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InMovimento: non c'è posto a Senigallia per i neofascisti

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I recenti fatti avvenuti a Senigallia che hanno visto protagonista il gruppo neofascista denominato Forza Nuova richiedono, a nostro giudizio, un’analisi ed una valutazione più approfondita rispetto alle cronache ed ai commenti comparsi nei locali organi di stampa.

da InMovimento
Ass. aderente all'Arci

Questo gruppuscolo di estrema destra - noto a livello nazionale per le sue posizioni razziste, xenofobe e neofasciste – totalmente estraneo alla realtà politico e sociale della città di Senigallia, ha messo in atto, secondo un piano evidentemente prestabilito ed utilizzando la populistica e falsa parola d’ordine della “casa agli italiani”, una serie di iniziative di natura provocatoria ed antidemocratica che hanno preso avvio con la becera esposizione in alcune zone della città di manichini impiccati raffiguranti extracomunitari, cui ha fatto seguito dapprima un tentativo di sit-in in Piazza della Libertà con esibizione di camice nere e simboli neofascisti, seguito qualche giorno dopo da una occupazione abusiva della Rotonda a Mare accompagnata dalla consueta e lugubre coreografia.

A fronte di questi fatti, che non vanno certamente ingigantiti ma nemmeno sottovalutati, sorprende ed addolora assistere ad un dibattito che sembra mettere sul banco degli imputati i giovani del locale Centro Sociale Mezza Canaja, colpevoli di avere impedito, unitamente ad altri cittadini e turisti ivi accorsi, il primo tentativo di gazzarra neofascista orchestrato nel Piazzale della Libertà.

Sembra addirittura in alcuni commenti che si voglia resuscitare la vecchia teoria degli “opposti estremismi” mettendo sullo stesso piano gruppi di neofascisti che non hanno nulla a che vedere con la nostra città e i giovani del Centro Sociale Mezza Canapa che, pur con iniziative e forme di lotta a volte criticabili e criticate, sono una componente importante e radicata del movimento giovanile e democratico di Senigallia.

Questi giovani, vogliamo ripeterlo, hanno impedito con la loro presenza una manifestazione non autorizzata di Forza Nuova che sta cercando con ogni evidenza una visibilità su una piazza che storicamente non è certo favorevole a rigurgiti neofascisti.

Riteniamo necessario, a questo punto, che le istituzioni, le forze politiche e le associazioni democratiche della città facciano sentire la loro voce, denunciando le provocazioni neofasciste e garantendo nei fatti, attraverso un coinvolgimento consapevole della cittadinanza, un modo diverso di fare politica, basato sul confronto libero delle posizioni e sul rispetto degli altri, in particolar modo se diversi, più deboli o emarginati. Si tratta, in una parola, di difendere e consolidare quel modo di fare politica che si chiama democrazia.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 settembre 2006 - 3622 letture