statistiche accessi

Conferito il premio ''Paul Harris Fellow'' al Preside Giuseppe Amati

7' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Negli scorsi giorni il Rotary Club Senigallia ha conferito al Preside prof. Giuseppe Amati, nel corso di una cerimonia breve ma coinvolgente e suggestiva, il più prestigioso e rilevante riconoscimento rotariano, il premio “Paul Harris Fellow”(PHF).

da Rotary Club


Ha portato il saluto ufficiale il Generale dei Bersaglieri dott. Marcello Olivi, Presidente del Rotary Club Senigallia, che ha voluto ricordare brevemente come è cominciata la storia del Rotary e con quali scopi.
Il primo Rotary Club venne organizzato a Chicago, negli U.S.A., dal giovane avvocato Paul Harris, e si riunì per la prima volta col proposito di costituire un gruppo di amici professionalmente impegnati. Il nome “Rotary” venne scelto perchè i primi soci usavano riunirsi, a rotazione, presso il luogo di lavoro di ciascuno di essi. Il Rotary è un’organizzazione di uomini di affari e di professionisti d’ogni parte del mondo, uniti dagli scopi di incoraggiare elevate norme etiche nell’esercizio delle varie professioni e di promuovere sia lo spirito di amicizia che la pace nel mondo.

“Ho voluto ricordare – ha evidenziato Olivi - quelli che sono i cardini dell’essere rotariano e dell’agire di un rotariano, perché il Rotary Club Senigallia ha deciso di conferire al prof. Amati, il premio PHF. Si tratta della più alta onorificenza rotariana, con la quale vengono insigniti dai Rotary Club personalità che hanno sia acquisito importanti meriti, sia hanno tenuto un comportamento che rispecchia i principali cardini di quel modo rotariano di agire, del quale ho appena parlato”. Seguitando la sua introduzione, il Presidente Olivi ha affermato che, così come una stessa medaglia ha due distinte facce, la vita del preside Amati è caratterizzata da due distinti periodi: quello del servizio militare, svolto anche in tempo di guerra, e quello dell’insegnamento.
L’onorificenza del PHF “gli viene conferita –ha affermato Olivi- quale insigne esempio sia di attaccamento alla Patria, di rispetto del giuramento prestato e di servizio alla Bandiera con sprezzo dei pericoli e mettendo più volte a rischio la propria vita (fino a meritare di essere proposto per una Medaglia d’Oro al Valor Militare per essere tornato in Patria dalla Grecia, dopo i drammatici fatti dell’8 Settembre 1943, con le armi in pugno nonostante gli ordini di cedere le armi, ma tramutata in Medaglia d’Argento perché ritornato vivo!) sia per essere uno dei più anziani esponenti della cultura della nostra città.
Dopo l’intervento di compiacimento dell’Assistente del Governatore dott. Mauro Bignami, che ha parlato in sua rappresentanza, ed aver comunicato le telefonate fatte dai soci prof. Giorgio Silvestri e dott. Alessandro Mercuri per complimentarsi della scelta fatta dal Club vista la loro stima per la persona e le qualità del Preside Amati e la lettera di soddisfazione della figlia senatrice Amati, il generale Olivi ha passato la parola ai Dirigenti Scolastici prof. Lucio Mancini del Liceo Scientifico “Medi” e prof. Giuliano Bonvini del Liceo Classico “Perticari” per la presentazione ufficiale.

Il Preside Mancini ha parlato del periodo giovanile della vita del Preside Amati, nato a Senigallia da due insegnanti originari di Corinaldo. Dopo la maturità classica il preside ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Fanteria di Parma conseguendo il grado di Sotto Tenente. Mobilitato in Grecia nel 1942, ha partecipato alle operazioni di occupazione della Tessaglia; promosso Tenente viene richiamato in Patria come Istruttore all’Accademia di Modena. Avendo chiesto di ritornare in Grecia, nel marzo del 1943 al comando di una compagnia fucilieri viene inviato prima a Volos poi a Larissa, ove partecipa con grande valore a rischiose operazioni di controguerriglia.
Nel luglio 1943 gli viene conferito l’incarico di comando di un intera struttura a livello battaglione, il presidio di Tembi (Larissa), forte di seicento uomini schierati su tre caposaldi scaglionati per ben 23 Km., poco a monte dei quali correva la ferrovia Atene-Salonicco incessantemente pattugliata dagli alleati Tedeschi, che avevano anche un potente caposaldo a cavallo del ponte ferroviario di Tembi. Ed è in questa situazione che trova l’appena venticinquenne Tenente Amati l’8 settembre, il fatidico giorno dell’armistizio in cui il Maresciallo Badoglio aveva diramato l’ordine di “cessare le ostilità contro gli angloamericani, ma di difendersi contro qualsiasi altro attacco”.

Fu in tali tragici momenti che il giovane Tenente Amati dovette destreggiarsi temporeggiando rischiosamente coi tedeschi e prendendo contatti coi partigiani (andartes) dell’ELAS fino a riuscire a far sgomberare nottetempo i suoi caposaldi, nonostante un ammutinamento, ed affiancarsi in armi ai partigiani.
Dopo travagliate vicende attraverso le montagne della Tessaglia fino ai contrafforti del Pindo inseguiti da colonne tedesche, viene loro notificato un fonogramma dell’Allied Mission che dava la facoltà o di restare in armi per combattere contro i tedeschi al fianco dei Greci o deporre le armi ed avviarsi verso il “rimpatrio”.
Solo alcuni decidono di restare in armi agli ordini del Tenente Amati, dando origine alla famosa, eroica “Banda dei Diciotto”; tutti gli altri, illusi, finiranno internati nell’orribile campo di Neraida. La Banda venne integrata nelle formazioni combattenti dell’ELAS e partecipò alle dure operazioni belliche sul Pindo, in Epiro ed in Acarnania, sempre con ampi riconoscimenti dei comandi greci, fino alla fine del novembre 1944 quando grazie ad un elogiativo salvacondotto, raggiunsero Patrasso e riuscirono ad imbarcarsi per il rimpatrio.

Il Tenente Amati venne decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Pur continuando la sua carriera di ufficiale in servizio, Amati non abbandonò la sua passione per le lettere classiche e, nel 1952, si laureò a Bologna a pieni voti. Collocato in aspettativa per infermità di guerra, dal 1953 iniziò la sua carriera scolastica come professore di italiano e latino nel Liceo Scientifico Parificato di Fano.
‘E stato il preside del Liceo Classico “Perticari” prof. Giuliano Bonvini, dopo aver espresso i suoi “sentimenti di profonda stima, di affetto e di rispetto per il prof. Amati, uomo che unisce alla sua vasta cultura e professionalità anche grandi doti di umanità e sensibilità” a parlare del suo “periodo” scolastico. Numerose le sue esperienze didattiche: dopo Fano fu insegnante e Preside dell’allora Istituto Magistrale Comunale Parificato di Senigallia (i suoi anni di presidenza diedero prestigio alla scuola e ne favorirono la statizzazione), fu preside presso la Scuola Media “Ferraris” ed il Liceo scientifico “Cambi” di Falconara, presso la scuola media di Corinaldo, il Liceo Classico di Osimo, preside presso il Liceo Classico “Perticari” di Senigallia dal 1985 al 1988. Collocato in pensione, ha presieduto dal 1988 al 1990 il Liceo Linguistico privato “Guido d’Arezzo” di Ancona.
Sono state ricordate altre attività tra le quali l’organizzazione di un complesso di manifestazioni scolastico-culturali con l’intervento di illustri autorità nel quadro del 125° anniversario del “Perticari” e la stampa di un Annuario, l’attiva cooperazione per la celebrazione settimanale di una Messa in latino officiata da mons. Mencucci; ha fatto parte della Commissione nominata dal Ministro della Difesa on. Zanone per lo studio della Resistenza dei Militari Italiani all’Estero collaborando alla edizione del volume sulla Grecia Continentale e Isole dello Jonio.

il preside Amati ha voluto prendere la parola per ringraziare e manifestare la sua commozione, riconoscenza e sorpresa al Rotary per averlo voluto onorare con il suo prestigioso riconoscimento “mentre da tempo pensionato, muovevo i miei passi sul sentiero dell’autunno”. In conclusione e con umiltà Amati ha detto. “Ritengo di non aver compiuto nella mia vita niente di così eccezionale ad esclusione, forse, delle singolari avventure belliche post armistiziali in terra di Grecia. Dovetti allora farmi carico di responsabilità umane e militari e decisi di fare una drammatica scelta di campo, schierandomi al fianco dei nemici partigiani, contro gli ‘alleati’ tedeschi; l’unico sostegno fu l’imperativo della coscienza che non mi permetteva, a nessun costo di tradire la Patria, la Bandiera ed il Giuramento prestato.”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 giugno 2006 - 5003 letture

In questo articolo si parla di rotary club





logoEV
logoEV