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Pagamento ICI: quell'euro in più alla Banca delle Marche...

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Sette banche del territorio comunale sono convenzionate con il Comune per il pagamento dell'Ici a costo zero, senza cioè la spesa di 1 euro come avvine invece nel caso del conto corrente postale. A suscitare le perplessità dell'Aduc è il fatto che a chiedere il pagamento di un euro aggiuntivo è la Banca delle Marche, istituto che svolge funzioni di tesoreria per il Comune.

da Gianluigi Mazzufferi
per ADUC Marche
Ottima iniziativa quella dell’Ufficio Tributi del Comune di Senigallia. Sulle quattro facciate delle istruzioni per il pagamento e per la dichiarazione ICI 2005 è stata pubblicata una tabella relativa alle banche convenzionate per la riscossione.

Da un primo colpo d’occhio apprendiamo che, come sempre si può utilizzare il conto corrente postale, presso tutti gli uffici, con la spesa di un euro.
Piacevole sorpresa ci appare il fatto che ai cittadini è offerta la possibilità di pagare l’imposta presso ben sette istituti bancari della città a costo zero, quindi senza alcuna spesa aggiuntiva. Ciò non vale per altre tre banche: pazienza! Sapranno come scegliere i cittadini.

Il fatto però che rende opportuno l’intervento della nostra associazione, l’ADUC (associazione per la difesa degli utenti e dei consumatori), è la stranezza che a chiedere il pagamento di un euro in più, sia per i correntisti che per coloro che non lo fossero, è anche la Banca delle Marche, nelle sue quattro sedi dislocate a Senigallia. La Banca delle Marche è l’istituto che svolge funzioni di “tesoreria” per il nostro Comune. Funzioni che sappiamo essere molto ambite, tanto che al momento della stipula della convenzione c’è una gara ed un forte impegno tra tutte le banche presenti sulla piazza.

Noi dell’ ADUC chiediamo perché mai i cittadini che vogliano recarsi a pagare “presso gli sportelli delle tesoreria” siano costretti a versare l’obolo, appunto con questo euro in più. Vi sembra logico? Giusto? Opportuno?

Abbiamo provato per vie informali ad avere una spiegazione dalla banca: ammettiamo di non esserci riusciti!
Però ora il Comune, e magari perché no anche la Banca, vorranno dar conto ai cittadini di questa procedura. A nostro avviso qualche dubbio è legittimo.

Saremo quindi lieti di leggere, assieme ai nostri concittadini, una chiara ed esauriente spiegazione in proposito.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 giugno 2005 - 1946 letture