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Incontro alla Scuola di Pace con Moni Ovadia

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La Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” del Comune di Senigallia, preseguendo le sue attività del Corso Generale, organizza per domenica 19 marzo, alle ore 16, all’Auditorium “San Rocco” un incontro con Moni Ovadia sul tema “Raccontare, ricordare … ridere per smascherare il mondo”.

dalla Scuola di Pace
Moni Ovadia, ingegno poliedrico, mostra che anche con l’ironia, la risata, la caricatura si può dire la verità. “Saltimbanco, cantastorie, venditore di frottole.

Ma prima ancora, principe dei meticci: italiano, greco, serbo, turco, europeo infiltrato, ebreo e dunque nomade. Nessuno come lui insegna che l’origine di un uomo non è genealogica, è la ricerca dei pezzi di straniero che fanno la sua identità.

Nessuno come lui può convincerti che chi trova dolce la sua patria, è un tenero dilettante, e che solo è perfetto chi si sente straniero in ogni luogo” (Paolo Rumiz in La Repubblica, 26-2-’06).

Confessa Moni: “Sono slavo. E se la lingua è un canto, io sono figlio di un canto slavo. Non si abita un paese, ma una lingua, perciò fu un abominio l’idea dei fascismi di negare le lingue”.

Ha pubblicato tra l’altro per Bompiani Perchè no? (1996), L’ebreo che ride: l’umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle (Einaudi 1998), Ballata di fine millennio (con Mara Cantoni, Einaudi 2000) e Contro l’idolatria (Einaudi 2005).


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 marzo 2006 - 1690 letture