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Gli immigrati che hanno ricevuto finanziamenti adempiono ai loro doveri?

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Al giorno d’oggi, grazie alle molte opportunità offerte dal mercato, dalle banche, dalle agenzie finanziarie, molti immigrati sono riusciti a migliorare la propria condizione economica, alcuni di loro hanno aperto delle piccole aziende e altri hanno intrapreso attività commerciali nei più svariati settori.

di Abdellah Manyani
mediatore interculturale


Questo miglioramento può essere spiegato dalla grande volontà di esprimere la propria personalità, la propria voglia di crescere da parte degli immigrati , di inserirsi sempre di più nel tessuto sociale partecipando alla vita economica, senza rinunciare ad esprimere la propria cultura. Tutto questo è un bene, ma la medaglia come si sa ha il suo rivolto, e ci si pone una domanda... ma, tutte le persone, immigrati, che hanno usufruito di una facilitazione economica riuscendo ad aprire attività o piccole aziende, adempiono poi a tutti i loro doveri?

Questo è un quesito che potrebbe risultare poco chiaro, ma il seguente ragionamento ci aiuterà a comprenderlo.
Basta essere a contatto con amici e persone ( quasi sempre immigrati alla ricerca disperata di un impiego) assunte in alcune di queste ditte come operai per rendersi conto delle condizioni in cui lavorano. Questa categoria di manodopera è purtroppo sfruttata da imprenditori che sentendosi in una posizione inattaccabile non rispettano le leggi e calpestano i diritti. Molti immigrati operai non vengono adeguatamente protetti dalle autorità, alcuni di essi spesso non conoscono i modi per difendersi e non ne posseggono gli strumenti.

Accade anche che stranieri dello stesso paese di origine si trovino l’uno in condizioni di sfruttato e l’altro sfruttatore che non perde l’occasione di guadagnare.
Da parte di alcune imprese c’è la specifica richiesta di assunzione di operai immigrati in modo da ridurre la paga base al minimo possibile, assumere in nero, e non pagare la liquidazione. Gli operai intanto continuano a lavorare, non avendo altra scelta per poter sopravvivere, aspettando che gli imprenditori mantengano le vane promesse di documenti regolari e messa in regola. E lo sfruttamento continua all’insaputa delle autorità.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 giugno 2006 - 2521 letture

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