Fuga di gas: evacuato un condominio in via Verdi

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Sei famiglie sono rimaste per ore al freddo in attesa che la situazione rientrasse.
Intorno alle 16:30 alcuni condomini hanno sentito un forte odore di gas, subito hanno chiamato aiuto.

di Michele Pinto
michele@vivere.marche.it


Sono intervenuti i pompieri accompagnati dalla polizia.
L'inquilino dell'appartamento da cui si è originata la fuga di gas però ha accolto la polizia gettandogli contro degli oggetti dalla finestra.
A quel punto è stata deciso di evacuare lo stabile e di chiudere il contatore del gas. Impresa però non così semplice come potrebbe sembrare a prima vista.
Sui contatori non erano infatti segnati il nome dei condomini. L'appartamento inoltre non è dell'uomo ma è in affitto alla madre dello stesso.

I vigili del fuoco hanno comunque bloccato il gas e in poco tempo, intorno alle 19:30, è stato possibile rientrare in casa.
Alcuni condomini però hanno preferito non rientrare e passare la notte da amici e parenti.

L'intervento della sorella dell'uomo ha permesso alla polizia di entrare nell'appartamento e verificarne le condizioni.
L'uomo, un tossicodipendente, è arrivato nell'appartamento della madre con la sua compagna ad agosto. La madre, raccontano alcuni condomini, non potendo soddisfare le continue richieste di soldi del figlio ha lasciato l'appartamento e ora vive con la sorella.

Spesso nei mesi scorsi i vicini hanno lamentato il rumore e le urla causate dalle liti dei due conviventi.


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 novembre 2006 - 5096 letture

In questo articolo si parla di cronaca, michele pinto, droga


Brontolone42

20 novembre, 22:32
Mi chiedo quando e dove termina la libertà del tossicodipendente di assumere stupefacenti e dove e quando comincia quella del libero cittadino che non ha scelto la sua stessa strada.<br />
Quando questi individui si sono fatti o sono in astinenza, diventano un pericolo per gli altri, e questo caso ne è ancora un esempio, qualora ve ne fosse bisogno.<br />
Qualcuno li condanna come viziosi, altri li assolve come malati cronici, io dico che nell'uno o nell'altro caso devono essere "trattati" in modo che vengano disarmati della loro pericolosità civile.<br />
Come ? Curandoli. Dove ? Non in carcere dove la droga circola comunque.<br />
Ma penso a dei luoghi di cura Isolati, dove si spezzino le reni con il lavoro, San Patrignano insegna.<br />
Il tutto però reso obbligatorio dalla Legge.<br />
Credo che ci sia qualche cosa circa il ricovero coatto, ma evidentemente o non ricopre questi casi o i magistrati (o le leggi che devono seguire) sono troppo magnanimi.<br />
Sta di fatto, che il cittadino oggi è e rimane sempre più impotente di fronte a questi problemi di cui si parla, senza trovare una via di uscita.<br />
<br />
Franco Giannini<br />

Mbuto

20 novembre, 23:45
Caro Franco<br />
per favore andiamoci piano con questi discorsi, innanzitutto non dimentichiamoci che anche il "tossicodipendente" è in primo luogo un cittadino oltre che un essere umano, gli vanno riconosciuti tutti i diritti. Non è che se uno è tossicodipendente per il solo fatto che lo è si può pigliare a forza e rinchiuderlo e curarlo contro la sua volontà.<br />
Sai, è pieno di persone al mondo che sono pericolose per se e per gli altri: i depressi cronici, gli etilisti, i giovani esuberanti ecc ecc, dove lo mettiamo il limite?<br />
Certo nel caso in cui si sia manifestata chiaramente una pericolosotà sociale, perché questa persona ha fatto qualcosa davvero e non perché appartiene semplicemente a una categoria ritenuta pericolosa, allora si, si deve intervenire, e qui forse hai ragione, gli strumenti che esistono sono o blandi o inadeguati o addirittura atti a peggiorare la situazione più che a migliorarla. Non sto facendo un discorso "buonista", anzi, sono per la responsabilità dell'individuo e contro i paternalismi, sia autoritari che pietistici. Le tue parole però mi fanno immaginare una società davvero orribile, dove i cittadini "per bene" per paura di tutto e di tutti sono disposti ad accettare leggi sempre più autoritarie che condannano per categorie e privano le persone della libertà non in base a colpe effettivamente commesse, ma semplicemente in base a ciò che si presume queste persone siano. Inquietante, non trovi? <br />
Sono convintamente del parere che per quanto riguarda le tossicodipendenze, come per altri fenomeni, l'unica via ragionevole da percorrere, il prima possibile, sia quella della liberalizzazione. Lungi dal risolvere il problema che è un problema esistenziale della nostra società, darebbe molti più strumenti e possibilità per mitigare i danni, oltre ad essere in se stessa una mitigazione del danno alla dignità umana che le leggi proibizioniste rappresentano.

Sole_Daniele

21 novembre, 11:13
...però è vero, intanto, che se qualcuno li dentro s'accendeva una sigaretta ci sarebbe stato un "botto" che si sentiva fino a Roncitelli.<br />
Come per tutte le cose, non esistono ricette universali, ma calibrate al singolo caso: questo caso sarebbe stato da "forzosa messa in cura" in un istituto, altri magari no.

Mbuto

21 novembre, 19:43
Che dire di più Franco? non lo so. <br />
Naturalmente non conoscendo il caso in questione non posso sapere se il tipo avesse già dato chiari segni della sua pericolosità, forse si, e allora sarebbe evidente come la cosidetta "prevenzione" faccia acqua da tutte le parti, ma non sarebbe certo una scoperta. Non parlo di forze dell'ordine, non solo naturalmente. In quanti tra vicini o parenti che si trovano di fronte a un caso simile si prendono la briga e la responsabilità di segnalarlo? Di solito ci si aspetta sempre che qualcun'altro se ne accorga e intervenga, magari qualcuno a cui la cosa compete.<br />
Il fatto che la madre se ne sia andata ad abitare con l'altra figlia di per se non dimostra assolutamente niente, o almeno non che solo per questo il tipo fosse da rinchiudere.<br />
Detto tutto ciò non voglio certo negare che il problema che tu sollevi esista e che sia un problema grave e complesso, dico solo che non ammette soluzioni semplici e definitive se non a rischio che le soluzioni siano addirittura peggiori del male.<br />
Salutones :-)

Brontolone42

21 novembre, 18:27
Caro Mbuto,<br />
Concordo con Te, che ognuno è libero di suicidarsi, come , dove e quando vuole, purchè, come specifico sopra, non procuri danni ad altri e non voglio entrare nel merito della liberalizzazione delle droghe, della loro quantità ecc, anche perchè questi giudizi li delego a chi ne sa più di me, non certo però ai politici, ma alla sola classe medica. <br />
Questo però, credi, non si tratta di menefreghismo, ma di una presa di posizione, che scaturisce da una necessità di salvaguardia per tutti i cittadini, ma sopratutto per coloro che sono meno difesi: bambini, anziani,ecc.<br />
In quel caseggiato, vedi caso, c'erano anche dei bambini.<br />
Se si fosse verificato ciò che supponeva Daniele, ora saremmo qui a dire che certi fatti non dovrebbero accadere, che nessuno controlla, che nessuno vieta, che nessuno pone un freno al dilagare della droga.<br />
Insomma, credo che sia ora di smetterla di attendere che prima si verifichi il crimine, per poi dire che si poteva prevenire e tutelare.<br />
Per quanto concerne il Tuo ultimo commento circa se l'individuo di cui sopra ne avesse combinate altre delle sue: come dice Michele sull'articolo, la madre aveva lasciato l'abitazione per andare ad abitare dalla figlia, esasperata (sembra) per le richieste di denaro, ed in preda alla disperazione....che dire di più.<br />
Salutos<br />
<br />
Franco Giannini

Mbuto

21 novembre, 19:20
Eccolo: mi frullava qualcosa per la testa ma non mi veniva: Minority Report di Philip K. Dick da cui è stato tratto l'omonimo film di Spielberg:<br />
http://www.spietati.it/archivio/recensioni/rece-2002-2003/rece-2002-2003-m/minority_report.htm <br />

Mbuto

21 novembre, 17:39
Ora, alla luce di quanto è successo sicuramente si e spero che un tale provvedimento sia preso.<br />
Prima del fatto in questione non so, dipende se ne aveva combinate altre simili.