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Dai Baustelle ai Marlene Kuntz, la musica italiana dal vivo al MamaMia

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Abbiamo assistito sabato sera alla tappa senigalliese del tour dei Baustelle, il gruppo di Montepulciano che sta proponendo in giro per l’Italia uno spettacolo essenzialmente basato sui brani del loro ultimo album, “La Malavita”.

di Daniele Onori
La Malavita” è il nuovo cd, uscito nell’ottobre scorso, a due anni dall’album “La moda del lento”, che era loro valso il Premio Musica Indipendente del M.E.I. come migliore band del 2003. Avevo una grande curiosità di ascoltare la resa dal vivo di un album molto bello ma anche molto complesso, giudicato dalla critica specializzata come uno degli album più interessanti del 2005, e non solo per quanto riguarda il panorama italiano.

Un disco, “La Malavita”, che aveva confermato la loro capacità di mescolare solide melodie pop ad ambientazioni coinvolgenti e suggestive. Per chi non conoscesse i Baustelle, li si potrebbe definire un incrocio tra il wall of sound di Phil Spector e la canzone d’autore francese, tra la musica delle colonne sonore dei "poliziotteschi" di serie B e le atmosfere noir più raffinate, tra la musica pop più solare e riferimenti più urbani e punk.

Sperando di non avere creato troppa confusione nei lettori, questo è un po’ quello che mi aspettavo, e in ogni caso i Baustelle sabato sera hanno messo in scena la loro musica inconfondibile e di grande suggestione.
Dopo una prima sequenza di brani più marcatamente rock che hanno fatto sorgere qualche perplessità in chi scrive, la parte centrale del concerto ha dato maggiore spazio alle atmosfere più avvolgenti, quasi “lounge”, da film poliziesco italo-francese che rendono il suono dei Baustelle a volte quasi fuori dal tempo.

La parte del leone l’ha fatta naturalmente una ampia selezione dei brani de “La Malavita”, ma non sono mancate incursioni negli album precedenti.
Il gruppo guidato dal cantante Francesco Bianconi si è presentato in veste molto sobria, senza concessioni agli aspetti più “rock” delle esibizioni live, e si sono mostrati molto concentrati sulla musica in sé, senza per questo essere indifferenti al contatto con gli appassionati delle prime file.

Da segnalare una splendida versione elettronica-dance del brano di Patty Pravo “Per una bambola”, che aveva segnato il grande ritorno della cantante veneziana a Sanremo 1984. In conclusione, un buon concerto, forse non completamente riuscito a causa della difficoltà di ricostruire dal vivo le complesse atmosfere degli album di studio dei Baustelle, ma comunque ascoltato con partecipazione dal pubblico del MamaMia.

E adesso, aspettiamo i Marlene Kuntz sabato prossimo.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 marzo 2006 - 1832 letture