Liberi per Senigallia: una viabilità come nel gioco del Monopoli!

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
E’ da qualche mese che, per le strade di Senigallia, stiamo assistendo ad una versione impazzita del gioco del Monopoli. Le vie, i quartieri stanno subendo degli interventi che è riduttivo definire squilibrati.

da Fulvio Greganti
portavoce Liberi per Senigallia


Vicolo stretto, vicolo corto, vicolo largo, ogni assembramento ha una complessità che non facilita chi fa un uso quotidiano delle strade. E’ perfettamente inutile fare degli esempi che sono sotto gli occhi di tutti. Da anni i problemi della viabilità sono in primo piano nella discussione cittadina. Anziché alleviarli, questa amministrazione con ogni provvedimento li aggrava.

Non è possibile passare un’estate intera con i problemi turistici che sappiamo. Non è immaginabile stuprare la città ed il suo arredo o favorendo troppo le piste ciclabili al posto della strada o allargando certi marciapiedi a dismisura o tagliando completamente lunghe file di alberi. Eppure questo viene fatto quotidianamente.

Sono provvedimenti che mancano di equilibrio. Oltre a garantire maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti, il centro sinistra senigalliese non farebbe niente di male se aiutasse a viaggiare dignitosamente l’automobilista.

Invece il furore ideologico di certe componenti di sinistra privilegia sempre una parte di cittadini a scapito delle altre, anche in provvedimenti come questi che non dovrebbero avere niente di ideologico. La finalità dovrebbe essere sempre assicurare maggiore sicurezza e maggior libertà a tutti.

Chi fa uso delle strade dovrebbe avere il massimo di libertà possibile con il limite di non arrecare danno a se stesso e agli altri. Invece si prendono misure vessatorie che vanno al di là delle infrazioni. Come dice apertamente l’assessore Ceresoni, si vuole solo maggior sicurezza per ciclisti e pedoni. Il problema non è solo pratico ma culturale.

La sinistra non ritiene di considerare le strade di Senigallia qualcosa da abbellire, da conservare, da difendere ma da cambiare, trasformare, all’occorrenza “sfigurare”. Non è solo un caso di segnaletiche che tra l’altro non ci sono.

Si tratta di non vedere più certe file sulla strada statale, non ad Agosto ma già ad Aprile, inventate di sana pianta da un’amministrazione completamente cieca di fronte a tutto ciò. O di non considerare il lungomare soltanto un bivacco indefinito. Un po’ più di ordine ed un po’ più di libertà.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 agosto 2005 - 2385 letture

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