x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Ore di angoscia per Massimo Mandolini, scomparso nel nulla

2' di lettura
3491
EV

Sono giorni di angoscia senza fine quelli che sta vivendo Rina Bonazzelli che dal scorso 2 febbraio non ha più notizie del figlio 31enne Massimo, recatosi a Portici per frequentare un corso di nautica.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

Nonostante gli appelli disperati della signora Rina, che si è rivolta anche alla trasmissione di Rai tre Chi l'ha visto?, e il via vai quotidiano tra la sua abitazione e la caserma dei Carabinieri, di Massimo a 34 giorni di distanza dall'ultimo contatto telefonico nessuna traccia. E il presentimento è che possa essergli capitato qualcosa di grave è sempre più forte.

“Sono giorni che aspettiamo una qualche notizia, da parte dei Carabinieri di Napoli, dei militari della stazione di Senigallia, o magari da chiunque possa fornirci una qualche segnalazione ma finora non abbiamo saputo nulla -lamenta la signora Rina.

"Quello che più ci tormenta è il pensiero che se Massimo avesse potuto si sarebbe già messo in contatto con noi”- aggiunge il compagno Franco. Una vicenda dai contorni però sfuocati dove molti sembrano ancora i nodi, all'apparenza banali, da sciogliere. “Gli investigatori di Napoli ci hanno detto che non è possibile contattare tutti gli ospedali e così ora abbiamo deciso di fare noi questo tentativo -aggiunge la signora Rina- e poi abbiamo avuto anche notizie discordanti sul posto esatto in cui le forze dell'ordine avrebbero riaccompagnato Massimo la mattina dopo che era stato trattenuto la notte in caserma. Una volta ci hanno detto che è stato lasciato sulla Vesuaviana e un'altra volta che era stato riaccompagnato all'ostello. Siamo davvero angosciati e disperati. Facciamo appello alle forze dell'ordine perchè non abbandonino il caso e a chiunque sa qualcosa di segnalarcelo”.

Ripetutamente i genitori hanno cercato di contattare Massimo al cellulare senza esito. Uno spiraglio però potrebbe arrivare dall'individuazione della scheda attraverso la quale si potrebbe risalire alla posizione del telefonico o entrare nella segreteria telefonica per ascoltare i messaggi che sono stati lasciati.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 marzo 2007 - 3491 letture