Targato H ridere e pensare sull'handicap

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Targato H, dopo due anni di successi nei teatri italiani e un'esperienza televisiva a RAItre su GLOB con Enrico Bertolino, è arrivato alla Fenice di Senigallia, città natale del suo protagonista, David Anzalone, in arte Zanza.

di Claudia Marchetti
foto e video di Michele Pinto


TARGATO H: QUANDO L'HANDICAP RIDE DI SE', lo spettacolo scritto e interpretato dallo stesso Anzalone, con la regia di Alessandro Castriota e coprotagonisti Diego Longano e Paolo Severini, che interviene con accompagnamenti musicali, tratta il tema dell'handicap in modo nuovo, divertente, attraverso il ribaltamento in chiave comica di fatti più o meno tragici della vita di un ragazzo handicappato.

Targato H è la rappresentazione di due modi di intendere la vita che non possono mai incontrarsi e capirsi, sulla scena come nella realtà. Il primo è quello dell'ipocrita (Diego Longani), che si veste di luoghi comuni, di false certezze sulla diversità, fino a rimanerne imprigionato mentalmente e fisicamente sul palco.

L'altro punto di vista è quello di Zanza, che chiama le cose con il loro nome, senza pietismi, consapevole della propria diversità e per questo uguale a tutti nelle avventure e disavventure della vita, nelle situazioni imbarazzanti e nelle "sfighe".
Al di là degli intenti importanti e del valore sociale dell'opera lo spettacolo prima di tutto fa ridere, e molto.
Il protagonista racconta episodi della sua vita, da quando era bambino fino a oggi, con varie divagazioni tra le quali la più divertente è quella sulla "Borghesia" degli handicappati, ovvero i paraplegici, che "grazie" alla carrozzina sono i più rappresentati all'interno della società a discapito degli altri disabili e per questo "odiati" da Zanza.

Le battute taglienti, irriverenti, scanzonate conquistano il pubblico e nello stesso tempo denunciano le ingiustizie e le discriminazioni, come solo i comici riescono a fare. La risata su tematiche inaspettate riesce a buttar giù quel muro di diversità tra normalità e handicap il quale è spesso la prima causa di sentimenti di imbarazzo o pietà che causano il pregiudizio e l'emarginazione.

Il teatro al completo e il lunghissimo applauso alla fine dello spettacolo hanno dimostrato il pieno raggiungimento degli intenti e il riconoscimento da parte del pubblico dello straordinario talento di Zanza.

David Anzalone - Zanza

Il pubblico della Fenice a Targato H

Zanza racconta il dialogo con il padre





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 novembre 2006 - 2692 letture

In questo articolo si parla di teatro, michele pinto, teatro la fenice, zanza, claudia marchetti


Anonimo

13 novembre, 07:51
Era un po' che non ridevo così, riuscendo anche a riflettere. Grazie David. Peccato arrivare a Senigallia come moneta di scambio per il silenzio dei Verdi sulla politica culturale.<br />
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--riso amaro

Mbuto

13 novembre, 09:10
Grande David, fa davvero bene al cuore vedere la foto della Fenice piena di gente.

Anonimo

13 novembre, 15:09
questa della moneta di scambio sul silenzio dei verdi non l'ho capita. queste allusioni buttate lì dopo una giornata come quella di ieri dovrebbero essere eplicitate o taciute. puoi spiegarti meglio, "riso amaro"? <br />
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--un amico di zanza

Sole_Daniele

13 novembre, 20:19
Spiace non poter dire stavolta: "io c'ero".<br />
Sono assolutamente convinto di essermi persoqualcosa d'irripetibilmente bello

Anonimo

13 novembre, 21:39
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Io non c'ero. Ma c'ero alla tua prima "prima" di Ostra, un paio di anni fa. Avevo portato anche un sacco di amici e tutti erano rimasti piacevolmente colpiti dal tuo estro comico.<br />
Caro Zanza, mi considero a ragione un estimatore della prima ora. Continua così!<br />
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--Polis