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s2w: Inviata dalla Regione Marche una lettera congiunta ai vertici della Brummel

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Ascoli, Pacetti e Cingolani : “Prendete in seria considerazione la richiesta di Cassa Integrazione al Ministero, per evitare fratture nel tessuto di coesione sociale.”

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

Nell’ultima riunione del 24 novembre scorso, tenutasi in Regione per valutare insieme a Sindacati e rappresentanti aziendali, la difficile situazione della Preca Brummel di Marina di Montemarciano, l’assessore regionale al Lavoro, Ugo Ascoli si era impegnato a sensibilizzare ulteriormente la proprietà sulla possibilità di evitare la mobilità per circa 80 dipendenti.

Alla proposta dell’assessore regionale hanno aderito con la massima collaborazione anche l’assessore provinciale al Lavoro, Massimo Pacetti e il sindaco di Montemarciano, Gerardo Cingolani.

I rappresentanti delle tre istituzioni coinvolte nella vertenza hanno quindi inviato oggi una lettera congiunta all’Amministratore delegato della Preca Brummel S.p.A, Prevosti e al presidente del Consiglio di Amministrazione, Barbieri, con “lo scopo di contribuire a rasserenare gli animi ed allentare le tensioni della comunità locale, nel pieno rispetto delle strategie aziendali e della decisione di chiudere lo stabilimento di Marina di Montemarciano.”

La richiesta al Ministero di un periodo di Cassa Integrazione per Cessazione di attività, seguita dalla procedura di mobilità- spiega la lettera- consentirebbe di affrontare il futuro dell’occupazione in quell’area con maggiore serenità.

Secondo i tre rappresentanti istituzionali, “anche la Società potrebbe giovarsi di un clima più disteso nella conduzione della trattativa sindacale ; tutto ciò, inoltre, potrebbe tradursi in risparmio della spesa aziendale da affrontare per chiudere i rapporti di lavoro senza, peraltro, creare danno ai piani strategici dell’Azienda.”

Ascoli, Pacetti e Cingolani chiedono , infine, ai vertici aziendali di voler prendere in seria considerazione la nota inviata “al fine di evitare ulteriori fratture nel tessuto di coesione sociale, pur nel rammarico per la perdita che la comunità locale subisce a causa della scomparsa di un’ importante componente della nostra tradizione industriale. “

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 dicembre 2005 - 2152 letture