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Angeloni sul caso querela: opposizione scorretta nell'abbandonare l'aula

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
L’abbandono dell’aula da parte dei Consiglieri Comunali di opposizione e le accuse da loro rivolte a Sindaco e Giunta di rifiutare il confronto politico privilegiando gli strumenti giudiziari, rappresentano comportamenti gravi e scorretti.

da Luana Angeloni
sindaco di Senigallia


Innanzitutto perché essi contrastano con le funzioni che un Consigliere dovrebbe svolgere: lavorare cioè, anche attraverso contributi e proposte, per affrontare i problemi che stanno a cuore ai cittadini, piuttosto che abbandonare sistematicamente le sedi istituzionali dove si trattano materie importanti per occuparsi di questioni che non attengono minimamente a competenze del Consiglio.

Le argomentazioni addotte poi dai consiglieri di minoranza sono prive di fondamento. Come si possono infatti considerare espressioni del civile confronto politico, frasi come quelli indirizzate contro l’Amministrazione Comunale e contenute nel periodico Sprint che ci hanno indotti a sprrgere querela? Quando si tacciano gli avversari politici, come è accaduto nei nostri confronti attraverso le colonne di quel giornale, di essere “ speculatori edilizi”, “spolpatori di cittadini”, responsabili di furti in piena regola e di violazioni di norme di legge, è evidente che si accetta di uscire dalle regole di una sia pure aspra polemica politica e si sceglie di entrare nel terreno dell’insulto gratuito e della diffamazione.

Ed allora, di fronte all’accusa ingiuriosa rivolta non tanto alla singola persona quanto piuttosto alla carica che ricopre, diventa necessario agire in via legale, allo scopo di tutelare il prestigio delle Istituzioni e la dignità dei cittadini che le hanno democraticamente elette.

Del resto, che le nostre azioni siano tutt’altro che infondate è dimostrato dal fatto che siamo arrivati alla fase del giudizio e del dibattimento, la cui udienza si è regolarmente svolta ieri mattina per poi essere aggiornata al prossimo novembre. Quello che stupisce di più in questa vicenda, è che un uomo delle istituzioni come il Consigliere Savini, si sia messo a cavalcare strumentalmente posizioni e comportamenti che rappresentano la negazione proprio di quelle regole di legalità e civiltà democratica sulle quali le istituzioni poggiano.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 giugno 2006 - 2752 letture

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