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Un'altra rissa nel Rione, l'ennesima

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1991
EV

Un giovane marocchino accoltellato, a quanto sembra, da un algerino. Quando succedono episodi del genere subito si crea quel clima di diffidenza e di chiusura verso gli stranieri: verso tutti gli stranieri, intendo.

da Malih Mohamed
In questo clima di tensione, poi, i paladini dell’odio su base etnica hanno gioco facile.
Mentre quelli che con fatica cercano la via del dialogo, quelli che con pazienza certosina s’affannano a separare il grano dal loglio sono colti da una specie di sconforto nel vedersi rinfacciate le loro convinzioni circa la civile convivenza fra diversi come mera utopia inarrivabile.

Purtroppo, bisogna riconoscerlo, qualsiasi risposta, seppur ragionevole, di fronte alle argomentazioni comprensibilmente rancorose ma non perciò condivisibili nonché sgrondanti pregiudizi, ha lo spiacevole sapore del luogo comune.

Di fronte alle loro ragioni che sembrano così chiare ed evidenti, te, ti devi arrampicare sugli specchi per trovare nuove parole per ripetere ancora una volta che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Luoghi comuni appunto.

E gioco forza la schiera degli accoliti sensibili al fascino del pregiudizio, all’indomani di eventi disdicevoli come questo, vedrà infittirsi i suoi ranghi di qualche nuovo adepto che diserta dalla tiritera del luogo comune, anche se questa viene dal pulpito del buon senso.
E dire che tutto ciò succede quando mancano pochi giorni all’inaugurazione della “Via del dialogo” che finalmente farà di Senigallia “una città di lungo corso”.
Amen.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 marzo 2006 - 1991 letture