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Mobility Game: uno spot ed una tesi di laurea

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Il gioco sulla mobilità casa-scuola (a piedi, in bicicletta, in auto con altri bambini), che ha coinvolto, nel corso dell’anno scolastico, 370 bambini e 18 classi della città ha ispirato due iniziative interessanti.

da Alberto Di Capua
Associazione Genitori


La prima ha riguardato una I° classe dell’Istituto Comprensivo Marchetti, ad indirizzo multimediale, che ha realizzato uno story board, finalizzato alla costruzione di uno spot, nel quale sono stati pubblicizzati i temi propri del progetto: “Io a scuola ci vado con i miei amici”.
L’idea progettuale, nata dal desiderio di realizzare un corso di media education, in grado di offrire la possibilità ai ragazzi di costruire un messaggio pubblicitario, si è articolato in tre fasi:
1) Analisi del linguaggio pubblicitario televisivo: la storia della pubblicità in TV da Carosello ad oggi; l’analisi del linguaggio e lo story board: come nasce uno spot.
2) Ricerca ed approfondimento del tema scelto
3) Realizzazione dello spot. Sceneggiatura, testo, immagini e sonoro

Lo spot è stato presentato alle famiglie dei bambini alla fine dell’anno scolastico, in presenza dell’Assessore Ceresoni, ed è stato pubblicato su un DVD. Responsabili del progetto sono stati il Prof Belardinelli della Marchetti, la dott.ssa Marnie Bruscia, (media educator) e la dott.ssa Giorgia Tranquilli (montaggio e realizzazione DVD).

L’altra interessante iniziativa è stata una tesi di laurea in Scienze della Formazione Primaria, presso l’università di Macerata, dal titolo: I bambini: campioni o sportivi. Rapporto con l’educazione sportiva e il movimento.
L’autrice è la dott.ssa Elena Losacco che ha seguito da vicino lo svolgimento del mobility game, intervistando bambini, genitori, ed insegnanti. Da queste indagini è emersa una contraddizione: la maggior parte dei bambini è iscritto ad un corso sportivo ma quando si tratta di spostarsi da un luogo ad un altro si muove in macchina.

La Losacco allora si chiede: ma qual è il rapporto che il bambino ha con lo sport? Diventare un campione o semplicemente per sperimentare gli effetti benefici del movimento? Quindi, la conclusione è che il vero sportivo è quello che non fa distinzione tra attività sportiva e semplice movimento, ossia per chi fa basket, calcio o pallavolo e assolutamente naturale recarsi agli impianti a piedi o in bicicletta.

Ma pare che nella nostra città non sia proprio così…





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 giugno 2006 - 2568 letture

In questo articolo si parla di mobility game, alberto di capua, associazione genitori





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