Chiude Diamantini, lo storico distributore di giornali di Senigallia

30/11/-0001 -
Da lunedì mattina la distribuzione è affidata al distributore Canalini di Ancona. Si risolveranno presto i disagi delle ultime settimane nella distribuzione dei settimanali.
Restano senza lavoro oltre 15 dipendenti. In serata una riunione degli edicolanti farà il punto della situazione.

di Michele Pinto
michele@vivere.marche.it


Già da una settimana si sono verificati ritardi nella distribuzione e nel caso di alcuni settimanali, come Panorama e l'Espresso, non sono stati consegnati gli ultimi numeri nelle edicole senigalliesi.

La situazione si è creata perché lo storico distributore che segue le edicole senigalliesi da oltre 30 anni, Diamantini, ha cessato la sua attività domenica 24 settembre.
In realtà l'attività si protrarrà ancora per una settimana per poter raccogliere i resi, poi i dipendenti ed i trasportatori rimarranno senza lavoro. Si tratta di oltre 15 persone.

Le edicole di Senigallia, dell'entroterra e di tutta la zona sud saranno serviti da Canalini, l'attuale distributore di Ancona e Jesi, che sembra essere disponibile ad assumere alcuni dei dipendenti di Diamantini, ma la cosa non è certa anche perché il distributore ha già un organico abbastanza ampio che potrebbe gestire bene anche la zona di Senigallia.
I dipendenti, che iniziano il lavoro alle tre del mattino, si troverebbero in difficoltà a presentarsi a quell'ora in Ancona.

Gli edicolanti di Senigallia hanno convocato una riunione per lunedì sera alle 21 presso la sede della CNA, dove, in un secondo momento, interverrà anche il nuovo distributore.
"Canalini è molto efficiente - ha dichiarato Leonardo Pambianchi dell'edicola di via Umberto Giordano - ha già dimostrato di essere all'altezza. Nei prossimi giorni ci sarà qualcosa da aggiustare perché il programma di gestione è diverso".

Cosa sia stato a spingere Diamantini ad una decisione così improvvisa e drastica non è dato a sapersi.
Di certo comunque i grandi gruppi editoriali stanno spingendo a livello nazionale per avere distributori sempre più grandi ed efficienti per ottimizzare le rese.




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 settembre 2006 - 12386 letture

In questo articolo si parla di lavoro, giornali


Renato_Pizzi

26 settembre, 11:31
Scusi, Sig. Giannini, lei cosa fa nella vita? Come potrebbe anche lei contribuire da par suo alla causa? Giusto per capire...perchè il sarcasmo su cose serie mi sembra appena appena stonato. <br />
<br />
Per il resto, credo che quelli che lei giudiziosamente elenca siano i passi necessari per chiunque voglia iniziare una attività.<br />
<br />
Proprio perchè le incombenze e i problemi da superare sono tanti, anche di natura economica, lo Stato (intendo con ciò tutti gli organi a qualsiasi livello interessati) dovrebbe cercare di facilitare le cose. Specialmente se lo Stato ha un governo di centrosinistra.<br />
<br />
Capisco infine che non le piacciono Marx e i sindacati: credo che rientri nei suoi diritti.

Anonimo

26 settembre, 09:58
Come cosa sono tuoi commenti?? Sono la voce delle coscienze, quello che non vogliamo ammettere neanche a noi stessi, i nostri peggiori pensieri ...insomma tutta quella roba che hai tirato fuori nell'intervista in esclusiva a Michele.<br />
Chiamarli editoriali sarebbe decisamente limitativo!<br />
<br />
--Sara

Smile

25 settembre, 21:51
...poemi, naturalmente...

Anonimo

25 settembre, 14:17
Probabilmente, anzi sicuramente hai ragione. I giornali online hanno avuto una così grande diffusione che in alcuni paesi sono già diventati a pagamento.<br />
Però, non me ne voglia Michele, il piacere di sfogliarsi il giornale con calma, di leggere gli editoriali (generalmente poco presenti sulle versioni online), di approfondire articoli che non sono strettamente legate alle notizie del giorno, a mio avviso è insostituibile.<br />
Non conosco i motivi per cui un distributore chiuda all'improvviso, ma quel che è certo che l'abitudine all' approfondimento sui giornali si sta perdendo sempre di più (eccezion fatta, forse per la gazzetta dello sport!) ed è un vero peccato!<br />
<br />
--Sara

melgaco

25 settembre, 14:37
Non ci sono gli editoriali?<br />
<br />
E i miei commenti cosa sono allora?

Brontolone42

25 settembre, 17:07
Sicuramente serve:<br />
1- Spregiudicatezza da parte di chi si assumerà la responsabilità<br />
2- La credibilità degli altri 14 in toto verso chi dirigerà la coop o soc.<br />
3- tempo per fondare l'impresa<br />
4- mantenimento della clientela (durante l'attesa)<br />
5- Un commercialista disposto ad "investire" gratuitamente su di un futuro prossimo cliente.<br />
6- Un notaio con le stesse qualità del Commercialista.<br />
7- Un concessionario d'auto disposto a dare dei mezzi con pagamenti a "babbo morto"<br />
8- Un'Assicurazione (l'unica che forse si potrebbe trovare disponibile....no Sig. Pizzi?)altrettanto comprensiva<br />
9- L'Amministrazione comunale dovrebbe cercare di sbrogliare le pratiche amministrative che potrebbero sorgere<br />
10- Ma il primo dei punti, è trovare una Banca disposta a far fronte e senza Garanzie, alle prime esigenze personali ed aziendali, di queste 15 persone, che da come si legge, l'unica cosa in loro possesso attualmente è la buona volonta, spirito di sacrificio (Sveglia alle due in tutte le stagioni e con qualsiasi tempo) e clientela ben disposta.<br />
Quello di cui non hanno bisogno, sono le teorie di Marx, le differenze tra manifattura e servizi e tante altre belle disquisizioni che lasciamo ai sindacalisti a tempo pieno e posto fisso.<br />
Queste quindici famiglie sono realtà, che già da oggi necessitano di tutto ciò che una famiglia ha bisogno e che solo il profitto di un lavoro onesto può darle.<br />
Spero per loro che possano superare questo momento, nel migliore dei modi, restando uniti il più possibile, perchè 15 persone fanno notizia, in questi casi, singolarmente no.<br />
Auguri di vero cuore<br />
<br />
<br />
Franco Giannini <br />
<br />

Renato_Pizzi

25 settembre, 13:36
Poi la smetto che diventiamo noiosi. Il ragionamento era astratto e prendeva il caso Diamantini solo come esempio. Chiaro che se vendi / produci servizi / beni obsoleti e fuori mercato è un altro discorso.<br />
Anche la categoria imprenditoriale dinastica non ha sempre dato fulgida prova...<br />
<br />
Ciao!<br />
<br />

Smile

25 settembre, 13:37
...come fare a non darti ragione? Vorrei tanto non dartela, ma non ho scelta: hai ragione!

melgaco

25 settembre, 14:13

Off-topic

Un posto?<br />
Che roba è?<br />
Volete fare gli esperti e ancor usate sta parola.

Anonimo

25 settembre, 12:18
La colpa potrebbe essere per esempio del seguito sempre maggiore che ha Vivere Senigallia...<br />
Che bisogno c'è ora di andare in edicola e comprare i giornali cartacei...?<br />
Vivere Senigallia è gratis...<br />
<br />
--Riù

Renato_Pizzi

25 settembre, 12:36
Credimi, per tutti i motivi che hai appena esposto, non sarei in grado di fare il "politico di professione"...non ne avrei la capacità impenditoriale!<br />
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Però vedi, una attività come quella di cui stiamo parlando -ragionando però in astratto- non deve mandare razzi sulla luna o vendere frigoriferi agli esquimesi. E anche fosse?<br />
<br />
Scusami, non voglio banalizzare, ma semplicemente ragionare: tra i quindici qualcuno andrà in pensione, qualcuno si riciclerà, se gli altri, utilizzando tecnologie più avanzate (il mestiere diciamo che lo sappiano fare), risparmiando sui costi (se non altro il guadagno del titolare...), con l'assistenza di una associazione di categoria adeguata per le questioni più delicate, magari mettendo dentro un giovane laureato portatore di moderne tendenze, credo che potrebbe anche mettersi sul mercato con meno ansia di quella che procura perdere il lavoro.<br />
<br />
Che poi, scusa, detto con parole povere, è quello che hai scritto tu.<br />
<br />
Confermo che l'indirizzo di un govermo lo vedi anche da come aiuta la gente a cercarsi, crearsi, mantenersi un lavoro. Non è demagogia, mia cara.

Smile

25 settembre, 13:02
Bene. Allora che i 15 lavoratori facciano un piano industriale e si associno in cooperativa... Ma, forse, il settore non è molto promettente se è vero - come è vero - che le dimensioni richieste per fare profitti sono ben altre.<br />
<br />
Continuo a chiedere, però: c'è tra di loro qualcuno che possiede la "mentalità da imprenditore" (dote assai rara)? Il <i>self employment</i> ha già fatto troppe vittime per essere preso sottogamba. Se c'è, che si faccia avanti... (e le associazioni di categoria le lascerei proprio fuori...)

Renato_Pizzi

25 settembre, 09:22
Ragionare in termini di numeri farà felici gli statistici ma meno quelli che perdono il posto. Non è detto che se tre operai perdono il lavoro e il terziario cresce di tre unità, si tratti delle stesse persone. Direi piuttosto il contrario.<br />
<br />
E' vero che l'ottimizzazione dei costi spinge verso la concentrazione dei servizi in poche grandi aziende fornitrici, però i risparmi di solito vanno ad ingrossare i conti in banca dei proprietari (dei padroni, avremmo detto un tempo...) e non sempre il numero degli addetti, anzi.<br />
<br />
E a parti invertite, se a chiudere fosse stato il concorrente di Diamantini, staremmo a parlare dei "suoi" dipendenti a spasso...il concetto non cambia.<br />
<br />
Il fatto è, mi sembra, che il moderno liberismo conferma, in chiave ancora più attuale quello che sosteneva Marx sul guadagno dell'impresa che si fonda sul minor reddito dei lavoratori.<br />
<br />
Non conosco la questione quindi ragiono in astratto: se la ditta Diamantini, pensionato il titolare, si fosse trasformata in cooperativa, magari gli ex dipendenti, diventati soci, avrebbero potuto garantire miglior servizio con minori costi e rimanere concorrenziali. O forse no, ma almeno si sarebbero messi sul mercato facendo valere le loro professionalità.<br />
<br />
Eppure abbiamo un governo di centrosinistra, una giunta regionale di centrosinistra, una giunta provinciale di centrosinistra, una giunta comunale di centrosinistra...boh!

Smile

25 settembre, 10:59
Renato… adesso non ti mettere a fare il demagogo e il “politico di professione”...!!!<br />
Perché è OVVIO che se nei servizi l’occupazione cresce di tre, non è detto che siano le stesse tre persone che hanno perso il posto nelle manifatture…!!! (per inciso, Diamantini non è manifattura, è servizi). Oltretutto, se gli addetti di Diamantini sapessero fare gli operai specializzati, il lavoro lo troverebbero in un batti baleno...<br />
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E anche su tutto il resto ci sarebbe molto da dire... Per esempio, la concentrazione di alcuni servizi logistici é la condizione <i>sine qua non</i> perché altri servizi o molti prodotti (vedi giornali) possano non vedere incrementato il loro prezzo. Insomma il discorso è lungo e complicato, credimi!<br />
<br />
La cooperativa dei dipendenti? Guarda che non bastano 15 persone che hanno voglia di lavorare perché possa nascere un’impresa. “Fare impresa” è cosa complessa e – a volte – non bastano neppure eccellenti capacità imprenditoriali per far nascere o mantenere in vita - come potrebbe testimoniare un nostro “amico di penna” – una impresa... “Fare impresa” non vuol dire semplicemente “saper fabbricare”, Renato...<br />
<br />
P.S. Non solo Marx diceva che il profitto va a scapito del salario. Pure la teoria neoclassica dimostra il cosiddetto <i>trade off</i> tra salari e profitti... Possono crescere entrambi superando il conflitto? Certamente, ma solo se una innovazione (tecnologica, organizzativa, di prodotto o di processo) incrementa il valore aggiunto per addetto. E, allora, nel “cassetto” si metteranno più soldi a parità di ore lavorate, e sia salari che profitti potranno aumentare (poi, ci può essere sempre il "padrone" che preferisce farsi la villa o investire nei fondi della nostra amica ginnigy). Il grande limite della nostra industria sta proprio qui: vuoi per le caratteristiche settoriali (settori “maturi”), vuoi per le caratteristiche prevalenti della nostra imprenditoria (prevalenza di imprese "famigliari"), il sistema produttivo fa poca innovazione, soprattutto organizzativa e in investimenti “immateriali”. Ed è solo con l'innovazione che la produttività (e con essa il “monte salari + profitti”) potrebbe crescere.<br />
<br />
Ciao!<br />

Brontolone42

24 settembre, 21:57
L'era del vero Sindacalismo è morto con Lama.<br />
Ora è l'epoca dell'opportunismo del sindacato.<br />
Se fa qualche cosa è perchè conviene al sindacato e non necessariamente perchè ci guadagna il lavoratore.<br />
<br />
Franco Giannini

maddeche

24 settembre, 23:36
Chi era quel cretino che affermava che terziario, servizi e logistica avrebbero assorbito le eccedenze della manodopera manifatturiera?

Smile

25 settembre, 08:50
...perché, dove pensi che troveranno lavoro - se lo troveranno - i dipendenti di Diamantini? Magari sottopagati o "in nero", ma sempre nel terziario... <br />
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La questione è capire perché Diamantini ha chiuso: voglia di andare in pensione, oppure inadeguatezza della sua "scala dimensionale" e della sua organizzazione rispetto al mercato odierno della distribuzione di giornali? E se fosse la seconda che ho detto, ci sarebbe ulteriormente da chiedersi: perché il distributore di Ancona, e non Diamantini, ha saputo fare il "salto di qualità"?

Smile

24 settembre, 21:31
...i sindacati dove sono finiti? Stanno lì a discutere fino allo sfinimento per settimane e settimane, spesso solo per autoreferenzialità, con le grandi imprese (quelle che fanno <i>audience</i> sui giornali e al tiggì) per tre possibili cassintegrati e questi 15 lavoratori?<br />
<br />
E a Diamantini nessuno ha chiesto conto della sua decisione "repentina", se così è stata? Il Comune che fa?