libri & cultura: Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Non esiste un bel libro che non ispiri qualche riflessione, ma nel caso de “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Louis Sepùlveda prevale la lettura di puro piacere. E’ bellezza e poesia. E' leggerezza e piacere. Il libro si legge in un lampo e poi si resta orfani.

del Custode del Goolestan


Non ci si rassegna subito ad abbandonare il sogno: si vorrebbe tornare a El Idilio, sulla riva del grande fiume in mezzo alla foresta amazzonica, fra orgogliosi indigeni Shuar e cercatori d’oro, fra gringos cacciatori di frodo e tigrillos assassini.

La storia è così naturalmente coinvolgente che tutto pare normale e naturale. Ci si schiera subito con i “buoni” e si impara a disprezzare i “cattivi” del libro.
La descrizione delle ingiustizie, dell’ignoranza dei colonizzatori della foresta, la corruzione degli amministratori (veramente ce n’è solo uno, un grassone sudatissimo, sua eccellenza il sindaco, detto “El Lumaca”) e tutte le altre componenti della storia, che comprende anche un’appassionante battuta di caccia ad una femmina di Tigrillo assassina per vendetta, sono perfettamente armonizzati.
Mentre si legge si pensa di trovarsi di fronte ad una storia vera. Tutto è assolutamente, esageratamente credibile.

Poi, sopra tutte le cose, affascina e commuove il vecchio figlio della jungla, che affronta la solitudine e la vedovanza leggendo in piedi, davanti al fiume e con l’ausilio di una grossa lente, i suoi romanzi d’amore.

Ne trascrivo un paio di brani. Nel primo il vecchio parla col dentista, che sbarca ogni sei mesi a El Idilio con una sedia da barbiere per cavare denti sul molo e vendere dentiere.

Senti, con tutto quel pasticcio del morto per poco non mi dimenticavo. Ti ho portato due libri.”
Al vecchio si illuminarono gli occhi.
D’amore?
Il dentista annuì.
Antonio Josè Bolìvar Proano leggeva romanzi d’amore, e a ogni suo viaggio il dentista lo riforniva di nuove letture.
Sono tristi?” Chiedeva il vecchio.
Da piangere a fiumi”, assicurava il dentista.
Con gente che si ama davvero?
Come nessuno ha mai amato”.
Soffrono molto?
Io non riuscivo a sopportarlo”, rispondeva il dentista.
Ma il dottor Rubicondo Loachamìn non leggeva quei romanzi.
Quando il vecchio gli aveva chiesto il favore di portargli dei libri, indicando molto chiaramente i suoi gusti – sofferenze, amori sfortunati e lieti fini -, Il dentista si era reso conto che si trovava davanti ad un compito difficile da assolvere.
Temeva di fare una figura ridicola entrando in una libreria di Guayaquil per chiedere: “
Mi dia un romanzo molto triste, con grandi sofferenze d'amore e un lieto fine”. Lo avrebbero preso per una vecchia checca, ma inaspettatamente trovò la soluzione in un bordello del lungomare.

Ne brano che segue invece, il vecchio inizia a leggere una storia d’amore ambientata a Venezia.

Dopo aver mangiato i suoi saporiti gamberi, il vecchio pulì diligentemente la dentiera e la avvolse nel fazzoletto. Subito dopo sparecchiò, gettò gli avanzi di cibo dalla finestra, aprì una bottiglia di Frontiera e si decise per uno dei romanzi.
La pioggia lo circondava da ogni parte e la giornata gli concedeva un’ineguagliabile intimità.
Il romanzo cominciava bene.
Paul la baciò con ardore mentre il gondoliere, complice delle avventure dell’amico, fingeva di guardare altrove, e la gondola, provvista di soffici cuscini, scivolava dolcemente sui canali di Venezia.
Lesse il brano varie volte a voce alta.
Che diavolo erano le gondole?
Scivolavano sui canali. Doveva trattarsi di barche o di canoe. Quanto a Paul, era chiaro che non si trattava di un tipo perbene, visto che baciava “con ardore” la piccola in presenza di un amico, complice per di più.
L’inizio gli piacque.
Gli sembrò molto azzeccato che l’autore definisse i cattivi con chiarezza fin dal principio. In quel modo si evitavano complicazioni e simpatie immeritate.

… Fantastica poi la discussione fra il vecchio, il sindaco e un cacciatore locale su Venezia, che nessuno dei tre aveva mai visto e che rimaneva veramente difficile da immaginare.

Vi ho incuriosito un po'? Spero di si, perché finora, fra quelli che conosco e l’hanno letto, il libro è piaciuto proprio a tutti. Una piccola deliziosa rosa del Goolestan.

Saluti.

Titolo
Autore
Prezzo
Dati
Anno
Editore
Collana
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Sepúlveda Luis
EURO 6,50
140 p.
2001
Guanda
Le Fenici tascabili
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 agosto 2005 - 14596 letture

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Anonimo

26 agosto, 10:36
fa skifo!..xò leggetelo xkè vi regala tante emozioni!!@<br />
<br />
--ele

Anonimo

16 agosto, 09:29
E' vero! E' il libro che consiglio più spesso e mai nessuno è rimasto deluso. Grande Sepùlveda! Dopo Il vecchio che leggeva romanzi d'amore ho letto tutto ciò che ha scritto. Fatelo anche voi, lo merita lui e voi. Aiuta a sognare con la semplicità di un bambino.<br />
<br />
<br />
--UomoRagno




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