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Una lingua tra sogno e speranza

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Vivere Senigallia, in collaborazione con la Federazione Esperantista Italiana e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Senigallia, organizza per giovedì 30 giugno, alle ore 21, nella Sala del Trono del Palazzo del Duca di Senigallia, messa a disposizione dal Comune, l'incontro: “Esperanto, lingua di pace”.

di Fabrizio Chiappetti
direttore@viveresenigallia.it
Coordinerà i lavori Michele Pinto di Vivere Senigallia. Dopo i saluti dell'Amministrazione comunale il professor Aldo Grassini, presidente nazionale della Federazione Esperantista Italiana, parlerà de: “L'idea interna dell'Esperanto”, una lingua nata per favorire la comunicazione tra i popoli, su un presupposto assolutamente paritario, allo scopo di facilitare i contatti e la conoscenza tra i singoli uomini per la costruzione di un mondo fondato sul ripudio della guerra e sull'eguale dignità di tutte le culture e di tutte le lingue. Daniela Bottegoni, vicepresidente del Gruppo Esperantista Marchigiano, illustrerà le possibilità comunicative dell'esperanto attraverso esperienze di vita. Marco Menghini, presidente del Gruppo Esperantista Marchigiano parlerà della struttura della lingua.

«L'esperanto è un sogno – ha detto Grassini nel corso della conferenza stampa di presentazione – il sogno di una lingua che offra a tutti un minimo comune denominatore per comunicare». Caso unico di una lingua che non si afferma per la legge “politica” del più forte o per quella del mercato: l’esperanto incarna il desiderio di dare all’umanità una lingua semplice, umile nel rispettare le diversità culturali dei popoli, ambiziosa nel prospettare un piano di parità nell’accesso alla comunicazione globale.

«Esiste un’elite formata dai madrelingua inglesi che in molti settori assume i ruoli principali grazie anche alla perfetta padronanza della lingua - ha osservato Grassini – noi non contestiamo quest’elite, ma riteniamo che l’inglese non possa essere presa come lingua universale. Dietro una lingua c’è un sistema di valori, c'è l’identità di un popolo, espressa in modo molto più forte di quanto possano fare la religione o le etnie dei suoi membri». Ecco allora l’esperanto, lingua di lingue che non sopprime le differenze, bensì seme di una globalizzazione diversa dal rullo compressore omologante che fin qui abbiamo conosciuto.

Aldo Grassini presidente nazionale della FEI Aldo Grassini presidente regionale della FEI
Aldo Grassini e Marco Menghini, rispettivamente presidente nazionale e regionale della FEI, Federazione Esperantista Italiana



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 giugno 2005 - 3058 letture