Una riflessione sul bullismo

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
In questi giorni l’attenzione dei giornali e dell’opinione pubblica è particolarmente focalizzata sul problema del bullismo.

da Centro Tangram


Da più parti arrivano voci allarmate per episodi di prevaricazione e di violenze da parte di minori su minori. Anche il nostro Territorio non è immune da questo fenomeno.
Vorremmo per questo entrare nel dibattito su questa problematica che, come Centro Psico-Pedagogico, seguiamo da diversi anni.
Dal 2004 nello specifico, il Centro Tangram ha organizzato un monitoraggio nell’Ambito Territoriale di Senigallia avvalendosi di un finanziamento della Provincia di Ancona e del patrocinio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ci ha permesso di fare una fotografia del Territorio per quanto concerne le prepotenze tra pari.

Il monitoraggio si è avvalso di due questionari calibrati sull’età dei bambini e ragazzi. La popolazione presa in esame è di 2517 alunni di cui 1009 della Scuola Primaria e 1508 della Scuola Secondaria di Primo Grado.
L’elaborazione dei dati è stata fatta in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Firenze.
L’elaborazione e la lettura dei dati sono completate e il Centro Tangram sta lavorando per una restituzione pubblica degli stessi.

Attualmente il Centro è stato invitato ad un convegno specialistico che si terrà a Milano nel mese di dicembre in cui verranno discussi i dati sull’incidenza del fenomeno in un’ottica centrata sulle possibili risposte di prevenzione e contrasto. L’indagine ha evidenziato che nell’Ambito Territoriale di Senigallia il fenomeno delle prepotenze subite ha alte percentuali di presenza e di gravità sia nella Scuola Primaria, sia Secondaria di Primo Grado.
Anche la percentuale di prepotenze agite, letta solo nella Scuola Secondaria, si attesta su valori significativi che non possono essere trascurati.

Parlare di bullismo è addentrarsi in un fenomeno estremamente complesso, sia a livello di lettura dei comportamenti sia in relazione ai tanti soggetti coinvolti. Il rischio di banalizzare il problema o di snaturarlo, dilatando i confini tra bullismo,devianza e criminalità è alto e presente. Ci chiediamo quanto degli episodi che la cronaca nazionale e locale riportano rientrino effettivamente nel “contenitore” bullismo o siano riferibili, più specificamente, a comportamenti di criminalità minorile.
Chiaro è che un comportamento bullistico se non riceve dal mondo adulto un messaggio esplicito di contenimento e limite rischia di sfociare in comportamenti altamente devianti.

Purtroppo le risposte date, seguendo una logica di emergenza, non sempre sono risolutive e rischiano di aumentare la confusione. Alla complessità del fenomeno non si può rispondere con soluzioni lineari (causa-effetto) e immediate ma è necessario progettare un intervento a lungo termine che coinvolga l’intero sistema scolastico. Il fenomeno del bullismo nasce all’interno di una relazione tra bullo e vittima che comunque è inserita in un contesto in cui interagiscono persone diverse, allargando così la rete delle relazioni.
Esso si estrinseca solo in un contesto corale, quindi diventa disfunzionale estrapolare il bullo e la vittima, identificandoli con il problema. Pertanto occorre far riferimento a ruoli non a persone.

L’approccio, per trovare un sistema di decodifica del fenomeno è multifattoriale probabilistico per cui la natura di un evento dipende dal modo in cui i fattori di rischio e i fattori di protezione interagiscono, ed è probabilistico perché non li conosciamo. Inevitabilmente la Scuola, proprio per la sua specifica complessità relazionale (alunni, insegnanti, genitori, dirigenti, personale ATA) e valoriale rischia di diventare il luogo privilegiato del manifestarsi del fenomeno, in quanto i fattori di rischio e di protezione per ogni bambino e adolescente si mescolano e vanno a costituire l’humus per la sua crescita.
La stessa complessità può diventare una risorsa in quanto La Scuola, per questo, deve essere vissuta come una risorsa in cui i fattori di protezione possono essere potenziati attraverso un lavoro di prevenzione.
E’ importante che nella Scuola venga recuperato lo spazio della parola, delle emozioni, delle relazioni che sono i canali fondamentali per il processo apprenditivo e di costruzione della personalità.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 novembre 2006 - 13678 letture

In questo articolo si parla di scuola, psicologia, bullismo


Anonimo

02 dicembre, 22:40
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E sì che invece Forza Nuova no... C'hanno una tradizione alle spalle.<br />
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--Polis

Renato_Pizzi

28 novembre, 17:30
Quando leggo una riflessione come questa, mi arrabbio.<br />
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Queste cose bisogna scriverle su manifesti 6x4, farci una circolare da spedire a casa come le lettere di Forza Italia, farle leggere dalle annunciatrici prima dei programmi della serata.<br />
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Non relegarle in un commento a piè di lista. Ecco.

Anonimo

28 novembre, 17:51
Effettivamente sarebbe stato un mio sogno fare la signorina buonasera! Sarei una degna erede della Orsomandi!<br />
Potrei sempre andare alle fermate degli autobus, strappare i ridicoli poster di Forza Nuova che proclamano lo sciopero degli studenti contro la finanziaria il 1 dicembre (!!!) e sostituirli con il mio commento...hai visto mai che serva?<br />
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--Sara

Anonimo

28 novembre, 10:15
Sai cos'è è che c'è di diverso? Non gli espisodi di violenza che, ti do ragione, ci sono sempre stati. Di diverso e preoccupante c'è l'apatia.<br />
Io lavoro a contatto con molti ragazzi, ho tanti amici che insegnano in scuole di gradi diversi, e tutti abbiamo lo stesso sentore. C'è davvero una sonnolenza delle coscienze. Anche i ragazzi bravi a scuola, non si ripugnano quando si parla dei recenti fatti di cronaca (che, per inciso, io chiamerei episodi criminali, non di bullismo...). Ti guardano, con gli occhi stanchi, silenziosi, senza nulla da dire, nulla da obiettare, senza opinione alcuna. Però, poi, si infervorano come dannati se parli dell'ultimo tronista o del ballerino eliminato da Maria de Filippi (che per me rimane la regina del crimine!).<br />
Questo mi fa paura, non tanto l'idea che ci sia un gruppetto che non ha il senso del limite, della legalità e della pietà, ma che ci siano orde di ragazzi, bravi e tranquilli, che non si indignano più. Io penso perchè il confine tra realtà e reality ormai è di difficile comprensione. C'è un libro di Giuseppe Pederiali che racconta del rapimento di alcune persone ad opera di una mente malata che manda in onda i rapiti chiusi in una casa, i quali dovranno decidere chi dovrà morire in diretta di volta in volta. C'è la nomination e poi l'omicidio. Inutile dire che il vincitore verrà premiato con la vita; dopo i primi giorni di terrore e di sdegno, gli spettatori cominciano ad appassionarsi e tifano per uno o per l'altro dei concorrenti...è ovvimanente paradossale e provocatorio, ma a volte mi chiedo se sia così tanto distante dalla realtà...<br />
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--Sara

Anonimo

26 novembre, 22:02
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Mi sa che sono più giovane di te, Renato, o più grande. Devi far parte di una generazione privilegiata, perché di violenze sui più deboli se ne raccontano tante anche sui libri, o nei film. Esistono testimonianze scritte.<br />
Prendi I ragazzi della via Paal, di Molnar. Prendi il ventennio fascista. Prendi gli anni '70-'80 e i libri di Stephen King, molti basati su episodi di bullismo come Carrie o Christine la macchina infernale. E non era un caso che in quegli anni piacesse tanto l'horror - a parer mio.<br />
Io personalmente me ne ricordo di cose... Le ho viste. Noi non ne parlavamo, perché sapevamo di non essere ascoltati... Sapevamo che non saremmo stati protetti...<br />
E' ora di capire, migliorare, e di fare di più.<br />
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-- Made in Marche

Renato_Pizzi

26 novembre, 21:21
Fino a un certo punto ti ho seguito, ma alla fine anche tu ricadi nel "piove, governo ladro".<br />
Prima di chiederci dove sono i politci, chiediamoci: dove sono i genitori?<br />
Mentana in un articolo scrive che il fenomeno è sempre esistito, fa parte delle dinamiche della crescita, che se fossero esistiti i videotelefoni 30 anni fa avremmo visto le stesse scene. A me sembra una stronzata grossa come una casa. Io non ho mai visto o sentito raccontare, alle medio o alle superiori, di ragazzi handicappati picchiati o ragazze di tredici anni violantate. c'era la presa per il culo, feroce e cattiva, è vero, c'era la palpata a tradimento, che non va bene ma non ti uccide l'anima. come diceva qualcuno, per noi la trasgressione era suonare i campanelli e poi scappare. Non dico che poi non ci fosse violenza, ma era ancora la scandalosa eccezione, non la regola di oggi. Questo delle nuove generazioni è un gradino più in basso. Il prossimo sarà arrivare armati a scuola come succede in America e sparare al prof che ti ha dato un brutto voto. Troppi genitori oggi fanno finta di non vedere come stanno crescendo i loro figli. Per cui Daniele direi va bene la politica, ma partiamo dalle famiglie.

Anonimo

26 novembre, 16:59
Invitate anche i Mezzacanna, del bullismo sono professionisti.<br />
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--Bucaniere

Brontolone42

25 novembre, 19:21
Il Bullismo, è il risultato ottenuto dalla disgregazione della famiglia, famiglia disgregata da anni di incapacità politica a trovare la soluzione a quei mali perennemente lamentati.<br />
La famiglia degli anni 30, malgrado tutta la povertà del periodo, aveva dai cinque figli in su, ma di delinquenza minorile non si parlava, non si parlava di bullismo.<br />
A lavorare, dopo scuola come "garzoni" chi in barbieria, chi da fabbro, chi in campagna....ed alla sera a letto presto e magari a stomaco semi-vuoto.<br />
Non era giusto prima, ma non è giusto neppure oggi, che i genitori lavorini entrambi con il primo obiettivo, quello della carriera, del successo, della soddisfazione delle loro ambizioni, con il risultato di sopperire alla carenza di affetto, di educazione morale, civica,sessuale, stradale, verso quell'unico loro figlio, innondandolo di si ad ogni sua richiesta.<br />
Non solo, ma scaricando tutte le loro competenze ad una Scuola anch'essa impreparata, che si prende cura di coloro che possono seguirla, gli altri, i più deboli vengono abbandonati a se stessi.<br />
Oggi parliamo di bullismo, di branco, di vandalismo, quasi avessimo il timore di pronunciare con il vero nome gli artefici di queste bravate: Delinquenza minorile.<br />
Ancora crediamo che un ragazzo/a a 17 anni e 364 gg. sia un minorenne.<br />
Se così è, allora dobbiamo ammettere l'errore di aver considerato i giovani di oggi maggiorenni a 18 anni contro i 21 anni di tanto tempo fa, visto il loro comportamento attuale.<br />
Non mi si venga a dire che un ragazzo di 17 anni che stupra un'adolescente di 13 non sa quello che fa.<br />
E lo Stato quello che è capace di fare è organizzare seminari: Tante parole e pochi fatti.<br />
Si deve aiutare a formare di nuovo la famiglia, con un genitore molto più presente (leggi lavoro Part-time per uno dei due), stipendi in grado di vivere e non soppravivere (da condizionare il lavoro dei due), abitazioni decenti, scuole a tempo pieno, mezzi di trasporto, ecc.<br />
E come finale, non condannare un genitore, che ogni tanto, quando necessita, osi dire un bel NO e se non basta seguito da un ceffone, che più che un male temporaneo, non ha fatto, ma che ancora oggi come il sottoscritto ricorda e "sponsorizza".<br />
<br />
Franco Giannini

Anonimo

25 novembre, 13:52
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Sì, il bullismo c'è sempre stato.<br />
E' sempre stato nascosto.<br />
Possiamo dire paradossalmente che finalmente - con l'aggravarsi della situazione - è venuto a galla. Così come sono venute a galla altre storie, la pedofilia, le violenze alle donne sul lavoro, il mobbing...<br />
Però è solo un paradosso linguistico.<br />
La realtà ci dice che purtroppo oggi il bullismo va di moda. E quando le cose vanno di moda sono estremamente pericolose.<br />
<br />
Come dice Maria Rita Parsi, non c'è "filtro" tra le cose che vediamo e quelle che facciamo.<br />
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Io non tirerei in ballo i politici, quelli hanno altro da fare e lo fanno pure male...<br />
Meglio affidarsi a chi è competente in materia, all'educazione sportiva sana e a quella artistica vera. Cioè lo sport e l'arte che ti aiutano a crescere nei veri valori, che aiutano a esprimere il tuo Io, a prescindere dai risultati agonistici, a prescindere da quanto mamma e papà saranno contenti se ti vedono su un palcoscenico a ricevere applausi...<br />
<br />
In questo credo che il mondo culturale abbia una grossa e grave responsabilità. La cultura vale più dei soldi, la cultura è educazione al vivere civile.<br />
Purtroppo questo non c'è. Oggi proprio no...<br />
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-- Made in Italy

Sole_Daniele

25 novembre, 03:18
Bullismo?<br />
C'è sempre stato, anche se non in scala così grande come adesso.<br />
Perchè succede?<br />
Mettete insieme il discorso dell'apparente benessere diffuso (spesa per abbigliamento pari o superiore a quello di generi alimentari), della media di un figlio a famiglia (che quindi si trova al centro di tutto l'interesse), la necessità degli adulti di dimostrare qualcosa agli altri caricando i figli di aspettative e responsabilità che non hanno e in questo (spesso) sminuendo la categoria degli insegnanti che a volte si trovano a doversi difendere dagli attacchi di taluni genitori troppo accondiscendenti verso le intemperanze di "junior".<br />
Aggiungiamo pure che la categoria "insegnanti" non sembra proprio più quella che c'era fino ad almeno 15-20 anni fa, e che sembra più portata ad ottenere eccellenze piuttosto che accontentarsi di portare tutti gli alunni ad un buon livello di cultura (leggi: "se tu ragazzino rompi troppo le scatole, io vado avanto con gli altri e ti lascio da una parte")<br />
Shekerate il tutto ed avrete la miscela esplosiva che ha prodotto tutto quanto.<br />
E i segnali si leggevano da anni!!!! Dov'era la scuola, dov'erano i politici???? DOVE SONO I POLITICI??????

Anonimo

tt vero!!!complimenti!!!




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