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La fortuna aiuta gli audaci: promozione turistica e fantasia

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La vocazione turistica è una grande fortuna per una città, non solo economica, ma, almeno potenzialmente, anche ambientale, sociale e culturale.

da Mbuto

Riguardo alla promozione turistica c’è un’idea che mi frulla da tempo nella testa, cioè che i modi e i canali tradizionali (fiere pubblicità varie ecc) sono molto costosi e poco redditizi in proporzione all’investimento richiesto. L’esempio del Summer Jamboree dovrebbe indicarci la strada: una manifestazione nata da una passione molto particolare di alcune persone che è diventata in pochissimi anni qualche cosa di veramente grande, una notevolissima promozione per Senigallia. Anche la recentissima aggiudicazione, da parte della nostra città, del Caterraduno, che sarà sicuramente un evento di richiamo, anche se “una tantum”, ci dovrebbe insegnare che spesso le cose migliori e più fruttuose sono dove meno ci si aspetta, quasi impossibili da programmare, lo stesso “Festival di Sanremo” è nato quasi per conto suo e non programmato a tavolino come la cosa che avrebbe fatto la fortuna di quella città, almeno all’inizio.

Quello che si può programmare è una struttura, un meccanismo, che sia in grado di cogliere le occasioni e di favorirle. Siamo nell’epoca delle comunicazioni istantanee e diffuse e della mobilità facile delle persone.

Allora dico una fesseria per spiegare dove voglio andare a parare: se si organizzasse a Senigallia il raduno mondiale di collezionisti di tappi magari confluirebbero qui 10.000 persone per l’evento (se non ce n’è già un’altra in qualche altro posto) perché sarà vero che i collezionisti di tappi sono pochi, ma poi sicuramente sono molto appassionati alla cosa, un po’ fanatici, e disposti a fare un lungo viaggio e a spendere per coltivare la loro passione; e in tutta Europa venti-trantamila vuoi che non ce ne siano? Ora è evidente che se a Senigallia non c’è già un’associazione, anche minima, di collezionisti di tappi che abbia la voglia e la capacità di organizzare questa manifestazione è meglio lasciar perdere, ma se c’è vale la pena provarci.

Quindi a questo punto credo che la mia idea sia chiara, potrei anche chiudere qui. Volendo esplicitare posso dire che quello che immagino è una commissione composta dagli assessorati al turismo, alla cultura, allo sport, ai servizi sociali e alle politiche giovanili che, assieme ai rappresentanti delle categorie economiche che vivono di turismo, gestiscano una congrua parte dei denari di tali assessorati per finanziare e promuovere le associazioni cittadine nel momento in cui prendono l’iniziativa di eventi, manifestazioni o altro che possa poi tradursi concretamente anche in movimento turistico. Naturalmente anche le associazioni del commercio e del turismo dovrebbero essere coinvolte in tali iniziative, penso non tanto o non solo a contributi economici veri e propri, quanto alle possibilità di supportare con la messa a disposizione di organizzazione, contatti, sponsor, pubblicità, sconti mirati ecc ecc…

Questa cosa corrisponde alla mia convinzione di come il turismo possa essere per la nostra città oltre che una possibile ricchezza economica anche un’opportunità di crescita culturale e sociale, come ritengo vero anche l’inverso: una città che cresce culturalmente e socialmente attira più turisti.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 febbraio 2006 - 3792 letture