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Al via il progetto ''Nuovi Amici 2005''

2' di lettura
2023
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Il gruppo della Caritas Parrocchiale del Portone, su iniziativa del parroco don Giuseppe Bartera, rivolse, fin dal 2000, un invito a tutti quei parrocchiani desiderosi di dare il loro contributo, per venire incontro concretamente alle persone più bisognose e per promuovere la cultura della "carità" nella nostra comunità parrocchiale.

da Enzo Ferrara
responsabile Caritas
Attraverso l’Associazione “L’Arca”abbiamo fatto richiesta per poter ospitare dieci bambini durante il periodo estivo, per un mese, presso i locali del Buon Pastore; questi locali, durante l’anno utilizzati per il catechismo, sono stati attrezzati con letti e quanto altro per la permanenza dei piccoli ospiti e dei loro accompagnatori.
I pasti sono stati assicurati da volontari nei locali dell’oratorio che dispongono anche di una piccola cucina.
Numerose persone hanno aderito all'invito del parroco di farsi carico di questo impegno di “carità”, cioè come atto d' amore verso il prossimo, oltre altre varie "povertà", che pure esistono nel territorio della nostra parrocchia.
Questa iniziativa, è stata da noi chiamata progetto "Nuovi Amici", con l'evidente intento di far sì che tutti parrocchiani sentano l'esigenza di instaurare un rapporto d’amicizia con questi piccoli fratelli sfortunati e, come i “deboli”, bisognosi di aiuto da parte di una nazione, l’Italia, che certamente vive in condizioni socio-economiche più vantaggiose del loro Paese.
L'iniziativa che nel corso di questi sei anni si è consolidata e resa sempre più efficace, ha coinvolto tante persone desiderose di dare il loro contributo, non solo economico, ma soprattutto di disponibilità di tempo per assicurare ai bambini le migliori condizioni di soggiorno presso di noi.
Negli ultimi tre anni poi, abbiamo fatto la scelta di ospitare bambini malati, perchè affetti da varie patologie, causate, anche a distanza di quasi venti anni, dal persistere su molte parti del territorio bielorusso di condizioni ambientali dannose a causa delle radiazioni dovute all’esplosione della centrale di Cernobyl.
I medici che di volta in volta accompagnavano i bambini, facevano presente che la sola permanenza fuori del loro paese, anche per un mese, dà una maggiore possibilità di ricupero a questi piccoli, all’incirca del 30% in più di quelli che non erano usciti mai dalla loro realtà ambientale.
Il tutto è stato possibile realizzarlo anche grazie al contributo economico di molti parrocchiani ed in modo particolare grazie al consistente sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi sempre molto sensibile a queste problematiche.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 novembre 2005 - 2023 letture