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Auditorium S.Rocco: concluso il ciclo di incontri sul disagio mentale

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Dopo la partecipazione di due illustri docenti nel settore psichiatrico, il prof. Cancrini e il prof. Rossi Monti, con la conferenza “La psichiatria tra passato, presente e futuro” del dott. Leo Mencarelli, dirigente del Dipartimento di Salute Mentale, giovedì 27 aprile si è concluso all’Auditorium S. Rocco il ciclo di tre incontri organizzati dall’associazione “PrimaVera” onlus e “Camminiamo Insieme” sulle problematiche del disagio mentale.

da Camminiamo insieme e PrimaVera onlus

Le tre conferenze hanno destato un vivissimo interesse e una folta partecipazione di pubblico a testimonianza dell’attualità e del coinvolgimento della cittadinanza al tema trattato.

Il dott. Mencarelli ha tracciato un puntuale excursus sulla evoluzione della configurazione del disagio mentale come malattia incurabile e del manicomio come luogo di isolamento e di segregazione dal contesto sociale per primari motivi di ordine pubblico.

Infatti nei secoli scorsi i malati mentali oltre ad essere considerati incurabili, venivano rinchiusi perché ritenuti socialmente pericolosi (tantochè erano internati in manicomio anche delinquenti e girovaghi senza fissa dimora) per cui su semplice denuncia di qualsiasi cittadino, come ora è previsto nel codice penale per i reati, potevano essere internati in luoghi dove” gli infermieri svolgevano la funzione di secondini e i medici si limitavano a gestire la sopravvivenza di larve umane.”

Tuttavia già nel 700 un medico francese aveva notato che atteggiamenti di umanità e comprensione (come ad esempio liberarli dalle catene) miglioravano le loro condizioni psichiche e nel 900 Freud aveva individuato nel rafforzamento delle relazioni sociali positivi risultati di riabilitazione.

A metà del 900 comincia a farsi strada l’idea che accanto a malattie organiche vi possono essere disagi prodotti da difficoltà di rapporti nel contesto familiare e sociale per cui l’uomo non viene più visto come entità biologica ma come realtà complessa nell’accezione “uomo-ambiente-cultura”.

Con Basaglia l’uomo è considerato soggetto portatore di sofferenza sociale e pertanto “la psichiatria della miseria” (la psichiatria che si interessa di persone emarginate come i miserabili di V. Hugo) si può ribaltare in “miseria della psichiatria” (la struttura psichiatrica difende la collettività dal diverso, isolandolo). Per questo, la necessità di chiudere i manicomi e l’avvento della Legge 180.

Dopo questa carrellata sul percorso evolutivo della malattia mentale, a conclusione, il dott. Mencarelli ha proposto alcuni aspetti imprescindibili per una linea di condotta terapeutica.

La farmacologia sviluppatasi nella metà del secolo scorso con i suoi rilevanti contributi terapeutici;

la prevenzione primaria con la individuazione delle cause (organiche, psicologiche, familiari, sociali)

la medicina generale (i medici di base) con il contributo della conoscenza del paziente e la indispensabile funzione di filtro per diagnosi appropriate;

una campagna di informazione per far conoscere alle famiglie e alla scuola l’efficacia della terapia al primo insorgere di sintomi della malattia.

Viene, inoltre valorizzata la sanità pubblica come istituzione no profit che, al disopra di speculazioni ed interessi egoistici economici, riesce meglio a gestire, in una posizione di neutralità, il bisogno del malato.

Dopo una serie di interventi del pubblico il prof. Vittorio Luzietti, coordinatore dell’incontro, ringraziando il relatore per l’esauriente esposizione ha riconosciuto allo stesso dott. Leo Mencarelli una particolare attenzione alle istanze e alle sollecitazioni dell’associazione rappresentante dei familiari.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 aprile 2006 - 2239 letture