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Paradisi: è tornata la sinistra paleolitica

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In alcuni casi la moderazione dovrebbe lasciar posto alla indignazione. Quando si calpestano i principi della democrazia, significa che siamo alle prove tecniche del regime.

da Roberto Paradisi
consigliere Liberi X Senigallia
Scrivere, come hanno fatto alcune forze politiche progressiste della città che non c’è posto a Senigallia per chi si richiama al fascismo è puro delirio politico. Il frasario utilizzato da questi esponenti è frasario da centro sociale e da repertorio paleolitico degli anni ’70. Ricorderei a questi signori che si sentono ormai i padroncini delle piazze e delle contrade le parole del filosofo illuminista Voltaire: “Non condivido nulla delle tue idee, ma sono pronto a morire perché tu possa esprimerle”.

Ecco, questa è la logica della democrazia e del pensiero liberale. In democrazia si possono anche esprimere posizioni illiberali (come idee fasciste e idee comuniste). Ciò che occorre impedire (e questo spetta ai magistrati perché chi pensa di potersi fare giustizia da sé commette un reato estremamente grave) è passare dalle parole alle azioni violente o alla ricostituzione del partito fascista, vietata per legge.

A Senigallia gli unici che hanno messo in atto azioni violente sono stati i protetti del Mezza Canaya, ultrà di sinistra, difesi ad oltranza da Ceresoni e compagnia cantante. Purtroppo, a Senigallia come altrove, questa è ormai la nuova fisionomia della sinistra ostaggio degli estremisti. Invece di approdare ad una concezione socialdemocratica europea, la sinistra di Prodi è tornata a trenta anni fa. Sono dinosauri del pensiero allergici alla tolleranza. Tremate, le streghe paleolitiche son tornate.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 settembre 2006 - 3209 letture