d'anni e mi ritrovo con un pugno di mosche in mano e con contributi versati ai minimi termini. Se continuo così, potrò andrare in pensione a 135 anni.<br />
A che m'è servito lavorare?<br />
Devo industriarmi e trovare altre strade più redditizie per il presente e più rassicuranti per il futuro. Accetto suggerimenti.

melgaco

03 aprile, 15:51
La realtà è che per portà a casa un pezzo de pane de sti tempi...

Smile

03 aprile, 15:59
...vero. Ma non è proteggendo i privilegi che le pagnotte si moltiplicano... Anzi!

Smile

03 aprile, 16:10
Sono certa che non navighino nell'oro... Come certamente non navigano nell'oro molti albergatori che - magari - sarebbero ben contenti di vendere. Come non navigano nell'oro molti negozietti familiari dove i prosciutto costa il triplo e lo produce il titolare... Il fatto è che i tassisti, come altre categorie "protette" (consoliamoci: non solo da noi. In India, per esempio, l'attività di tassinaro è appannaggio della casta degli ex... cavalieri!), continuino a pensare che devono garantirsi il reddito giocando <i>solo</i> sul primo termine della equazione: (Prezzo di una corsa X Numero di corse) = (Ricavo - Costi di esercizio) = Profitto da trasformare in pagnotte per la famiglia. La questione infatti è diversa. Si dovrebbero chiedere: coma faccio a fare più corse giornaliere? Quali altri utenti che ora non raggiungo posso raggiungere? E quale prezzo sarebbero disposti a pagare questi utenti? E a quel prezzo che vogliono pagare, quante corse devo fare per guadagnarci?<br />
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Insomma, ribadisco: <b>la cosa più stupida che si può fare è aumentare il numero di licenze e autorizzare un incremento del prezzo del servizio.</b><br />
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Ciao,

Daniele_Sole

03 aprile, 12:39
Conosco personalmente un taxista della zona, e non mi pare proprio che navighi nell'oro: se aumentare il numero delle licenze potesse garantire un miglioramento per tutti ci potrei anche stare, ma credo si andrà a finire che, per cercare di guadagnare un qualcosina, i nostri taxisti si dovranno consorziare.

Brontolone42

03 aprile, 15:20
Se il bacino di utenza del comprensorio cittadino è di 40 mila anime e gli operatori presi in esame (edicole e taxi ) sono diciamo ad esempio 10 cad. per servizio, sta a significare che ciscun imprenditore ha a disposizione un suo parziale bacino di circa 4000 possibili clienti.<br />
Ogni nuova concessione riduce la quantità dei possibili clienti e di conseguenza ne riduce il reddito.<br />
Questo avviene in tutti i settori, e l'unica cosa che rimane da fare a questo punto, a chi la possiede, è dimostrare la sua capacità imprenditoriale con l'offerta di un servizio che si distacchi da quello del suo vicino.<br />
I meno capaci scompariranno ed i migliori sopravviveranno offrendo prezzi e servizi migliori alla cittadinanza.<br />
Per lo meno in teoria dovrebbe funzionare così...salvo che poi in pratica.....<br />
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Franco Giannini<br />

Anonimo

03 aprile, 08:32
Gentile assessore, cosa pensa lei della variante "arceviese" che il suo partito non vuole votare? Lei la conosce, visto che dalla giunta è stata approvata? Lei è di rifondazione comunista o è un cane sciolto? Lei conta qualcosa in quel partito o è capitato in giunta per caso? Ha capito o no che è delegittimato in continuazione dal suo stesso partito? Insomma, ha capito qualcosa?<br />
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--Nikola

Smile

03 aprile, 09:27
Senigallia - come le Marche - è una città dove gli anziani sono tanti. E il servizio di taxi, se le tariffe fossero ragionevoli (e non lo sono), potrebbero svolgere un importante servizio per la mobilità quotidiana di chi non dispone di un'auto, o di chi preferisce giustamente non usarla. Ma i taxisti preferiscono posteggiare se stessi davanti alla stazione per leggere il giornale e fare quattro chiacchiere, puntando sull'equazione: "poche quantità <i>per</i> prezzo elevato" per fare incassi, piuttosto che lavorare un po' di più spuntando incassi superiori ottenuti grazie a: "molte più quantità <i>per</i> prezzi più bassi". Insomma, la loro è la logica del vecchio salumiere di quartiere che raddoppia i prezzi perché tanto sa che i suoi 10 clienti a fare la spesa al supermercato non ci possono andare... <br />
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Dunque, ben vengano licenze in più se servono ad incrementare la domanda del servizio e la sua accessibilità... Ma attento Rebechini: i prezzi devono calare, non aumentare. Altrimenti l'onere si scarica tutto su chi usa il servizio. In altre parole, se lei consente che la torta dei ricavi totali diventi più grande grazie all'adeguamento delle tariffe e che, dunque, ci siano anche gli otto spicchi per i nuovi taxi entrati, non avrà migliorato proprio niente, anzi...! Avrà solo "selezionato la domanda" (meno richieste di corse di taxi) e, dunque, anche i tassisti che già ci sono potrebbero rivelarsi sovrabbondanti...<br />
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