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Il consigliere Mariani torna sul tema ''cittadini e forze dell'ordine''

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Interrogazione del consigliere comunale Marcello Mariani riguardante un episodio che ha conivolto un uomo affetto da invalidità al 75% e alcuni agenti di polizia.

da Marcello Mariani
Consigliere comunale


Premesso,

Che il 18 maggio 2006 l’interrogante, unitamente al consigliere Roberto Mancini, veniva interessato, in veste di presidio istituzionale di garanzia, da alcuni cittadini circa un episodio che aveva a coinvolgere un uomo affetto da invalidità al 75% e alcuni agenti di polizia;

Che aveva ad apprendere come, a seguito di un incidente automobilistico, la suddetta persona invalida era stata accompagnato al Pronto Soccorso di Senigallia in ambulanza, qui visitata con refertate alcune contusioni e successivamente, a seguito di asseriti e non meglio precisati comportamenti della stessa, ammanettata e condotta al Commissariato di P.S. di Senigallia, senza che le cure del caso potessero essere concluse da parte del personale medico;

Che la stessa persona, dopo circa tre ore, stante la testimonianza di presenti, era stata vista uscire dai locali del Commissariato sanguinante e dirigersi alla vicina Caritas, dove il personale, alla richiesta di aiuto e viste le condizioni, aveva provveduto ad allertare il 118;

Che, trasportata in ambulanza nuovamente al Pronto Soccorso, gli venivano riscontrate lesioni, ulteriori e difformi da quelle precedentemente refertate, in varie parti del corpo non compatibili con la dinamica dell’incidente prima subito, ivi inclusa la frattura di una costola;

Che la stessa persona dichiarava, a verbale del Pronto Soccorso di essere stata “picchiata dagli agenti” all’interno del Commissariato di P.S., di aver chiesto agli agenti di essere soccorso e di essersi vista rifiutare tale invocazione;

Che la situazione venutasi a creare al Pronto Soccorso a seguito di tale episodio tra cittadini e forze di polizia presenti, era di tensione tale da consigliare all’interrogante l’indifferibile coinvolgimento del Dirigente di P.S., in quel giorno fuori città, attraverso contatto telefonico, e che la vicenda aveva poi un prologo di pubblica denuncia dei fatti - due giorni dopo - attraverso un simbolico presidio del Commissariato di P.S. da parte di giovani cittadini;

Che il medesimo Dirigente di Polizia, pur nelle difficoltà rappresentate dalla sua assenza, si rendeva disponibile ad attività dispositive tendenti a stemperare il clima di tensione, ipotizzando nel contempo all’interrogante possibili atti di autolesionismo come causa delle ulteriori ferite riportate dall’uomo all’interno del Commissariato,

ravvisato

Che, anche nell’ipotesi di autolesionismo data con immediatezza alla stampa dagli agenti coinvolti - con dichiarazioni virgolettate palesemente irrispettose della privacy circa lo stato di salute del cittadino coinvolto -, sarebbe stato comunque obbligo degli agenti coinvolti far scattare immediate misure di soccorso dall’interno degli uffici del Commissariato di P.S.;

Che - laddove ci si dovesse trovare di fronte a un qualche riscontro da parte della magistratura - il fatto, per la dinamica e per le oggettivazioni mediche, nonché per il precario stato di salute della persona coinvolta, sarebbe grave e sintomatico di un approccio non proporzionale da parte delle forze di polizia, attuato attraverso un ridondante ricorso alla forza, atteggiamenti per altro già stigmatizzati da chi scrive in una precedente interrogazione orale risalente al 30.5.2005;

Che episodi di tal fatta, se riscontrati, denoterebbero inopportune sopraelevazioni dei limiti dati dalla legge alle forze di polizia per l’espletamento dei compiti d’istituto, che mal si attagliano al rispetto del concetto di legalità e che, questione assai più grave, possono costituire terreno di crescita di un clima di sfiducia tra cittadini e forze dell’ordine - erodendo alla base i concetti inalienabili di democrazia e libertà costituzionalmente sanciti e patrimonio di ogni cittadino di questo Paese - che, in tutti i modi e con la massima fermezza, deve essere scongiurato,

si chiede di sapere, nell’interesse della serenità della collettività amministrata e anche alla luce dei recenti incontri sulla sicurezza, cosa l’amministrazione comunale intende fare al fine di chiarire l’episodio - già nell’immediatezza degli eventi portato alla conoscenza del sindaco -, per evitare che nel futuro possano ripetersi situazioni che abbiano a contemplare un ricorso non necessario alla forza, al fermo e all’eccedente contenimento delle persone, e che, travalicando le strettissime esigenze, possano vedere coinvolti, come nel caso, soggetti deboli.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 giugno 2006 - 2969 letture

In questo articolo si parla di polizia





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