Comitati cittadini di Falconara: ''L'API riuscirà a farla franca?

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Le motivazioni della Sentenza che non ha trovato sufficienti le prove della responsabilità dei vertici della raffineria API di Falconara, suscitano nei comitati molte perplessità.

dal Comitato 25 agosto-Falconara
Comitato quartiere Fiumesino
Comitato quartiere Villanova



25 agosto 1999 ore 5,45:

due lavoratori morti, due quartieri e centinaia di cittadini in fuga, dieci cittadini ricorsi alle cure mediche per le esalazioni dei fumi dell'incendio, un treno transitato tra le fiamme, un km e mezzo di territorio interessato da una pioggia solida e liquida di detriti ed idrocarburi, cinque ore circa di paralisi totele del traffico aereo, ferroviario e stradale.

La dirigenza dell'API riuscirà a farla franca?

Le motivazioni delle sentenza sul rogo del 25 Agosto 1999 presso la raffineria API di Falconara M.ma non ci soddisfano pienamente, anzi ci fanno nascere molte perplessità.
Come cittadini e Comitati dei cittadini che hanno subito danni dall’incidente giudicati risarcibili anche da parte della Società API raffineria di Ancona S.p.A., esprimiamo le seguenti osservazioni in relazione alle motivazioni della sentenza:
1a] Quando l’esistenza di una generalizzata e scorretta prassi di lavoro (la mancata chiusura di alcune valvole nella zona movimentazione prodotti della raffineria) VIENE AMMESSA da testimoni che hanno personalmente operato in quella maniera MA VIENE NEGATA da altri testimoni appartenenti alla sfera dei superiori gerarchici e controllori dei primi,
A NOSTRO AVVISO
Si manifesta un palese scollamento organizzativo della Società API che non può assicurare la corretta applicazione delle procedure gestionali operative.

1b] Quando si riconosce che l’operatore Bonfissuto (unico condannato dalla sentenza) non è mai stato in possesso di schemi di allestimento dei trasferimenti dei prodotti petroliferi e dichiara di aver effettuato le manovre “a memoria ed esperienza”; quando si riconosce la sua “inadeguata preparazione specifica”, di chi è la responsabilità se non dei vertici responsabili organizzativi della raffineria api che continuavano a far lavorare in quel posto il bonfissuto ed in quelle condizioni?
Chi doveva assicurare la corretta applicazione delle procedure gestionali operative se non la Dirigenza della raffineria API”?
Chi doveva individuare le azioni correttive necessarie per migliorare il sistema di gestione – anche a tutela dell’integrità dei dipendenti - se non la Dirigenza della raffineria API”?

2] Se la Ditta incaricata della manutenzione delle pompe presso la raffineria API segnalò regolarmente e ripetutamente che ad una pompa non poteva essere svolta la manutenzione vibrazionale che richiede l’avviamento della pompa stessa e permette di verificare anomalie di funzionamento; SE i responsabili della raffineria API, per circa due anni, non ritennero di mettere la Ditta delle manutenzioni nelle condizioni di effettuare quella prova vibrazionale, se quella stessa pompa il 25 agosto alle ore 5,35 scoppiò, la dirigenza delle raffineria API mise realmente in essere tutti gli interventi tecnici che potessero evitare il collassamento di quella pompa?
Alla luce anche delle osservazione sopraesposte, riteniamo necessario il processo di appello dove possa essere di nuovo valutata la responsabilità della dirigenza della raffineria API.
Oggi sul nostro sito www.comitati-cittadini.net abbiamo pubblicato immagini inedite dell’incendio del 25 Agosto 1999 tratte dal nostro archivio video.
Altre immagini nei prossimi giorni.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 agosto 2005 - 2176 letture

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