Sessantuno anni per ricordare la liberazione

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Si è svolta giovedì pomeriggio nella Sala Consiliare la solenne cerimonia per celebrare e ricordare il sessantunesimo anniversario della liberazione della città di Senigallia.

di Giulia Torbidoni
giulia@viveresenigallia.it


Sessantuno anni fa le truppe polacche entravano nella città di Senigallia e decretavano la fine della guerra e dell’invasione nazi-fascista. Si celebra in questi giorni l’anniversario della liberazione con una serie di eventi e concerti.

Giovedì pomeriggio alle ore 18.30 si è tenuta, presso la Sala Consiliare del Comune, la solenne cerimonia, presieduta dal sindaco Luana Angeloni, cui hanno partecipato le varie autorità.
Dopo il saluto del sindaco alla città e il suo invito a non perdere la memoria storica si sono avuti i discorsi del segretario dell’ambasciatore polacco in Italia, che ha auspicato un potenziamento dei rapporti tra il nostro paese e la Polonia in seguito a quei sentimenti di amicizia e fiducia nati proprio negli anni della guerra e quello di Luigi Olivi, presidente della sezione ANPI di Senigallia.

Il discorso del signor Olivi è stato letto dalla signora Ermelinda Criscuolo, aderente all’ANPI e delegata portavoce di Olivi che per motivi di salute ha dovuto rinunciare a partecipare alla manifestazione.
Appassionato e attuale il discorso del Presidente senigalliese dell’ANPI ha commosso le associazioni dei partigiani presenti.
Un discorso denso di rigore storico che trova nel delicato passaggio da una generazione all’altra del messaggio della Resistenza il suo epicentro.

La Resistenza non fu solo una lotta per la libertà, fu molto di più. La Resistenza è stato un atteggiamento, un comportamento tenuto dalla vecchia generazione nella conquista di ogni tipo di diritto, dignità e valore, da quelli dei lavoratori a quelli delle donne. La Resistenza oggi non deve essere solo un ricordo o, peggio, una formale cerimonia, un campionario di parole e frasi già usate e oramai vuote.

La Resistenza oggi ha valore nella misura in cui ognuno di noi cresca con la coscienza di cittadino attivo, partecipe e propositivo.
Resistere per ribadire determinati valori che stanno alla base della nostra democrazia.

La Resistenza non fu portata avanti solo in maniera armata; bisogna ricordare le migliaia di persone che rischiarono la vita dando protezione ai partigiani o appoggiando le loro idee, le loro lotte; ha insegnato al nostro popolo la democrazia e la possibilità di decidere delle proprie sorti; solo riscoprendone e tutelandone le basi si potrà arrivare ad una corretta attuazione della nostra Carta Costituzionale, alla pacifica risoluzione delle divergenze e dei conflitti, ad un puntuale rispetto della legalità e ad una partecipata vita sociale.

Il corteo della manifestazione si è poi spostato dalla Sala Consiliare nei vari punti della città in cui sono dislocate le lapidi in memoria dei caduti partigiani e polacchi.

Il 4 Agosto, come il 25 Aprile, e le date di liberazione di tutte le altre città, sono fondamento della nostra storia e non devono cadere dentro logiche sommarie e revisionistiche. In queste ricorrenze vengono onorati i defunti, i martiri della libertà, coloro che lottarono per una ben precisa idea, contro la guerra e lo stato di occupazione vigenti, coloro che si opposero.

La differenza storica esiste e deve essere garantita in nome della verità e del rispetto dei defunti e delle loro stesse idee che li mossero.

Ogni guerra, però, (e coloro che la vissero ce lo dicono per primi), rende tutti i partecipanti schiavi e vittime delle sue atrocità. Non sono i generali o i grandi duci a cadere sul campo, bensì i loro uomini, spesso giovani, bisognosi di soldi, allora anche obbligati ed ignoranti, che vengono mossi dal potere come marionette, pezzi di stoffa privi di emozioni ed esistenza. A tutti questi si deve rivolgere un pensiero che sia memoria e insegnamento per l’oggi, ma in giorni e date diverse da quelle che oggi devono aiutarci a garantire la veridicità storica.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 agosto 2005 - 1600 letture

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