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Volpini e Free Woman intervengono dopo il caso della prostituta violentata

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
L\'aggressione della prostituta albanese di 30, violentata e seviziata per oltre due ore nei pressi di Marzocca sabato scorso sotto la minaccia di un coltello da due marocchini, ha riproposto con forza il dramma di un fenomeno che ha assunto sempre di più una valenza sociale. Sulla vicenda intervengono Free Woman e l\'assessore Volpini.



Da qualche mese l\'intervento congiunto dell\'Amministrazione Comunale e delle forze dell\'ordine ha portato ad un rafforzamento dei controlli e ad un\'azione più incisiva nella lotta alla prostituzione. Ma non basta.

Senigallia ha anche rafforzato i rapporti di collaborazione con Free Woman, l\'associazione Onlus che si occupa del monitoraggio del fenomeno, dell\'ascolo e dell\'accoglienza delle prostitute nella provincia di Ancona.

Il fenomeno della prostituzione di strada, secondo i dati elaborati proprio da Free Woman, a Senigallia si concentra a nord, al Cesano lungo la strada della bruciata, e a sud, lungo la statale tra il Ciarnin e Marzocca. Le zone interessate oltre ad essere aree periferiche, anche anche una forte vocazione industriale, commerciale e turistica e sono tutte attraversate dalla statale 16.

In base all\'ultimo rilevamento fatto dalla Onlus, da giugno a novembre scorso il numero di prostitute in strada sulla spiaggia di velluto è rimasto costante sulle 25-27 presenze giornaliere, a fronte delle 52-54 presenze registrate giornalmente nei comuni di Senigallia, Montemarciano e Falconara.

Negli ultimi anni a Senigallia si è però ridotto il numero delle “lucciole” italiane (ora quasi assenti) contro un aumento delle donne africane, provenienti soprattutto dalla Nigeria, dai paesi dell’Est Europa (Albania, Moldavia, Romania, Bulgaria, paesi Ex Unione Sovietica) e dall’America Latina (Venezuela, Colombia e Brasile) e transessuali di nazionalità italiana o provenienti dai paesi dell’America Latina. La maggior parte di loro poi non risiede sul territorio ma sono “pendolari” che arrivano ogni sera dalla di Rimini.

“La regolamentazione del fenomeno, e il l\'episodio di cui è rimasta vittima la prostituta albanse, rientra nell\'ambito dell\'ordine pubblico ed è in quest\'ambito che come comune stiamo intervenendo -afferma l\'assessore ai servizi alla persona Fabrizio Volpini- al di là della solidarietà umana sentiamo per questa donna e per tutte le altre donne vittime della prostituzione, il problema deve essere affrontato in un altro ambito.

Quello del contrasto e della lotta alla prostituzione che stiamo portando avanti in collaborazione con le forze dell\'ordine. Sul piano sociale ho incontrato l\'Associazione Free Woman che da tempo sta portando avanti una progettualità che oltre al monitoraggio sul territorio ha attivi anche centro di accoglienza e di ascolto ad Ancona”.

   

EV




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 febbraio 2006 - 2247 letture

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