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No alla commissione speciale di inchiesta sul furto di opere a Palazzo Gherardi

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Bocciata la mozione per l’istituzione di una commissione speciale di inchiesta sul furto delle opere d’arte a Palazzo Gherardi presentata dalla minoranza.

Ieri pomeriggio in aula il consigliere Roberto Paradisi aveva illustrato la proposta chiedendo chiarezza rispetto a “gravi colpe di natura amministrativa di cui l’Amministrazione Comunale dovrebbe rendere conto”.
“Desta dubbi il fatto che chi ha rubato i quadri del liceo classico, non avendo commesso alcun segno di effrazione, ha agito indisturbato entrando con le chiavi –osserva Paradisi- al di là del procedimento penale avviato dalla magistratura, è necessario ricostruire l’intera vicenda attraverso l’audizione di testimoni, dirigenti, funzionari e amministratori per verificare mancanze e negligenze amministrative e per capire quali accorgimenti in futuro debbano essere presi per tutelare il patrimonio artistico e culturale cittadino”.
Motivazioni che non hanno convinto la maggioranza, più propensa a lasciare che l’indagine, avviata dalla magistratura dopo la denuncia fatta ai Carabinieri dal Comune il 25 febbraio scorso, faccia il proprio corso.
“L’Amministrazione Comunale intende accertare la dinamica dei fatti, ricostruire le modalità attraverso cui l’atto è stato posto in essere ed individuare eventuali negligenze o responsabilità amministrative perché il furto delle opere di Palazzo Ghepardi è un fatto molto grave che arreca un danno al patrimonio artistico della comunità –ha affermato il sindaco Luana Angeloni- tuttavia quando gli uffici comunali hanno accertato la mancanza di tele e stampe dalle pareti dove erano originariamente conservate e attivato delle procedure di verifica e ricerca, al furto non ha seriamente pensato nessuno e questo per varie ragioni.
Anzitutto perché i locali non presentano alcun segno di effrazione, poi perché le opere erano di notevoli dimensioni e difficilmente trasportabili, inoltre nell’ultimo anno diverse ditte hanno lavorato a Palazzo Ghepardi per il trasloco di materiale e nell’ambito di queste operazioni l’ipotesi di un trasporto errato poteva essere plausibile.
Del resto il 13 aprile scorso, quando il preside del liceo classico ha comunicato di aver trovato 5 stampe dopo un’attenta ricerca, abbiamo avuto conferma di come l’ipotesi della giacenza di alcune opere scomparse in qualche deposito fosse tutt’altro che infondata”.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 luglio 2005 - 1587 letture