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Processo per diffamazione per due esponenti di Liberi per Senigallia

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Il sindaco querela per diffamazione due esponenti di “Liberi per Senigallia” oltre al direttore responsabile di “Sprint” ed i consiglieri d’opposizione abbandonano l’aula consiliare per protesta.

di Guido Fabbri
guidofabbri@vsmail.it


Si svolge stamani davanti al giudice monocratico del tribunale di Senigallia il processo per diffamazione a mezzo stampa a carico di Annamaria Bernardini e Claudio Marcantognini, esponenti del movimento “Liberi x Senigallia”, e di Claudio Cavallari direttore del periodico cittadino “Sprint”.
Il processo è frutto della querela da parte del sindaco e della Giunta di Senigallia che si sono ritenuti diffamati da un articolo redatto dai due esponenti del movimento civico e pubblicato da Sprint nel 2004.
Un articolo che criticava senza mezzi termini il progetto comunale di trasformare in diritto di proprietà il diritto di superficie sugli immobili.
“Il Comune vuole spolpare i cittadini” è una delle frasi “incriminate” contenute nell’articolo. Ieri il caso è “esploso” in consiglio comunale dopo la delibera di Giunta con la quale l’amministrazione ha deciso di andare a fondo alla questione, stanziando peraltro la cifra di 2500 euro per le spese legali da sostenere.

Prima dell’inizio dei lavori in Consiglio comunale il capogruppo di “Liberi per Senigallia” Vincenzo Savini ha letto un comunicato nel quale stigmatizzava l’iniziativa giudiziaria.
“Ormai, quella di spostare in tribunale la normale dialettica politica è da considerarsi una precisa strategia intimidatoria” ha detto in sostanza Savini che ha criticato anche quello che ha definito uno “spreco di denaro pubblico” per sostenere le spese legali del processo.
Appena Savini ha finito di leggere il proprio intervento, tutti i consiglieri dell’opposizione (non solo quelli di “Liberi per Senigallia”) hanno abbandonato l’aula.
Il vicesindaco Michelangelo Guzzonato, di fronte ai banchi dell’opposizione vuoti, si è caricato l’onere della risposta. “Quando certi interventi travalicano i limiti della normale dialettica politica – ha detto – è giusto che il sindaco difenda anche in sede legale non soltanto la propria persona, ma anche l’istituzione che rappresenta”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 giugno 2006 - 4211 letture

In questo articolo si parla di liberi x senigallia, consiglio comunale, guido fabbri





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