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Nuovo corso on line di spiritualità e psicologia

3' di lettura
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Anche quest’anno riparte il corso on line di spiritualità e psicologia, dal titolo Il cerchio della comunicazione, un confronto tra il pensiero filosofico e teologico medievale e un libro di psicologia clinica moderna che in realtà è diventato una pietra miliare per le scienze umanistiche, “Pragmatica della comunicazione umana” di Watzlawick e collaboratori.

da Claudio Attardi
direttore Medio & Evo
Se volete anche voi partecipare o avere qualche informazione in più basta collegarvi alla pagina del sito “Medio & evo” http://www.medio-evo.org/corsodispiritualita.htm , tenendo presente che il corso quest’anno è diviso in tre diversi livelli di approfondimento o di ingresso al corso. Per farvi capire meglio di cosa si tratta vi lascio, in esclusiva per i lettori di Vivere Senigallia, una sintesi dell’introduzione al corso, e vi aspetto, sempre disponibile per chiarimenti. Indirizzo mail attardiclpat@libero.it segreteria 347 3489472.



Eccoci per il quinto anno consecutivo a parlare di spiritualità medievale e di psicologia. Sono particolarmente contento di questo, perché una iniziativa di questo tipo, così piccola e destinata ai ancor pochi fruitori di internet per le scienze umanistiche, ha riscosso un successo che va oltre la mia persona e le mie capacità. Quest’anno faremo un altro esperimento, un altro stimolante confronto, nato da un ottimo suggerimento, leggere un classico della psicologia “Pragmatica della comunicazione umana” di Paul Watzlawick e collaboratori. Un gran bel libro, che, partendo dall’esperienza di un centro di salute mentale di fama mondiale come quello di Palo Alto in California, sposta la sua attenzione sulla comunicazione umana in generale e sui suoi meccanismi pratici ( ecco perché pragmatica), sulle sue regole, scritte e non scritte, consce ed inconsce.

La conoscenza della comunicazione patologica quindi è l’occasione per scrivere già nel 1967 come saranno le caratteristiche della futura società della comunicazione. Ma la lettura del libro ( anzi dei due libri, compreso Change, sempre dello stesso autore) mi ha dato subito l’impressione di qualcosa di non originalissimo. Sembrava cioè che gli americani avessero recuperato un sapere antico, e che lo avessero applicato al loro studio. Poi, alla fine di Change, è saltata fuori la frase che cercavo: “In sostanza, abbiamo voluto dare a idee antiche un’espressione moderna. Se fossimo stati competenti in materia, avremmo potuto elaborare la nostra tesi su una base prevalentemente storica, anziché clinica…”

Ecco il déjà vu! Ecco perché sentivo questo lavoro come pieno di intriganti indicazioni per uno storico, soprattutto per uno storico della spiritualità, dove storia, psicologia, filosofia, religiosità e fede, vita vissuta e scelte di libertà si condensano in quell’inestricabile crogiuolo che è la vita umana. Ho “divorato” praticamente i due libri in un mese, e poi, con pazienza, ho cominciato a ritrovare i collegamenti, non solo con i concetti, ma con la vita vissuta da uomini antichi, gli uomini medievali. Questi links sono apparsi chiari, sempre più chiari con il procedere della lettura, e saranno il filo conduttore per un confronto serrato ed affascinante tra due società della comunicazione, quella medievale e quella contemporanea.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 settembre 2006 - 20456 letture