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Ex Sacelit: Ciro Montanari replica alle dichiarazioni di Sandro Barbadoro

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
"Ho letto con grande rammarico un’intervista al presidente di Vecchia Darsena Sandro Barbadoro pubblicata sulla stampa (Corriere Adriatico – cronaca di Senigallia del 13 settembre 2006) nel corso della quale emergono dichiarazioni che, quantomeno, meritano una replica".

da Ciro Montanari


Tra queste mi ha colpito il fatto che Barbadoro dichiari che sia stato costretto a denunciare il presidente dell’associazione lotta all’amianto Carlo Montanari (mio padre) per calunnia soltanto per aver fatto una segnalazione che ha portato al sequestro dell’area ex Sacelit.
Prima di spiegare esattamente come stanno le cose vorrei pero’ dire a Sandro Barbadoro che sono io a scrivere perché mio padre è impossibilitato in quanto ricoverato all’ospedale di Senigallia dove lunedì mattina 11 settembre è stato sottoposto all’ennesimo intervento chirurgico per l’asportazione di tumore provocato quasi certamente dall’amianto che, nel corso della sua carriera professionale, è stato costretto a respirare alla Sacelit ed all’Italcementi.
Una malattia che ha colpito mio padre e decine e decine di altri senigalliesi e che, per colpa dell’amianto, ha provocato la morte di quasi 200 persone, tutte dipendenti di Sacelit ed Italcementi.

Forse Barbadoro ancora non ha ben chiaro il fatto che l’amianto è pericolosissimo e che, nei suoi riguardi, la scrupolosità è d’obbligo e, dunque, qualsiasi segnalazione mirata a verificare che in determinate aree non esista pericolo è necessaria.
Forse Barbadoro, una volta acquisita l’area, pensava che portare a termine una bonifica sarebbe stato molto piu’ semplice. Se la pensava così sig. Barbadoro significa che aveva messo in secondo piano il problema della salute dei cittadini e, quindi, si è sbagliato alla grande.
Tutti, ma proprio tutti, dalle autorità sanitarie, a quelle politiche, ai semplici cittadini, esigono che nell’ex area Sacelit Italcementi non debba esistere il minimo rischio amianto.
Tornando alla denuncia di Barbadoro a mio padre per calunnia per aver segnalato un eventuale rischio amianto, faccio presente che il sequestro dell’area è avvenuto per disposizione dei carabinieri del Noe che, evidentemente, hanno ritenuto necessario effettuare appositi controlli.

Nella lettera – segnalazione che mio padre ha inviato in data 31 luglio u.s. alle seguenti autorità: maresciallo Di Venere c/o carabinieri noe Ancona, dott. Gisberto Paoloni c/o arpam Ancona, dott. Stefano Orilisi chimico responsabile servizio rifiuti e suolo c/o dipartimento provinciale Arpam Ancona, dott. Sirio Rossetti asur zona territoriale n. 4 Senigallia e sindaco Luana Angeloni c/o comune di Senigallia, si faceva semplicemente presente di aver notato in data 30 luglio un parcheggio per auto all’interno della bonifica in atto dell’ex stabilimento Sacelit di Senigallia e, conoscendo la pericolosità e del luogo e la delicatezza della questione si chiedeva un sopralluogo per accertare che tale parcheggio potesse essere considerato sicuro per la sicurezza della gente anche in considerazione del fatto che mancava l’asfalto.

E se, di conseguenza l’area è stata sequestrata non è sicuramente per decisione di mio padre.
Oppure sig. Barbadoro pensa forse che il presidente di una semplice associazione di volontariato senza fini di lucro possa avere questo potere?
E allora come si permette di denunciare mio padre? E per quale calunnia? Quella di aver chiesto rassicurazioni circa il rischio amianto che, Le ricordo per l’ennesima volta, ha provocato quasi 200 morti di persone che per anni hanno lavorato in quella zona?
Le assicuro sig. Barbadoro che quando mio padre ha letto la Sua intervista pubblicata sul giornale (l’unico suo svago in questi giorni di ricovero all’ospedale è leggere il giornale ndr) è rimasto molto male e, considerando il suo stato di salute, Le lascio immaginare quali conseguenze abbia portato.

Concludo questa lettera permettendomi di dare dei consigli al sig. Barbadoro che sintetizzo in alcuni brevi punti: si ricordi che la salute viene prima di tutto; si ricordi che la maggior parte dei senigalliesi ed un’alta percentuale di autorità politiche e sanitarie cittadine continuano ad essere molto preoccupati del rischio amianto e che quindi è forse necessario che provveda a rassicurali piu’ spesso ed in maniera piu’ precisa; si ricordi che nessuno è perfetto e che tutti, a volte, commettiamo degli errori; si ricordi che i soldi non sempre fanno la felicità.

   

EV




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 settembre 2006 - 4285 letture

In questo articolo si parla di sacelit, sandro barbadoro, a.l.a., carlo montanari

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