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Ostra Vetere nella famiglia dei comuni salva rondini

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Rondini e balestrucci, che hanno affrontato in questi giorni più di 20.000 km di viaggio in quello che possiamo definire come “il grande volo migratorio primaverile”, hanno un amico in più nell’Amministrazione comunale di Ostra Vetere: il Consiglio comunale, infatti, nell’ultima seduta dello scorso anno ha approvato all’unanimità un documento ribattezzato “delibera salva-rondini”.

da David Fiacchini
biologo
La proposta, presentata dal sottoscritto al sindaco Massimo Bello nel mese di agosto del 2004 con un depliant illustrativo della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), tocca un aspetto solo apparentemente “marginale” o “secondario” della politica ambientale locale, visto che riguarda alcune delle specie-simbolo delle nostre campagne, vere e proprie alleate dell’uomo nel controllo dei cosiddetti insetti molesti (zanzare e mosche in primis).

Alcuni gruppi familiari di “rondini” (con il termine generico di rondine si indicano tre specie diverse: la rondine comune, il balestruccio ed il rondone comune), infatti, nidificano a stretto contatto con l’uomo, tanto in zone rurali che in ambito urbano, ed è noto a tutti che in molte situazioni (ristrutturazioni edilizie, tinteggiature esterne, recuperi e restauri conservativi, ecc.) alcuni di questi nidi sia in ambito urbano che periferico –vengono inopinatamente distrutti, spesso e volentieri con l’intera nidiata ancora presente!

Con la delibera salva-rondini ai cittadini che debbono effettuare interventi edilizi che vanno a “toccare” i siti riproduttivi di queste specie, si chiede una maggiore attenzione ai lavori stessi, ad esempio rimandando l’avvio (o la fine) dell’intervento, nel punto dove è presente l’eventuale nido, al periodo extra-riproduttivo (che va, a seconda dell’andamento climatico delle nostre latitudini, da metà settembre ai primi di aprile).

La speranza è che la cultura del rispetto, valida anche e soprattutto per chi abita il nostro stesso Pianeta e non ha voce in capitolo per “difendersi”, possa rendere questo atto comunale un “simpatico” ricordo ed i controlli amministrativi del tutto superflui.

Rondini e Balestrucci (appartenenti all’ordine dei passeriformi), e Rondoni (ordine apodiformi), sono piccoli uccelli migratori il cui peso non supera, di norma, i 25-30 grammi.

Ogni anno, in primavera (e poi in autunno), compiono lunghe e impegnative migrazioni (oltre 20.000 km per viaggio) dal continente africano in Europa (e ritorno!), dove inizia una nuova stagione degli amori. Il tipico nido delle Rondini è a forma di coppa, costruito con fango e paglia all’interno di stalle, ricoveri di animali, fienili e persino garage; il nido dei balestrucci, invece, è una sorta di coppa chiusa, con una piccola apertura in alto, ed è situato in prossimità di tetti e spioventi. I Rondoni, infine, non costruiscono un vero e proprio nido ma sfruttano tutte le cavità naturali ed artificiali idonee per allevare i piccoli.

Molto fedeli al sito di nascita, i giovani dell’anno precedente, oramai pronti per riprodursi, cercano i vecchi nidi o se ne costruiscono di nuovi a pochi metri da quello dei genitori, rafforzando così il forte legame familiare.

Sia la migrazione di andata che quella di ritorno rappresentano eventi fortemente selettivi: per arrivare in Africa o tornare in Europa le rondini devono superare barriere naturali decisamente ostiche (il Mar Mediterraneo, il deserto del Sahara, le catene montuose, ecc.) e molteplici fattori artificiali legati all’uomo (emissione di sostanze inquinanti, spargimento di pesticidi, scomparsa di aree umide e canneti, urbanizzazione del territorio agricolo, chiusura di stalle e ricoveri per animali, raccolta delle uova, distruzione dei nidi, ecc.): sono molte quelle che non ce la fanno, mancano le energie, si perde la rotta, il vento, la pioggia, il freddo e l’uomo mietono, anno dopo anno, molte vite. Fatto sta che le rondini nei paesi europei negli ultimi 20-25 anni sono diminuite in media di circa il 40% (fonte: Birdlife International e Lipu; www.lipu.it) ed è anche nostro compito cercare di frenare il declino di queste specie con azioni locali basate su di una strategia globale.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 maggio 2006 - 1961 letture