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Schiavoni: nei lavori pubblici il passo è più lungo della gamba

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Ormai è certo che a Senigallia, nonostante la presenza di un assessore longilineo, nel settore dei lavori pubblici il passo è piu’ lungo della gamba! Troppi lavori vengono eseguiti con intoppi che si ripercuotono sulle tasche e sulla funzionalità della città.

dal Floriano Schiavoni
consigliere comunale Forza Italia
Quale convenienza abbiamo ad avere una “rogna “ per cantiere. In merito alla controversia con la ditta Sacramanti ( lavori interrotti presso la ex GIL) l’assessore ai lavori pubblici ci ha sempre riferito che abbiamo ragione al 100%. L’analisi di casi simili del passato mi induce a dubitare. Nell’ultimo consiglio comunale siamo stati costretti ad avallare una variazione di bilancio ( pari ad euro 150000,00 destinati a lievitare con ogni probabilità ad euro 300000,00) per il semplice fatto che le condizioni contrattuali allora stipulate ce lo hanno obbligato.

L’ assessore al bilancio non si preoccupa più di tanto dell’operazione in quanto, secondo lo stesso, il voler andare presso la corte di giustizia dimostra che la giunta di Senigallia vuole, certa di aver ragione, a tutti i costi un giudizio. Di conseguenza la giunta è altrettanto certa di recuperare la somma appena indicata. Siccome il passsato certifica che dette spese non sono state praticamente mai recuperate il sottoscritto è fortemente preoccupato anche perché nell’ipotesi peggiore per il comune il costo globale della sola penalità lieviterà intorno al milione e mezzo di euro.

Anche nell’ipotesi che la corte di giustizia ci dia ragione al 100% chi ci risarcirà se nel frattempo la ditta, con ogni probabilità, dichiarirà fallimento? Ai lettori ricordo ( per fare un esempio) che la ditta TECNOIN ( quella che probabilmente non finirà mai il ponte sul fiume) ha un capitale sociale di soli 10000,00 euro ( avete letto bene diecimila). La penalità prevista per i ritardi nella consegna dei lavori( € 670,00 al giorno) alla data del 10 ottobre ha già corroso l’intero capitale sociale della stessa. La penalità prevista, per il ritardo sulla consegna dei lavori, dopo il 10 ottobre, chi ce la pagherà? La risposta nell’ente pubblico è sempre la stessa: Nessuno! Siccome l’errore si ripete è ora di applicare principi che evitano certi costi inutili e dannosi per la città.

Per essere più chiaro credo che da oggi in avanti sia fondamentale che i compensi ai dirigenti non siano più legati alla sola realizzazione di un’opera ( probabilmente per la necessità di inaugurare, a determinate scadenze, sempre qualcosa). E’ ora pertanto di cambiare strada vincolando le elevatissime capacità professionali dei dirigenti alla realizzazione delle opere senza intoppi. Scommetto che con tale premessa gli stessi sapranno trovare le opportune barriere protettive attraverso precise condizioni contrattuali ( un esperto del settore saprà sicuramente trovarne di più e di meglio) quali:
-Fidejussioni ( quelle sicure) ;
-Almeno cinque anni di attività precedenti nel settore;
-Referenze su lavori simili eseguiti.

Non capisco perché persone così pagate non debbano anche partecipare ( almeno nella misura del 20%) alle spese aggiuntive del tipo di quella indicata ( per ora 150000,00 euro) ( collegio arbitrale). Visto l’importo spettante al collegio arbitrale ( circa 300000,00 ) pur non essendo un giurista, mi chiedo e vi chiedo, conviene nei contratti prevedere la presenza del collegio arbitrale? Possibile che non esista una soluzione più vantaggiosa. Il mio consiglio è nelle conclusioni molto semplice: rinunciando a qualche inaugurazione e premiando o penalizzando la professionalità dei dirigenti potremmo evitare di sperperare risorse di questo tipo che, oggi come non mai, sono indispensabili per la sopravvivenza proprio dei più deboli e che, anche nel caso maggiormente penalizzante per gli stessi dirigenti, non riducono significativamente il loro tenore di vita.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 ottobre 2006 - 2921 letture