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Castelleone: la protesta di Pian Volpello continua

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Non possiamo rimanere silenziosi di fronte alle provocazione dell’amministrazione comunale, in risposta alla nostra lettera aperta, sul Corriere Adriatico del 09/03/2007.
Consideriamo doveroso commentarle punto per punto.

dai residenti di Pianvolpello

Quanto affermato dall’amministrazione comunale in merito alla raccolta delle firme (circa 300), più che una considerazione ci sembra una calunnia. Hanno messo in dubbio la buona fede di chi ha raccolto le firme e di coloro che hanno firmato. Pensiamo che questo non abbia precedenti.

Riguardo ai capannoni che si stanno costruendo all’inizio della contrada ci chiediamo: “Visto che tutti sono a conoscenza che in quell’area ci sono reperti, si potevano costruire in altra zona del comune dove non esiste questo problema? Visto che i reperti sono venuti alla luce la costruzione dei capannoni poteva essere fermata? Intorno ai reperti non ci deve essere una zona di rispetto? L‘amministrazione comunale e gli enti preposti hanno operato bene in questa occasione?” Tutto ciò ci dovrebbe far riflettere, perché saranno gli stessi enti a cui sarà affidato lo sviluppo del parco archeologico.
Ma di che accordo bonario va parlando il Sindaco se, come primo atto, nel giugno 2006, i proprietari dei terreni si sono visti recapitare, una lettera preordinata all’esproprio e successivamente il 29/11/2006 con deliberazione del Consiglio Comunale n. 47, pubblicata l’11/01/07, veniva approvato il progetto per la realizzazione della variante della nuova viabilità con imposizione di vincolo all’esproprio per la realizzazione della medesima; è stata fatta loro un’offerta, in alternativa all’esproprio, di molto inferiore alle tabelle di esproprio della Regione Marche.

Non è giusto che gli abitanti di Pian Volpello si facciano carico dei disagi di un’opera sulla cui utilità sono fortemente perplessi, per motivi economici, d’impatto ambientale e di sicurezza viaria, ma soprattutto ci chiediamo perché non vengono riportati alla luce il Teatro , i giardini della Domus queste sono le opere che i visitatori vorrebbero vedere.
Per questo progetto non sono state fatte le perizie tecniche, rilievi geologici del caso; esiste solo un preventivo di spesa di massima, ricordiamo che si spenderanno soldi pubblici.

Lo sviluppo dell’area , a detta dell’amministrazione, porterà benefici per il paese,ma forse non tutti sanno che con la delibera sopraccitata sarà concessa all’Arcus S.p.a. di Roma, ditta che gestisce i contributi del ministero,la possibilità di aprire,in esclusiva,un punto vendita nell’area del parco e di entrare in parte su ogni attività che si potrebbe svolgere al suo interno.
Detto questo vogliamo ribadire il fatto che noi ci batteremo non certo per fermare i lavori, ma per poter far nascere un sito archeologico che possa inorgoglire il nostro. paese e che non sia solo una “potenziale” ma una vera risorsa economica, perché Castelleone ha bisogno di questo e non di pagare per il piacere di qualcuno che pensa che il sito non possa crescere senza la realizzazione della variante.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 marzo 2007 - 1746 letture