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Si suicida per amore a 17 anni

1' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Mattia Berardinelli, giovanissimo senigalliese, ieri a mezzogiorno ha posto fine volontariamente alla propria esistenza. Il ragazzo, a quanto pare, non avrebbe retto ad una delusione d’amore ed ha deciso di lanciarsi nel vuoto dal tetto dello stabilimento della Ciare, l’azienda senigalliese che produce altoparlanti per stereo ed impianti acustici che ha sede in via Fontenovo, nei pressi del cavalcavia autostradale sulla strada per Scapezzano.

di Guido Fabbri
guidofabbri@vsmail.it


Una scelta non casuale visto che il giovane era figlio di Paolo Berardinelli che alla Ciare lavora come custode dello stabilimento.
Mattia, evidentemente, conosceva benissimo l’edificio e sapeva come arrivare sul tetto. Ieri a mezzogiorno è salito alla sommità del capannone, ha scavalcato il parapetto e si è lanciato nel vuoto.

Un volo di circa 10 metri e poi lo schianto sull’asfalto sottostante. Mattia non è morto sul colpo. Alcuni dipendenti dell’azienda si sono resi conto del gesto disperato del giovane ed hanno immediatamente chiamato i soccorsi.

L'ambulanza è giunta nel piazzale antistante alla Ciare in pochi minuti ed i medici hanno cercato di rianimare il 17enne, prima direttamente sul posto, poi al pronto soccorso dove Mattia Berardinelli è arrivato ancora in vita.

Tutto però è stato inutile. Nonostante i disperati tentativi di rianimarlo, il ragazzo è morto pochi minuti dopo il suo arrivo al pronto soccorso. Le lesioni interne procurate dalla caduta da notevole altezza non hanno lasciato scampo al giovane.

Mattia frequentava con profitto l’Istituto nautico “A.Elia” di Ancona. Aveva scelto l’indirizzo aeronautico ed aveva appena concluso il terzo anno con una brillante promozione.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 giugno 2006 - 10856 letture

In questo articolo si parla di cronaca, guido fabbri, suicidio





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