Il bullismo e la questione educativa

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
La questione educativa è ormai sotto gli occhi di tutti perché quasi ogni giorno registriamo nella nostra città, come nella sua periferia, episodi di mala-educazione che spesso sfociano nel teppismo (sassi dal cavalcavia, case e stazioni danneggiate e imbrattate, mms e dvd a luci rosse, “fumo” intorno al Campus...).

da Alberto di Capua
Presidente dell'AGE di Senigallia


Pare che da un pò di tempo a questa parte le giovani generazioni siano pervase da un gusto sfrenato della trasgressione, legato ad un bisogno di evadere da una vita monotona e noiosa, fatta di casa, scuola e ore passate al bar o ai giardini pubblici o nelle ‘vasche’ del Corso.

Normalmente, la responsabilità di tutto quanto accade ricade sulle famiglie che non hanno saputo educare i propri ragazzi. Ebbene, in attesa che qualcuno ci spieghi cosa sarà “la campagna di moralizzazione per i genitori” annunciata dalle Istituzioni scolastiche e comunali, all’inizio di quest’anno, quando le cronache riferirono dei filmini a luci rosse girati con il telefonino da alcuni minorenni di un importante scuola della città, la nostra riflessione sul che fare ha fatto dei passi in avanti.

Da sempre convinti che i bravi ragazzi si fanno in due, intendendo la famiglia da una parte e le altre agenzie educative che si preoccupano dei nostri figli quando non sono a casa dall’altra, con molta fatica stiamo cercando di far sentire la nostra voce alla Scuola per far sì che si possa costruire insieme un autentico “Patto Educativo”.

D’altronde gli spazi e i tempi perché questo possa accadere già esistono solo che i Piani dell’offerta formativa d’Istituto (POF) o quelli territoriali (POFT) sono ancora delle belle roccaforti impenetrabili appartenenti alle Istituzioni scolastiche e comunali ancora poco avvezze al dialogo vero con le famiglie.

In particolare, per quanto riguarda il fenomeno del bullismo, le cui cause sono spesso da attribuire ad un’esposizione eccessiva ai nuovi media (video-giochi, internet, TV violenta) miscelata con la ‘debolezza’ degli educatori, abbiamo paura che esso stia diventando un comodo e sicuro nemico da combattere magari con tanta, tanta formazione cui insegnanti e genitori si dovranno prima o poi sottoporre. D’altronde, non vediamo il bullismo come un fenomeno così dilagante, perché in molti casi assistiamo solo a dei segnali che è possibile contrastare con una minore ‘debolezza’ educativa.

Ma non vogliamo lasciare niente d’intentato, ed è questa l’occasione per annunciare che approfondiremo le cause del bullismo, come quelle di altri fenomeni devianti, con tre Forum che coinvolgeranno distintamente i genitori, gli studenti e gli insegnanti eletti in tutti i Consigli d’Istituto della città.

In continuità con i laboratori Scuola e Famiglia, realizzati dal Forum delle Associazioni dei Genitori della Scuola (FOPAGS), nel corso dell’a.s. 2005/2006 in alcuni Istituti dell’Ambito, e in preparazione del Convegno provinciale di febbraio 2007 sulle Competenze e le Relazioni all’interno degli Organi Collegiali, gli incontri potranno offrire delle informazioni utili a stilare un nuovo Patto Educativo tra nuove e vecchie generazioni, tra Scuola e Famiglia, che contenga proposte, progetti e attività comuni in tema di prevenzione da inserire nei Piani dell’offerta formativa d’Istituto.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 novembre 2006 - 4027 letture

In questo articolo si parla di age, alberto di capua, giovani


Anonimo

27 novembre, 23:28
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I casi "conclamati" sono solo la punta dell'iceberg...<br />
E le famiglie vengono travolte con loro. Capro espiatorio di una società ipocrita.<br />
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Famiglia, genitori... Non saprei, ho sentito tante volte persone sposate da 10-15 anni dire che lo hanno fatto perché è consuetudine. Qualcuno anche perché non voleva passare i sabati da solo/a a 35 anni, quando tutti gli amici sono sistemati.<br />
Ho sentito uomini dire che si sono sposati perché in fondo lei era una che puliva casa...<br />
Donne che si sono sposate per non sentire i colleghi dire che sono zitelle, o le "rimaste", e via battute pesanti...<br />
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Diventano genitori con lo stesso spirito, come lo hanno fatto in pasasto, e via discorrendo.<br />
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Io credo che sia arrivato il momento di dare delle indicazioni in più. Non basta un corso prematrimoniale di 3 sedute fatto solo per poter fare il matrimonio in chiesa, che altrimenti la suocera ci rimane male e chissà che dicono i parenti.<br />
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-- Made in Marche

Sole_Daniele

27 novembre, 20:22
Cmq Smile è vero che prevenire è meglio che curare.<br />
E' vero come dici che un "protocollo" d'uso non è la migliore cosa (i casi possibili sono infiniti), ma certo che se alcuni genitori non si prendono la briga di educare fino dalla + giovane età.....<br />
Quante volte in giro ho visto bambini di max 5 anni che spaccavano i timpani con finti piagnistei che terminavano quando ottenevano quello che cercavano (qualsiasi cosa essa fosse), e genitori che, pur di trovare un momento di calma, assecondavano i figli fino all'impossibile.<br />
Penso che sia proprio questo "accondiscendere" che comincia a creare i danni fin dalla minore età: ovviamente, non essendo uno psicologo, non posso sapere quanto di quello che scrivo sia vero.<br />

Anonimo

27 novembre, 18:26
suggerimento ai genitori : fate spegnere la tv ai vostri ragazzi e magari non guardatela neanche voi.. già a tavola ci sarà più comunicazione..non affannatevi o imbarazzatevi se non escono le parole..poi verranno..e sinceramente eviterei playstation e altre cavolate alienanti del genere..<br />
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e invece di pensare a voi stessi, ai vestiti che non avete e alla macchina che non guidate (o magari il contrario!) date più attenzione ai segnali che indirettamente mandano i vostri figli..e parlateci con calma..<br />
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--first

Brontolone42

27 novembre, 15:32
Una semplice riflessione mi viene spontanea: si parla di istituzioni, insegnanti, religiosi, psicoterapeuti, ma di genitori no..., niente...., assenti, presenti solo un attimo per metterli al mondo...., un flash per un immagine da rubare all' ecografia, altri due mesi per comperargli il completino di moda, il primo giorno di scuola materna, il primo giorno di elementari...e poi la partecipazione e rieducazione della famiglia qui si interrompe. (Fortunatamente non è così in tutte la famiglie!!!! ma solo in "quelle" di famiglie)<br />
Una volta la famiglia era composta di tanti figli e da tanta miseria, ma a quella poca minestra che si mangiava, si univa come companatico tanti valori morali che oggi non si praticano più perché nessuno li sa inculcare, e non è certo con le tavole rotonde che si riescono a risolvere questi problemi.<br />
...e pensare che poi ci preoccupiamo per la scarsità delle nascite!!!<br />
Mi chiedo se non sia meglio così, vista la modesta attitudine ad educarne 1,... a testa, figuriamoci se fossero di più.<br />
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Franco Giannini

Smile

27 novembre, 16:25
E' che sono d'accordo con Giannini: l'affettività e il rispetto per gli altri s'insegnano in famiglia e non certo solo con le parole, ma con l'esempio e le regole. E allora, mi chiedo: che senso ha insistere tanto sui momenti di educazione (si fa per dire) collettiva, cioè sui "manuali di istruzione", se è quella personale che manca? <br />
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P.S. Non ho spiegato bene il mio pensiero: il mio riferimento agli psicoterapeuti era per i casi di bullismo conclamati (vedi, stupri ai giardinetti con filmini rivenduti: lì c'è poco da discutere, ormai in Consiglio di Classe o di Istituto, se non la punizione...), ed era rivolto a tutta la famiglia...

Anonimo

27 novembre, 13:46
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Non si tratta di "lista della spesa"...<br />
Ma non credo che uno nasca bullo o nasca vittima del bullo. E' un'idea un po' pericolosa la tua, Smile.<br />
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La capacità di comunicare sentimenti, di provare affettività, di essere empatici si può e si deve insegnare. Possono aiutare la visione di film, la realizzazione di spettacoli tetarali, il fare musica insieme...<br />
Ormai tutto questo è assodato da decenni. Ma siamo molto indietro a livello di istituzioni.<br />
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Un tempo c'erano gli educatori del catechismo, oggi questi non bastano più perché siamo in una società secolarizzata, laica e molto disgregata.<br />
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Gli insegnanti di matematica e di lettere, di ginnastica e di religione, non possono assumersi il compito di fare anche insegnanti di "comunicazione", di "affettività", ecc... Perché non spetta a loro, non sono loro i competenti.<br />
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Il percorso di psicoterapia che tu auspichi è un modo, a mio avviso, di confinare il fenomeno prendendo uno o due ragazzi che fungono da capro espiatorio e basta. Con il rischio di creare un'altra situazione negativa, che è quella che si verifica quando i ragazzi fanno la spia, o quando per difendersi si scagliano tutti contro uno, che è poi lo stesso meccanismo del bullismo.<br />
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-- Made in Marche

Smile

27 novembre, 10:04
Questa cosa che tutto può essere ridotto, anche l'educazione dei nostri pargoli, ad un protocollo, codice, manuale d'uso, libretto di istruzioni, mi sconcerta... <br />
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Se è la capacità di provare sentimenti di affettività ed empatia verso il prossimo che manca - perché a detta degli psicologi è questo il problema - come si fa ad "insegnarla" come fosse la storia romana? Già a sei-sette anni questa capacità c'è o non c'è, purtroppo. Dunque, semmai, sono percorsi di psicoterapia individuale che vanno suggeriti per i bulletti recidivi. Non sono certo le "liste della spesa" dei vari POF, POFT, Patti, e altri acronimi cantando che possono risolvere i problemi...<br />
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