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Mariani: soliadarietà a Paradisi ma invito a metodo più corretti

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Durante il dibattito consiliare in merito all'ordine del giorno che esprimeva solidarietà al consigiere Roberto Paradisi per le minacce di morte ricevute, è intervenuto anche il consigliere dei Verdi Marcello Mariani.

da Marcello Mariani
consigliere comunale Verdi
"Questa vicenda, per come è stata rappresentata, fotografata, pubblicizzata, enfatizzata e, infine, forse anche strumentalizzata, appare un oceano in tempesta infilato a forza dentro un bicchiere.

Ricapitoliamo. Un nostro concittadino, che è consigliere comunale, avvocato, e anche allenatore di una squadra di pallavolo, viene fatto oggetto di una idiotissima scritta, rinvenuta dentro un edificio in cui si pratica, per l’appunto quest’ultima, la pallavolo. Scritta che, ad affermazione urbi et orbi del suo, dicono, viceallenatore (su internet, per dirla come Savini ieri in un suo intervento), era lì da qualche mese senza destare particolari preoccupazioni in chicchessia. E parrebbe anche che scritte ingiuriose verso la sua persona (cioè per la sua qualità non di avvocato, non di consigliere comunale, ma, appunto, di allenatore di pallavolo), fossero già precedentemente comparse nello stesso luogo.

Se questi, oggettivamente, sono i fatti, al di là del cattivo gusto e dell’imbecillità degli anonimi detrattori, risulterebbe questione ragionevolmente ascrivibile, e circoscrivibile, all’ambiente dove è stata verificata e dove si è consumata: quello della pallavolo e dei ragazzi che la praticano. Voler presupporre degli accostamenti politici, volerci immaginare delle minacce politiche, terroristiche addirittura, per di più di morte, rivolte non già all’allenatore, bensì al consigliere comunale (la citata intimidazione dell’avversario politico), per modalità, forma, luoghi e messaggio appare ipotesi ragionevolmente inusitata.

Ma…. c’è in atto una congiuntura nazionale, questa sì veramente pericolosa, seria e preoccupante, e all’idiota mano “armata” (non d’altro se non di pennarello), viene immediatamente appioppata la definizione di “terrorista”, “brigatista” addirittura. Francamente esorbitante, e anche, per la tempistica ad orologeria (col senno delle dichiarazioni rilasciate da “chi c’era” di cui dicevo innanzi), un tantino strumentale. Vedete, a fine della scorsa estate mi è stata vandalizzata la fiancata dell’automobile, presumibilmente con un chiodo o una chiave, mentre era posteggiata sotto casa. Solo la mia automobile: non quella prima e non quella dopo. Un gesto imbecille, esattamente come quello subito da Paradisi. Ma non ho sentito nessun bisogno di interessare la Digos, di far rilevare le impronte digitali sulla portiera, di gridare all’attentato, di farmici fotografare davanti o chiamare i giornalisti. Ho subito, forse volontariamente, forse in maniera mirata, un gesto idiota. Punto. Neanche mi è balenato per la mente, dato il momento in cui cadeva, di immaginare di poter mediaticamente addossare una ipotetica responsabilità a qualche gruppuscolo politico che in quei giorni cercava la rissa in città.

Avessi ricevuto, io o Paradisi fa lo stesso, che so, un proiettile in una busta o un’aggressione mentre si affiggevano manifesti di partito, sarebbe stata ben altra questione……Ma così non è stato, né per me, né per il collega Paradisi. Ma, quello che veramente non posso condividere dell’ordine del giorno, è l’assunto in premessa: Senigallia democratica non può accettare che i rappresentanti delle istituzioni…subiscano minacce, intimidazioni… che sviliscono la dialettica politica.. Penso che tale assunto, riferito ad un consigliere comunale che, come metro di confronto e dialettica politica, verso i rappresentanti e all’interno delle istituzioni, usa la minaccia o l’intimidazione, quella della QUERELA, come il consigliere Roberto Paradisi ha adoperato nei miei confronti, sia la negazione di una realtà dei fatti, molto più banale, terra-terra, assai meno aulica ed epica e che, questa sì, andrebbe seriamente stigmatizzata dalle istituzioni, a prescindere dall’appartenenza, e senza tanti strombazzamenti giornalistici o mediatici.

In ultima sintesi, o l’ordine del giorno viene, dai presentatori, autonomamente svestito della grondante prosopopea vittimistica istituzional-politica di cui è stato ammantato (quella in cui, durante il dibattito sulla relazione del Difensore civico di ieri proprio il consigliere Paradisi ha detto di non volervi indulgere), e si riporta la “tempesta” all’interno del proprio alveo (cioè del bicchiere), ho mi esimerò volentieri dal fare l’involontaria comparsa nello spot mediatico che sì è voluto, parrebbe anche un po’ artificiosamente, costruire su di una vicenda che, senza voler usare aggettivi, di similari altrettanto poco commendevoli (però senza rumore alcuno), se ne possono vedere su qualunque muro graffitato di un’altrettanto qualunque città.

Solidarietà, quindi, al collega Paradisi dalle idiote ingiurie di un qualsiasi pennarello imbecille, e contemporaneo invito, sempre al collega Paradisi, ad altri e più corretti metodi (per usare le precise parole dell’ordine del giorno) di confronto e dialettica politica con i rappresentanti e all’interno delle istituzioni.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 marzo 2007 - 3253 letture