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Area Veco: dal Gsa riaffiorano dubbi e polemiche

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Tra i distinguo e le puntualizzazioni più o meno tattiche, intendiamo sottolineare una questione, per noi rilevante. Si parla oramai da settimane, a proposito della bonifica in atto, che la stessa sia effettuata con fondi pubblici, ottenuti grazie ad una legge specifica, senza che finora vi siano state conferme o smentite chiarificatrici. Se questo corrispondesse alla realtà tornerebbero attualissimi i nostri dubbi e le nostre perplessità espressi nella prima fase di approvazione della variante.

da GSA Senigallia
Il cambio di destinazione d'uso dell'area, da industriale a residenziale e quindi edificabile, trovava la principale giustificazione, se non l'unica, nella necessità di rendere economica una rapida bonifica del sito. Ma se questa avviene con fondi pubblici la trasformazione dell'area in edificabile si risolverebbe in un inopinato regalo per la proprietà e la città avrebbe perso l'ennesima occasione per dotarsi di strutture di interesse pubblico come parcheggi, aree per la promozione turistica o altro.

Osservazioni alla delibera del Consiglio Comunale n. 29 del 16-02-2005 – Variante Parziale al P. R. G. Vigente: Riqualificazione dell’area industriale “Fonderia Veco” in località Cesanella

In riferimento alla variante in oggetto si osserva quanto segue:

Premessa
La suddetta delibera, con cui si trasformava un’area industriale in residenziale, avrebbe costituito un elemento di forte anomalia urbanistica ed amministrativa se non fosse stata condizionata da valutazioni politiche e di opportunità, derivanti da una contrastata convivenza pluridecennale della fabbrica con il quartiere della Cesanella; e a cui si sono aggiunte, negli ultimi tempi, gravi emergenze economiche ed occupazionali.

Pur di allontanare definitivamente l’inquinante presenza dal quartiere e salvaguardare allo stesso tempo i posti di lavoro, si è accettato quello che in condizioni normali sarebbe stato inaccettabile. Infatti, si è deliberato il cambio della destinazione d’uso della vasta area, da industriale a residenziale, senza un preventivo approfondimento delle potenzialità strategiche dell’area, guidati solo da criteri contingenti, all’unico scopo di assicurare alla proprietà un consistente ritorno economico, tale da indurla a reinvestire altrove nell’attività produttiva, salvaguardando così i restanti livelli occupazionali.

Insomma, in poche parole, un rospo da ingoiare soprattutto per salvare 25 posti di lavoro. Ci sarebbe stato molto da discutere in proposito, ma anche noi abbiamo accettato il “sacrificio”.

Oggi i termini sono profondamente cambiati: la proprietà ha dimostrato di non avere nessuna intenzione di delocalizzare la attività e mantenere gli attuali livelli di occupazione. La fabbrica ha già chiuso, le maestranze poste in mobilità, e le promesse di riassunzione tra vecchia e nuova proprietà (la solita Edra Costruzioni) sono vaghe ed insufficienti.

Richieste
Essendo del tutto venuti meno i presupposti politici che erano alla base di un accordo molto oneroso per la collettività sul piano della pianificazione urbanistica, si chiede al Consiglio Comunale di revocare la delibera n. 29 del 16 febbraio 2005 o, in subordine, di sospenderla a tempo indeterminato.

Questa evenienza era già stata prevista dall’Assessore Stefanelli nel dibattito relativo alla approvazione della delibera in oggetto in cui si può leggere: “……il Consiglio Comunale ritenesse che non siano state rispettate da parte dei titolari della fonderia VECO le condizioni previste dall’accordo, di mettere in piedi un’altra attività produttiva, e non la adottasse, cadrebbe tutto.”

Considerazioni finali
A questo punto sarebbe logico ed opportuno, dopo aver azzerato la situazione, aprire una discussione sul futuro dell’area in base a criteri oggettivi, non influenzati da fattori contingenti. Le possibilità potrebbero essere diverse e non è detto che la scelta residenziale sia la migliore per la città. Perché, ad esempio, non prendere in considerazione l’opzione di una destinazione turistica, vista anche l’ubicazione dell’area, molto vicina alla spiaggia ed alle principali vie di comunicazione?

Futuro dell’area industriale “Fonderia Veco” in località Cesanella

Il Gruppo Società e Ambiente è già intervenuto sull’argomento in oggetto evidenziando dubbi e perplessità poi formalizzati, insieme ad alcune proposte, con la presentazione delle osservazioni alla pratica in oggetto (documento che si allega). Problematiche che intendiamo riproporre alla vigilia della discussione in Consiglio Comunale.

Anzitutto ci troviamo di fronte ad una procedura anomala ed inusuale, di trasformazione di un’area industriale in residenziale, e quindi edificabile. Un regalo alla proprietà giustificato solo dalla promessa del mantenimento di una attività produttiva che garantisse i livelli di occupazione nel tempo. Promessa, come è ben noto, del tutto disattesa. Quello che si è ottenuto è la riassunzione, incerta e probabilmente temporanea, di gran parte delle maestranze licenziate da parte della nuova proprietà, la ditta costruttrice del nuovo complesso edilizio. Questo è ben altra cosa dal mantenimento di una attività produttiva che mantenga i suoi benefici nel tempo.

Altro elemento è dato dai tempi incredibilmente rapidi di approvazione della pratica (tutti i cittadini conoscono la lentezza e la macchinosità delle pratiche urbanistiche e edilizie, anche le più semplici…..). Una fretta che porterà ad approvare la pratica in piena estate, un fatto poco rassicurante, se si considerano i precedenti delle pratiche urbanistiche approvate “sotto l’ombrellone”, a partire dalle “Piramidi”. Questo ha comportato la totale mancanza di partecipazione. Ci stiamo sempre più convincendo che concetti quali “partecipazione” ed “Agenda 21” siano solo chiacchiere da convegni; i fatti concreti, specie se importanti, sono un’altra cosa.

La questione più importante è però un’altra e la giriamo direttamente ai Consiglieri che si apprestano ad approvare la pratica in oggetto: Siamo proprio sicuri che, per una vasta area che viene a liberarsi, la scelta migliore, quella più consona alle aspettative ed alle necessità del quartiere e della città, sia quella di riempirla di case? Non esistevano destinazioni diverse e più lungimiranti che avrebbero potuto risolvere o mitigare i problemi di un quartiere vicino alla spiaggia, dove non mancano certo le case, ma i parcheggi, le aree turistiche, i luoghi e le attrattive pubbliche, ecc…?

Noi non crediamo che quella prospettata sia la scelta migliore; ma anche se lo fosse stata, almeno, la si poteva discutere. Con la soluzione attuale, quello che è sicuro è che a guadagnarci saranno solo la vecchia e la nuova proprietà, agli altri solo le briciole.

ARGOMENTI
gsa


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 settembre 2006 - 2448 letture