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La Biennale di Venezia Conquista la Rocca di Senigallia

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Venerdì 18 agosto si è inaugurata presso al Rocca Roveresca di Senigallia la Mostra Soldati, Rossellini e Visconti: fotoricordi per il centenario dagli archivi della Biennale di Venezia.

da Federica Mariani


La serata, con un enorme successo di pubblico, ha visto presenti due assessori in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’Assessore al Turismo Luigi Rebecchini e l’Assessore alle Infrastrutture Maurizio Mangialardi, che hanno più volte ricordato l’importanza e l’elevata qualità dell’evento. Ad essi si sono aggiunti gli interventi del Prof. Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Museo dell’Informazione di Senigallia che ha coordinato l’iniziativa, e il Dott. Stefano Schiavoni presidente della Mediateca delle Marche che ha edito il catalogo. Per la Biennale di Venezia sono intervenuti il Prof. Giorgio Busetto, direttore dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Veneziache ha ricordato l’importanza del lavoro scientifico sulla Fototeca dell’archivio, che ha permesso la realizzazione della Mostra, e la Dott.ssa Federica Mariani che ha curato personalmente la selezione e l’esposizione delle fotografie, nonché la realizzazione dei testi del catalogo.

L’occasione del centenario dalla nascita dei tre registi, tutti nati nel 1906, ha permesso di focalizzare l’attenzione sull’importante Fototeca che è stata, assieme alla biblioteca, la prima delle eterogenee collezioni che hanno costituito l’Archivio della Biennale, nato nel 1928.

Le fotografie che si possono ammirare all’interno della mostra, infatti, sono conservate tutte in questa Fototeca. Essa contiene, nella sua totalità, circa 37.000 negativi; 600.000 positivi; 27.300 lastre; 40.000 diapositive, quindi un patrimonio fotografico unico in Italia di grandissimo valore iconografico, storico ed estetico. Dal 2005 in previsione di una totale sistemazione dei fondi dell’ASAC, anche la Fototeca è stata oggetto di uno specifico progetto di riordino, che prevede il recupero di materiali fotografici tramite catalogazione e digitalizzazione, utilizzando un Data Base creato da una spin off accademica dell’Università di Padova. È stata così realizzata una scheda specifica per il trattamento dei materiali fotografici, tenendo presente le direttive ministeriali dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
Le prime fotografie che sono state catalogate all’interno del Data Base provengono dalla sezione Cinema.

Questo rappresenta un primo passo per salvaguardare e far conoscere in futuro tramite web l’enorme quantità di materiale conservato nella Fototeca ASAC. Un altro notevole passo per far conoscere le fotografie contenute nell’archivio della Biennale è proprio la possibilità di organizzare mostre, come questa sui tre registri. L’esposizione di queste novanta fotografie si articola in tre sezioni presentate volutamente distinte, che focalizzano la personalità dei tre registi.
Nel dettaglio le fotografie di scena sono suddivise per regista e per film e presentate in ordine cronologico.

Le fotografie di scena sono state volutamente affiancate alle fotografie di attualità che contestualizzano i film. Dalle fotografie sobrie del periodo postbellico si passa quindi alle fotografie di spirito più mondano degli anni Cinquanta e Sessanta. Le fotografie di scena sono espressive ed intense, capaci di condensare in una o poche immagini l’intero spirito del film, la volontà del regista, il fascino degli attori. Questo tipo di fotografia infatti aveva la funzione di colpire l’immaginario collettivo, in questo caso riescono in pochi scatti a veicolare il messaggio filmico. Nel panorama cinematografico, il fotografo di scena risulta essere una figura piuttosto atipica, la sua presenza, benché necessaria per pubblicizzare il prodotto filmico, non è sempre sufficientemente considerata. Infatti, soltanto dopo il secondo conflitto mondiale egli si professionalizza, assume un ruolo a se stante rispetto a quello del direttore della fotografia.

La mostra mette in risalto il lavoro prezioso dei fotografi di scena A. Avincola, M. Tursi, G. Poletto, V. Contino, P. Ronald, veri e propri artisti che hanno saputo creare immagini di alta qualità espressiva, nonostante che il loro ruolo sia stato spesso poco considerato all’interno dell’industria cinematografica.

Questa mostra è stata concepita come un lungometraggio, novanta minuti, novanta fotografie allestite per creare un piacevole effetto filmico.


Un momento della presentazione Il pubblico Federica Mariani presenta le foto
Un momento della presentazione - Il pubblico - Federica Mariani presenta le foto

Alcune delle foto della Mostra





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 agosto 2006 - 8143 letture

In questo articolo si parla di cinema, rocca roveresca, federica mariani

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