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Il Mezza Canaja chiede un confronto con il sindaco Angeloni

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"Il Mezza Canaja è sempre stato e sarà sempre aperto al dialogo e al confronto con tutti. Il problema che si è venuto però a creare in questi ultimi mesi è l’assenza dell’altra parte dialogante, non con i Verdi e RC con i quali il dialogo non si è mai interrotto, ma con il resto della maggioranza e più specificatamente con il Sindaco".

da C.S.A. Mezza Canaja

Il percorso di dialogo e di confronto si svolge ormai da troppo tempo solamente fra il Centro Sociale e singole parti di quella maggioranza che governa la città: quali i Verdi e Rifondazione Comunista.
Come correttamente riportato dall’Assessore Ceresoni la sede del centro sociale tra alcuni mesi dovrà essere trasferita in altro luogo, ed è proprio su questo passaggio che notiamo un certo disinteresse da parte di chi governa questa città.
Naturalmente nessuno di noi pensa che tutto gli è dovuto, diciamo solamente che per portare avanti un dialogo le parti devono essere due ed entrambe disposte a fare passi avanti nella ricerca di una soluzione.

Solo quando l’altro non ascolta oppure finge di ascoltare si è costretti ad alzare la voce, cosa che sinceramente vorremmo evitare.
Proprio per questo rilanciamo la richiesta di un incontro con l’Amministrazione Comunale (e non solo con una piccola parte di essa) e soprattutto con il Sindaco in quanto suo rappresentante, per comprendere se esiste ancora da parte della stessa la volontà di confrontarsi con una realtà come il Mezza Canaja: una realtà fatta di ragazzi e di ragazze e che è quotidianamente attraversabile da tutti, una realtà che in questi anni ha dimostrato di saper arricchire il panorama politico e culturale della nostra città, una realtà che ogni giorno produce aggregazione non solo fra giovani ma anche fra gli invisibili che attraversano Senigallia, soprattutto migranti.

L’arrivo da tutta Italia di molti attivisti dei centri sociali riguarda il campeggio che abbiamo organizzato dall’11 al 15 agosto, chiamato “Plage Sauvage”: una quattro giorni di concerti, mostre, film, controinformazione, feste in spiaggia ed azioni dirette per affermare che la spiaggia è un bene comune e uno spazio che appartiene a tutti.
Il fatto che il Mezza Canaja abbia una rete di solidarietà e che sia ormai una realtà riconosciuta a livello nazionale non dovrebbe essere vissuta come “la minacciosa calata degli unni”, ma come una ricchezza culturale e politica per la nostra città.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 agosto 2006 - 2180 letture