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Ripredono gli scavi alla Madonna del Piano

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Per il quinto anno successivo sono ripresi gli scavi e le ricerche intorno alla chiesa della Madonna del Piano, anticamente nota come S. Maria in Portuno.

di Ilario Taus

Le indagini, infatti, sono state avviate già nel 2001, grazie alla formula della Convenzione stipulata tra la Soprintendenza Archeologica delle Marche, il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna, il Comune di Corinaldo e la Parrocchia di S. Pietro Apostolo (Diocesi di Senigallia).

I nuovi scavi, iniziati il 27 giugno, hanno già dato i primi risultati: è stata finalmente messa in luce una porzione della più antica chiesa: sotto l’abside attuale, infatti, che ha forma pentagonale e che risale probabilmente all’età alto-medievale (IX secolo), è stato rinvenuto un altro abside, più antico e di forma differente. Si tratta, infatti, di un abside di forma semicircolare, che, al momento della costruzione della cripta, è stato sfruttato come fondazione.

Parallelamente agli scavi procedono i restauri delle strutture già messe in luce, finanziati grazie ad un contributo che la Soprintendenza Archeologica delle Marche ha messo a disposizione del progetto “S. Maria in Portuno”.

Tutte le attività di quest’anno, condotte col contributo operativo di tanti studenti della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna e della facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, confluiranno in un innovativo Antiquarium, allestito nei locali messi a disposizione dall’ACLI, che verrà inaugurato mercoledì 20 luglio p.v.
In merito alla scoperta del nuovo sepolcreto di età romana (II sec. d. C.) nella cava vicina alla Madonna del Piano cambia il quadro del popolamento antico della zona, ampliandolo in maniera considerevole. Si intuisce ora la presenza di un nuovo – e finora ignoto – insediamento minore, certo di tipo urbano, collegato alla viabilità romana che percorre la riva destra del fiume Cesano. Questo insediamento romano – un vicus, un pagus? (villaggio o borgo) – si trova dunque a poche centinaiai di metri di distanza del sito S. Maria in Portuno e ne rappresenta una parte integrante. Il sito della Madonna del Piano, attualmente in corso di studio da parte del Dipartimento di Archeologia di Bologna sembra così assumere l’aspetto di un insediamento ”periferico” rispetto al nuovo centro romano.

Anche i materiali architettonici riutilizzati all’interno della chiesa della Madonna del Piano potrebbero provenire dal nuovo sito. L’abitato di Corinaldo sembra dunque essere ben più antico dell’epoca medievale, secondo una dinamica di spostamento del fondovalle ai centri di altura molto ben documentata nella valle del Cesano (e non solo).

Ora saranno gli esperti, quelli della Soprintendenza archeologica, ma anche quelli dell’Università di Bologna che conoscono in maniera approfondita l’intera area, a stabilire portata e valore dei reperti venuti alla luce in questi giorni.


Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano Scavi alla Madonna del Piano
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 luglio 2005 - 1655 letture