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Un cadavere carbonizzato tra Montignano e San Silvestro

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Giallo nelle campagne tra Montignano e San Silvestro.
Un cadavere carbonizzato, ufficialmente ancora senza nome, è stato trovato all’interno di un’auto andata in fiamme e finita non si sa come in un campo di grano.

di Guido Fabbri
guidofabbri@vsmail.it


L’allarme è scattato alle 15,40 quando un automobilista che transitava in via Squartagallo, una strada di campagna tra Montignano e San Silvestro, si è accorto che in un campo limitrofo alla carreggiata c’era una vettura che stava bruciando.
L’uomo ha chiamato i Vigili del Fuoco che dopo aver domato l’incendio hanno effettuato il macabro ritrovamento.

Sul posto di guida della Fiat Marea andata in fiamme c’era un cadavere carbonizzato, ormai irriconoscibile e senza più le braccia.
A quel punto è scattato l’allarme e sul posto si sono portati gli uomini del commissariato di Senigallia prima e quelli della Squadra mobile di Ancona poi.

Impossibile risalire con certezza all’identità dell’uomo carbonizzato.
Con ogni probabilità, però, si tratta di Nando Cerasa, un 63enne che risiede non distante dal luogo del ritrovamento. Lo si desumerebbe dal fatto che la Fiat Marea, la cui targa è rimasta leggibile nonostante l’incendio, è intestata a lui e dell’uomo nessuno ha più notizie da ieri.

All’interno dell’abitacolo, completamente distrutto, non sono stati rinvenuti documenti utili per l’identificazione ed i resti del cadavere sono del tutto irriconoscibili.
Ma oltre a quello dell’identità della vittima c’è un altro mistero: “Nessuna ipotesi su quanto accaduto può essere esclusa” dice lo steso capo della Mobile Luigi Di Clemente. E le ipotesi sono molte: dal suicidio, all’incidente, fino ad arrivare addirittura all’omicidio.

Quel che è certo è che l’automobile è uscita di strada (accidentalmente o per volontà del guidatore) ed ha percorso quasi cento metri nel campo di grano.
Qui, per cause ancora ignote, si è sviluppato l’incendio. Pur non essendo esclusa nessuna ipotesi sembra altamente improbabile che l’auto abbia preso fuoco per autocombustione dovuta, ad esempio, alla fuoriuscita di benzina dal serbatoio.

All’interno della vettura non sono state rinvenute taniche di combustibile, ma questo particolare viene ritenuto di poco conto, visto che l’interno dell’abitacolo è andato completamente distrutto.
Gli uomini della polizia scientifica hanno svolto i rilievi del caso dai cui esiti, oltre che dall’autopsia sul cadavere che si effettuerà oggi, ci si attendono molte, se non tutte le risposte.

Qualora venga confermato che il cadavere è effettivamente quello dell’intestatario della Fiat Marea prenderebbe corpo l’ipotesi del suicidio.
Nando Cerasa, infatti, avrebbe manifestato in molte occasioni la volontà di togliersi la vita.
Se così fosse avrebbe scelto uno dei modi più spettacolari a propria disposizione. Una delle poche certezze, comunque, è che l’incendio sulla vettura si è sviluppato soltanto pochi minuti prima che l’automobilista di passaggio desse l’allarme.
Altre persone transitate su via Squartagallo nel primo pomeriggio non avevano infatti notato nulla di anomalo.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 giugno 2006 - 3736 letture

In questo articolo si parla di cronaca, san silvestro, guido fabbri, montignano





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